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È finito il Mondiale di Formula 1

Il campionissimo tedesco Michael Schumacher con la Ferrari ha vinto la stagione 2004, ma il suo compagno di squadra Rubens Barrichello è rimasto deluso sul circuito "di casa", al Gp del Brasile, dove ha trionfato il colombiano Montoya (Williams - Bmw) • La classifica finale
SAN PAOLO (Brasile) - Sventolano bandiere gialle, blu e rosse a Interlagos. Sono i colombiani a ballare il samba. È per Juan Pablo Montoya che la super-modella Giselle Bundchen deve sventolare la bandiera a scacchi. Ha tanti tifosi il colombiano, ma il Brasile ci resta male perché Rubens Barrichello non riesce a regalargli un sogno.
All'ultimo atto del mondiale, nel giorno dell'addio alla Williams, le regala la prima e unica vittoria di una stagione difficile. Da domani Juan Pablo sarà finalmente della McLaren, che conquista il secondo posto con il futuro compagno Kimi Raikkonen: doppietta virtuale e dimostrazione pratica che in Formula 1 non c'è mai nulla di scontato. Dopo una stagione dominata (15 vittorie su 18), la Ferrari si ritrova ad uguagliare Montecarlo, giorno della prima sconfitta: un solo pilota sul podio, e sul gradino più basso. Anche stavolta è Rubinho. Schumi qui arriva, ma solo settimo.
La festa paulista già pronta per Barrichello si spegne al sesto giro. Il brasiliano della Ferrari era partito in testa, ma la pioggia della primavera tropicale lo tradisce. Però almeno, ha visto la bandiera a scacchi. Correndo in casa gli era successo solo una volta, giusto dieci anni fa: quarto con la Jordan nel 1994. Il resto, un festival di dieci ritiri.
La F2004 di Rubinho fa, come al solito, il suo dovere. La pista però si bagna quando mancano appena 32'al via. Partendo dalla pole non si potevano prendere rischi, quelli che invece s'incollano Coulthard e le Renault di Alonso e Villeneuve. D'altra parte sembra tanto scivoloso l'asfalto, che prima del via la safety car si apposta alla curva 13, pronta ad intervenire in caso di incidente in partenza. Sulla griglia in 17 su 20 montano gomme da pioggia: quella di Alonso e soci sembra azzardo puro, invece è la mossa che permette allo spagnolo di arrivare quarto.
Quando si spengono i semafori Barrichello conserva il comando, e la torcida esplode in un boato. Che si spegne dopo mezzo giro, quando Rubinho subisce il sorpasso di Raikkonen. Michael Schumacher, partito dal 18° posto in griglia, recupera di slancio otto posizioni. Ma all'inizio del terzo giro ne riperde due per un testacoda in uscita dalla "esse di Senna". Barrichello regala una gioia ai 100.000 di Interlagos tornando in testa all'inizio del quarto giro restituendo il sorpasso a Raikkonen sulla retta dei box. È però ancora una volta gioia breve. Mentre Button - partito in una nuvola di fumo - si ferma col motore rotto, la pioggia smette e al giro 5 Schumi è tra i primi a fermarsi per montare le gomme da asciutto (e con lui, il fratello Ralf, Montoya, Trulli). Al giro successivo è Rubens a doversi fermare.
È la svolta della corsa: Barrichello torna in pista nono. Si fermano anche gli altri, tranne Alonso, ma il danno è fatto. Al 7° giro tocca a Massa, che almeno si è goduto un giro da leader della corsa, via via gli altri. Finito il primo balletto dei pit stop, che sparirà nel 2005, ecco spuntare la Renault di Alonso - partito ottavo dalla quarta fila - davanti a tutti. Dietro la sua Renault: Montoya, Raikkonen, Ralf Schumacher, Sato, Barrichello. Schumi, d'esperienza, è di nuovo settimo davanti a Massa rientrato nei ranghi. All'inizio del giro 18 Alonso deve fermarsi a fare rifornimento e rientra sesto, tra la Ferrari di Barrichello quinto e Schumi settimo. È così che Montoya s'installa in testa davanti alla McLaren di Raikkonen, alla Williams di Ralf Schumacher e alla Bar di Sato. Al 24° giro, la degna conclusione dell'avventura Jaguar in F.1: Mark Webber attacca il compagno Klien per il decimo posto, i due si 'sportellanò alla curva 1 e così l'australiano si ferma con l'anteriore rovinato, l'australiano continua ma deve rientrare ai box per cambiare il musetto e piomba al 15° posto. Quando è tempo di rifornimenti, è Ralf a rientrare per primo (inizio del giro 27), poi tocca agli altri, ne approfitta Alonso che si ritrova di nuovo terzo dietro a Montoya e Raikkonen. Barrichello punta Sato, che dà via libera per il quinto posto al giro 33 quando Takuma va largo alla curva 2.
La corsa di fatto si cristallizza fino al secondo turno di rifornimento. Raikkonen cerca di vincere allungando fino all'inizio del giro 56, cinque in più di Montoya. Ma quando il finlandese si ferma, il colombiano torna davanti. Barrichello, che invece si era fermato al 50°, con il gioco della strategia riesce a scavalcare Ralf Schumacher e Alonso. A 15 giri dalla fine è terzo, dietro a Montoya e Raikkonen e davanti allo spagnolo della Renault, che nel frattempo era riuscito a superare Ralf. Schumi se la prende comoda. Davanti, Montoya tiene a bada Raikkonen che lo segue a un secondo. Barrichello è terzo e solitario ad una ventina di secondi, poi Alonso.
Finisce così, in una giornata grigia. Come l'immediato futuro della Formula 1, che si prepara a mesi di discussioni.
Marco Galdi

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