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Martedì 26 Settembre 2017 | 20:21

Basket, è «mister Z» fiorentino 22enne la faccia bella di Ruvo

di LUIGI ELICIO
RUVO - Se non si monta la testa si può dire di lui che è un giocatore quasi irrinunciabile. A referto, per il numero di maglia (19) e per la «Z» del suo cognome è l'ultimo in fila tra i «pilastri» del quintetto bianco-blu. La vetta della classifica fino a questo momento la si deve grazie soprattutto al suo dominio sotto i tabelloni, dove suda, lotta, si dimena, le prende e le dà senza tregua. In pratica il ruolo di «artefice» confermato anche nella trasferta di Patti. Stiamo parlando di Andrea Zerini, ala-pivot, toscano di Firenze
Basket, è «mister Z» fiorentino 22enne la faccia bella di Ruvo
di LUIGI ELICIO
RUVO - Se non si monta la testa si può dire di lui che è un giocatore quasi irrinunciabile. A referto, per il numero di maglia (19) e per la «Z» del suo cognome è l’ultimo in fila tra i «pilastri» del quintetto bianco-blu. La vetta della classifica fino a questo momento la si deve grazie soprattutto al suo dominio sotto i tabelloni, dove suda, lotta, si dimena, le prende e le dà senza tregua. In pratica il ruolo di «artefice» confermato anche nella trasferta di Patti. Stiamo parlando di Andrea Zerini, ala-pivot, toscano di Firenze che non fa pesare più di tanto la sua «c» strascicata. 

Da pochi giorni ha 22 anni. Ha gli occhi teneri e una barbetta dell’omaccione umile e buono che, però, quando s’impunta non lascia scampo a nessuno. 
Cosa si prova ad essere in testa alla classifica? 
«Certamente è una bellissima sensazione, in special modo quest’anno vista la formula del campionato. Ci dà una grandissima spinta sul morale, un vantaggio in più in termini di fiducia rispetto alle altre squadre». 
È la prima volta in cima? 
«Mi era già capitato nell’anno di Firenze, però in quell’occasione ero il decimo uomo, questa volta è diverso, un po’ più da protagonista ». 
Per Zerini la scorsa stagione è stata quella che ha fatto registrare numeri da capogiro: 9.1 punti a gara, 6.5 rimbalzi, 1.2 stoppate (secondo stoppatore del girone B) e 12.4 di valutazione media. A luglio scorso è stato il punto fermo su cui il coach, Giulio Cadeo, ha impostato il nuovo roster dell’annata. Una riconferma senza discussione. Finora gira tutto al massimo, 7 vittorie, una sola sconfitta. Qual è l’alchimia? 
«È una buonissima stagione finora, partita bene. Facciamo gruppo, c’è sintonia. Per quanto mi riguarda cerco sempre di dare il massimo in campo e non mi focalizzo solo su una cosa; se i tiri non entrano mi dedico di più alla difesa, ai rimbalzi e cerco di mettermi a disposizione della squadra ». 
E le altre pugliesi? 
«Mi hanno fatto un’ottima impressione; ho avuto modo di confrontarmi con Ostuni in Coppa Italia e credo sia una formazione completa; ho incontrato il Molfetta in campionato e devo dire che forse non merita quel posto in classifica. Anche il Bisceglie mi sembra una squadra competitiva ». 
A Ruvo da due anni, quando torna a casa cosa si porta dietro? 
«Sicuramente il calore delle persone che ho trovato qui. Parlo spesso del cibo perché a Ruvo si mangia che è una meraviglia». 
Per il gruppo di fans c’è una piccola notizia che addolora e che sa di fedeltà. Fidanzato? 
«Sì».

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