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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 16:49

Il calcio scuola di vita piccoli talenti crescono tra gioco e divertimento

di MASSIMO BRANCATI
Comincia un viaggio della Gazzetta nel mondo dei bambini della città, alla ricerca di passioni e talenti. Come trascorrono il tempo libero i nostri figli? Ma poi, tra studio, palestre, catechismo, corsi pomeridiani, i piccoli hanno davvero del tempo libero? A Potenza sta aumentando il numero di società sportive che hanno come «mission» quella di inculcare nei piccoli la passione per uno sport. Un momento di crescita anche dal punto di vista umano, con la possibilità di creare le condizioni per «educare» il piccolo al rispetto degli altri. Su questa lunghezza d’onda si muove l’Umd Potenza Soccer School del capoluogo
Il calcio scuola di vita piccoli talenti crescono tra gioco e divertimento
di MASSIMO BRANCATI

Comincia un viaggio della Gazzetta nel mondo dei bambini della città, alla ricerca di passioni e talenti. Come trascorrono il tempo libero i nostri figli? Ma poi, tra studio, palestre, catechismo, corsi pomeridiani, i piccoli hanno davvero del tempo libero? Secondo l’Istat, sulla scia di interviste a un campione di circa 2.500 bambini, i bimbi hanno a disposizione 4 ore e mezzo da «spendere» in una giornata. E, sempre secondo le statistiche, già c’è un frazionamento: 2 ore per uscire in compagnia dei genitori (in prevalenza la mamma), 2 ore per assistere ai programmi televisivi (troppo soprattutto quando c’è di mezzo la televisione «spazzatura») e solo un’ora, o poco più, dedicata allo studio. Sempre più tempo viene assorbito dalla tecnologia: l’82% dei piccoli ha un computer e lo sa utilizzare navigando anche su internet. Il 50%, inoltre, possiede un cellulare, percentuale, quest’ultima, raddoppiata negli ultimi cinque anni. Insomma, i nostri bambini risultano spesso «schiavi» dell’alta tecnologia. 

Se è vero che già da piccolissimi sono in grado di «dominare» circuiti e touch screen, è anche vero che senza una limitazione del tempo trascorso davanti a pc e videogame si rischia di consegnarli all’atrofizzazione. Anche fisica. Rispetto a un paio di generazioni fa, il tempo trascorso «in mezzo alla strada » è praticamente annullato: alzi la mano chi ha visto negli ultimi cinque anni bambini giocare nel cortile di casa. Per fortuna c’è una valvola di sfogo per i bambini di oggi che altrimenti sarebbero completamente ingoiati da diavolerie elettroniche. 

A Potenza sta aumentando il numero di società sportive che hanno come «mission» quella di inculcare nei piccoli la passione per uno sport. Un momento di crescita anche dal punto di vista umano, con la possibilità di creare le condizioni per «educare» il piccolo al rispetto degli altri. Su questa lunghezza d’onda si muove l’Umd Potenza Soccer School del capoluogo lucano che si occupa di calcio a livello giovanile. L’associazione è stata fondata da un gruppo di amici allenatori e da un amatore del calcio, il presidente Paolo Di Giuseppe. Le finalità - come dicevamo - sono soprattutto rivolte alla socializzazione che fa da prologo alla partecipazione ad eventi sportivi. L’attività della scuola di calcio si fonda sulla competenza e l’impegno di Giulio Mancusi, diplomato Isef e istruttore Uefa B, Mimmo Uva, istruttore Uefa B e Raffaele Nolé, istruttore Uefa B: «Il nostro insegnamento - spiegano - va prima di tutto nella direzione dell’educare allo spirito di gruppo, del rispetto delle regole, del senso del confronto, dell'accettazione delle sconfitte, del rispetto del materiale assegnato. Grande attenzione - aggiungono - viene rivolta all'aspetto psico-motorio. In un passato non troppo lontano le abilità motorie (correre, saltare, arrampicarsi, rotolarsi, calciare il pallone e via dicendo) venivano svolte all'aperto, nei campi o nella strada. I ragazzi che entravano a far parte di società sportive erano già in possesso di quei prerequisiti motori di base per affrontare il mondo dello sport». 

Oggi - ricordano Mancusi, Uva e Nolé - la vita è vissuta dai ragazzi in maniera più sedentaria tra tv, computer, play station, senza contare poi l’alimentazione che spesso risulta non adeguata: non a caso, secondo le ultime statistiche dell’Istat in fatto di cibo, la Basilicata è la regione con la più alta incidenza di obesi soprattutto nella fascia di età tra i 5 e i 15 anni. «Sulla scia di queste considerazioni - sottolineano gli istruttori - intendiamo ricreare attraverso giochi la condizione per sviluppare un’attività psico-fisica adeguata prima di entrare nel mondo del calcio competitivo. In questo modo forniamo ai piccoli quelle capacità di base motorie e coordinative che in questa fascia di età sono apprese ed «immagazzinate maggiormente». La Umd Potenza Soccer School si avvale dell’af filiazione al Bologna Footbal Club, società di serie A, aderendo al progetto «05-13 kids». A pochi mesi dalla sua nascita (per ulteriori informazioni gli interessati possono telefonare ai numeri 338.1877048 e 347.2399858) la scuola potentina ha già 32 iscritti divisi e seguiti per fasce d’età da istruttori qualificati con patentino Uefa B e diplomati in Scienze Motorie. Le attività si svolgono presso lo Sporting di via Angilla Vecchia, a Potenza.

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