Cerca

Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 13:14

Oronzo Pugliese Quando il «mister» faceva pure il mago

FOGGIA - Passione e competenza, documenti e sentimento, carte già scritte e testimonianze e immagini assolutamente inedite. Tutto questo e molto di più è finito nella biografia autorizzata - dovrebbe trattarsi della prima - dedicata da Giovanni Cataleta al mister per eccellenza, al più anticonformista e colorito degli allenatori che il Foggia abbia mai avuto. Un peronaggio immortalato anche da Lino Banfi nel film «L'allenatore nel pallone»
Oronzo Pugliese Quando il «mister» faceva pure il mago
Passione e competenza, documenti e sentimento, carte già scritte e testimonianze e immagini assolutamente inedite. Tutto questo e molto di più è finito nella biografia autorizzata - dovrebbe trattarsi della prima - dedicata da Giovanni Cataleta al mister per eccellenza, al più anticonformista e colorito degli allenatori che il Foggia abbia mai avuto. «Oronzo Pugliese - Quando nel calcio esistevano i maghi» (edizioni Utopia, Foggia 2010; pagg 144; euro 14) è un percorso storico e sentimentale che appare abbastanza maturo e compiuto, non solo lungo la carriera ma anche lungo la vita privata e gli affetti dell’allenatore a cui - molti anni dopo nell’ormai celebre film L’allenatore nel pallone - tentò di fare il verso l’attore pugliese Lino Banfi. Oltre settanta immagini - tra cui diversi scatti inediti concessi dalla famiglia Pugliese - classifiche, tabellini e marcatori delle squadre più importanti allenate dall’indimenticato «Ronzino», corredano il racconto di uno dei volti che cambiarono per sempre la figura dell’allenatore. 

Scampoli di vita e di lealtà sportiva, aneddoti gustosi, svenimenti e inseguimenti, gesti scaramantici e miracoli calcistici di un personaggio pittoresco, innamorato del calcio e dei suoi valori. Scampoli in cui - non poteva non figurare - forse la più grande impresa sportiva del Foggia in Serie A: la vittoria di Oronzo Pugliese sull’Inter mondiale di Helenio Herrera: quel 31 gennaio 1965 i satanelli si imposero sulla squadra più forte del mondo. Ed ancora notizie, curiosità, testimonianze di chi c’era e chi invece era stato chiamato a fare il testimone della storia, come il giornalista a cui Cataleta ha opportunamente affidato la presentazione del libro: cioè Italo Cucci. 
Il quale racconta così il suo incontro con Pugliese, nel suo primo anno a Bologna: «È una persona che non dimenticherò mai, insieme a quelle parole che disse presentandosi alla stampa bolognese: “La mia carriera è cominciata a Barcellona… Strizzò gli occhi, aprì un sorriso furbo ed esplose in una risata: Barcellona Pozzo di Gotto!». 

Una gag che insieme esprime tutta la grinta e l’autenticità di un personaggio che sarebbe rimasto unico nel panorama dello sport nazionale, cioè del calcio. Cataleta ne ha recuperato, in un sol colpo, maestria inventiva e dignità, assicurandosi che a parlare di Oronzo Pugliese fossero finalmente i fatti e non le leggende proliferate intorno al personaggio. L’autore - che già aveva spedito in libreria il divertente «Che s’ dice du Fogge?» - avrebbe potuto rimestare nelle infinite variazioni sul tema che si schiudono quando si parla e si riparla del Foggia, invece ne ha sottratto una pagina nobilissima della sua storia all’oblìo e l’ha riconsegnata agli amanti dei colori rossoneri. 

Molti gli episodi in cui si capisce che l’autore è stato diretto protagonista di quegli anni, come quando faceva il “raccatta palle” del Foggia - oggi i club di Serie A li sfornano da industrie di marketing che niente hanno a che fare con la spontaneità di allora - e ogni tanto anche nei suoi spogliatoi si palesava quest’uomo di nome Oronzo e di cognome Pugliese. Appariva come una visione, come un allenatore di Serie A appare. Cioè senza farsi presentare, senza lasciare che nessuno annunci il suo incedere. E poi la famigerata frase passata alla storia «undici sono loro, undici siamo noi» che avrebbe fatto la fortuna del film di Lino Banfi. 

Il 19 novembre - ore 18 libreria Ubik di Foggia, in piazza Giordano 57 - la presentazione ufficiale del libro, forse alla presenza proprio dell’attore canosino Lino Banfi (Pugliese era invece di Turi). Poi seguiranno altre platee anche nazionali, perché non va dimenticato che Oronzo Pugliese è rimasto tra i personaggi più amati del calcio italiano dal secondo dopoguerra a oggi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione