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Cassano, schiaffo da Sensi: «Non so se lo tengo»

Il presidente della Roma ipotizza un futuro senza il talento barese: «Ci sono dei problemi che non mi aiutano a tenerlo: problemi caratteriali, non finanziari. Martedì scorso contro il Bayer ha fatto una partita da schiaffi»
ROMA - Il futuro di Antonio Cassano potrebbe essere lontano da Roma. «Non so se lo tengo», ha detto il presidente della società giallorossa, Franco Sensi, interpellato a margine della cerimonia al Quirinale per la consegna delle onorificenze di Cavaliere del Lavoro.
«Ci sono dei problemi che non mi aiutano a tenerlo - ha aggiunto Sensi a proposito del contratto del gioiello di Bari che ha l'attuale accordo con la Roma in scadenza nel 2006 -: problemi caratteriali, non finanziari. Martedì scorso contro il Bayer ha fatto una partita da schiaffi».
Dopo il deludente inizio di stagione ci saranno nuove prove d'appello per il fantasista giallorosso? «Di appelli - ha risposto Sensi sempre su Cassano - finora gliene ho dato tanti, ma non si va avanti così. Anche perché costa molto. Gli do 5 milioni di euro l'anno ma non so se glieli voglio dare ancora. Lui comunque non mi ha chiesto nulla. Io non gli faccio offerte e lo mando a casa».
Sensi ha quindi voluto precisare la situazione debitoria del club capitolino alla luce delle indicazioni emerse ieri dalla Commissione Finanze della Camera che ha quantificato in 66,9 mln di euro l'esposizione della As Roma verso l'erario a fine 2003. «E' stato accelerato il pagamento annuale - ha chiarito - Non abbiamo più debiti. Ma non si trattava di un problema economico, bensì personale. C'erano dei problemi che adesso ho superato». Sul piano prettamente sportivo, la società, ha proseguito Sensi, «ha avuto i suoi problemi. Li sta superando piano piano. Martedì è andata male ma sono cose che succedono. La Roma è una grossa squadra, non è una piccola squadra, come tante, iscritte o non iscritte. La Roma è forte e basta. Io invece qualche volta ho dei problemi con qualche figlio di buona donna che fa il figlio di buona donna.....».

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