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Calcio - Parla l'ex ds Regalia: «Su Antonio Cassano c'è troppa pressione»

Antonio Cassano
BARI - Antonio Cassano Antonio Cassano continua a fare notizia. Dentro e fuori dal campo. Sempre e comunque. Stavolta però non ci sono altre «Cassanate» da raccontare, ma l'ennesimo «autorevole» intervento di chi conosce bene il campione di Barivecchia. Carlo Regalia, ex direttore generale del Bari, insieme ad Eugenio Fascetti, ha visto Cassano crescere nelle giovanili e, sin da quando era semplicemente una promessa, si distingueva per gli atteggiamenti poco ortodossi anche fuori dal rettangolo verde. Come quella volta, tra maggio e giugno 2001, in cui si vide infliggere due multe, una per guida con il foglio rosa (doveva raggiungere il San Nicola per l'allenamento ma non aveva chi lo accompagnava), l'altra perché guidava una Vespa 125 senza patentino. Sicuramente Bari non è Roma e l'eco di certe bravate non può essere lo stesso, ma va detto che sia la società biancorossa, sia l'allenatore hanno saputo tenere a freno gli «eccessi»del giovane Antonio. Ciò che non sta riuscendo alla Roma di Franco Sensi e al mister Luigi Del Neri, con cui il fantasista barese non sembra avere un gran feeling.
Ancora oggi Regalia difende il suo ex pupillo e invita tutti a lasciarlo un po' in pace. «Cassano - dice - ha i riflettori puntati contro, tutti si aspettano un suo errore. Bisognerebbe lasciarlo più sereno, perchè in questo momento è molto nervoso». Ma perchè mai è così irrequieto, più del solito? «I motivi - dice Regalia - posso immaginarli: il rinnovo del contratto in primis; ma mi sembra assurdo che ora tutti lo critichino, quando solo pochi mesi fa era l'eroe nazionale agli europei in Portogallo. Con me e Fascetti era a suo agio, al Bari, forse perchè era nel suo ambiente, non ha mai dato problemi. E' un peccato che un campione ormai di levatura mondiale attraversi un momento così. A Bari era una promessa, ora a Roma è un talento: con le sue giocate di prima, con i suoi dribbling e la sua personalità si è imposto come una realtà del calcio italiano, dopo Francesco Totti».
Quel carattere ribelle e guascone Cassano l'ha conservato negli anni. Modi di fare irruenti che possono dare fastidio a chi lo deve gestire, ma che sua madre, Giovanna Perelli, ha sempre chiesto di non demonizzare: «A Tonino - dice - piace sempre scherzare ma, non dimenticatelo, ha un cuore grande così».

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