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Il Milan vince (3-2) al San Nicola Bari fanalino di coda

BARI - Colpo al San Nicola e vetta più vicina: il Milan rilancia le ambizioni-scudetto con la terza vittoria corsara stagionale, superando senza troppi affanni il Bari. I tre punti conquistati in Puglia consentono ai rossoneri di posizionarsi a sole due lunghezze dalla capolista Lazio e scalzare dalla seconda piazza l’Inter. E questo a una settimana da un derby che si preannuncia quanto mai avvincente. (Foto Luca Turi)
Il Milan vince (3-2) al San Nicola Bari fanalino di coda
Colpo al San Nicola e vetta più vicina: il Milan rilancia le ambizioni-scudetto con la terza vittoria corsara stagionale, superando senza troppi affanni il Bari. I tre punti conquistati in Puglia consentono ai rossoneri di posizionarsi a sole due lunghezze dalla capolista Lazio e scalzare dalla seconda piazza l’Inter. E questo a una settimana da un derby che si preannuncia quanto mai avvincente. 

Per i pugliesi, fanalino di coda del torneo, la quinta sconfitta consecutiva (sesta nelle ultime sette gare) da un lato conferma la crisi di risultati suggellata dall’ultimo posto ma dall’altro è accompagnata da una prestazione con segnali di ripresa sul piano dell’agonismo. E sullo sfondo restano legittime recriminazioni per un netto rigore su Barreto non concesso da Bergonzi sullo 0-2, alla fine dei primi 45'. 

Il Milan ha conseguito nel primo tempo il massimo risultato con il minimo sforzo: due gol all’attivo e un sostanziale predominio su un Bari più aggressivo ma traballante in difesa. Allegri, lasciati Pirlo e Pato in panchina, ha posizionato Ambrosini davanti ai quattro della difesa, mentre Seedorf ha brillato come suggeritore per Ibra e Robinho, puntuali nel pressing per stoppare la fase di impostazione dei difensori del Bari. Ventura, invece, ha corretto il modulo tradizionale inserendo un mediano sulla sinistra (Pulzetti), con Almiron e Donati centrali e Alvarez cursore di destra: alla maggiore copertura, però, non ha corrisposto una migliore tenuta in interdizione. 

In avvio la spinta dei rossoneri è stata intensa ed i pugliesi sono stati costretti ad arroccarsi nella propria difesa. Al 4' un cross dalla sinistra di Seedorf (lasciato libero da Almiron) ha aperto una breccia nel fortino davanti a Gillet e Ambrosini ha segnato con prontezza da cecchino. Il Bari ha accusato il colpo, perso il regista Almiron per infortunio, ma non si è disunito e ha fronteggiato la costante supremazia di Gattuso e compagni. Alla mezzora il raddoppio di Flamini, servito da Ibra. La squadra di Ventura non ha mai perso lucidità e nel finale della frazione l’arbitro Bergonzi non ha sanzionato un chiaro fallo da rigore di Abbiati su Barreto. 

Nella ripresa la musica non è cambiata: Milan proteso in avanti e Bari generoso nel verticalizzare per le punte. Al 20' Barreto e Kutuzov hanno duettato addormentando Yepes e Nesta e il bielorusso ha riaperto i giochi. L’azione successiva avrebbe potuto consegnare un pari insperato all’undici di Ventura, ma il destro di Barreto è finito di poco a lato. Di contro il Milan non ha smesso di infilarsi tra le maglie difensive avversarie, trovando il terzo gol con un affondo di Pato, ispirato da Seedorf. 

Nel finale Barreto (al quarto centro stagionale) ha accorciato le distante servito da Donati: un gol giunto troppo tardi per riequilibrare una partita iniziata in salita contro un diavolo stellare e soprattutto cinico.

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