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Parisi: «Il mio Bari ha ritrovato coraggio»

Cinquanta volte con la maglia del Bari addosso. Un piccolo grande traguardo accompagna Alessandro Parisi verso la sfida-verità di domani pomeriggio contro l’Udinese. Il mancino siciliano sa perfettamente cosa regalarsi. E regalare al Bari dopo tre sconfitte di fila in campionato interrotte dal successo di Coppa: «E se facessi il terzo gol di fila? Sto attraversando un momento positivo, ma sarebbe meglio se lo fosse per tutti. La vittoria sul Torino ci permette di tirare su il morale. È’ una piccola iniezione di fiducia per ritornare ad essere quello che siamo»
Parisi: «Il mio Bari ha ritrovato coraggio»
di FABRIZIO NITTI 

BARI - Cinquanta volte con la maglia del Bari addosso. Un piccolo grande traguardo accompagna Alessandro Parisi verso la sfida-verità di domani pomeriggio contro l’Udinese. Il mancino siciliano sa perfettamente cosa regalarsi. E regalare al Bari dopo tre sconfitte di fila in campionato interrotte dal successo di Coppa: «E se facessi il terzo gol di fila? Sto attraversando un momento positivo, ma sarebbe meglio se lo fosse per tutti. La vittoria sul Torino ci permette di tirare su il morale. È’ una piccola iniezione di fiducia per ritornare ad essere quello che siamo». 
Domani sarà un’altra storia contro i friulani. «È una partita importantissima. Dopo tre sconfitte c’è una grande voglia di voltare pagina. L’importante è arrivarci con serenità e con la determinazione di voler fare sul campo quello che ci siamo promessi a parole». 

Già, c’è stato una sorta di patto di ferro dopo Firenze... «La squadra ha trovato una forza nuova, coraggio. Adesso bisogna metterlo in pratica. Siamo pronti a ripartire, a rimetterci in gioco». 

È ancora presto, ma sembra uno scontro diretto quello contro i friulani. «Diversamente da noi, l’Udinese nelle prime partite è stata un disastro, era l’ultima in classifica. Ora invece hanno infilato tre vittorie consecutive e si ritrovano con una mentalità vincente, con tanto entusiamo. Troveremo una squadra in gran forma, ma anche noi potremo ribaltare la situazione. Sicuramente l’Udinese ha giocatori di valore assoluto nel reparto offensivo, ma anche in difesa si sta riprendendo. In questo momento non dobbiamo pensare al lato peggiore o migliore della squadra avversaria, ma a noi stessi e a quello che realmente vogliamo per ricominciare a correre. Qualcosa si è gia visto in Coppa. Abbiamo cominciato contratti, poi ci siamo un po’ sciolti trovando il gol. Qualcuno ha cominciato a saltare l’uomo, a rischiare il passaggio, a giocare senza palla, andare sugli spazi. Logicamente il risultato aiuta tantissimo. Dovrebbe essere il primo passo, ma ci aspetta tanta strada». 

Quattro sconfitte consecutive l’anno scorso, tre quest’anno. Quali differenze? «Questa volta sono arrivate prima e con meno partite giocate, l’anno scorso invece dopo aver fatto un bel po’ di punti. Fu più facile superare il momento di difficoltà, avevamo acquisito tanti di quei punti da poterle affrontare diversamente. Sappiamo benissimo, comunque, che bisogna invertire prima possibile questa marcia altrimenti diventa più dura».

I numeri dicono che soprattutto la difesa è in difficoltà. «È normale che la difesa sia la prima indiziata, ma sappiamo benissimo che nel gioco del Bari, come in quella di tutte squadre, la fase difensiva ormai parte dagli attaccanti. Anche se poi quando prendi gol la prima ad essere messa sotto accusa è la difesa. E magari poi l’anello debole sono io perchè sono l’elemento nuovo in una difesa che subiva pochi gol. Ma si sta lavorando per migliorare e penso che tutti dobbiamo sentirci responsabili. Ho accettato volentieri di fare il difensore centrale. Se ancora il mister mi fa giocare lì vuol dire che qualcosa di positivo l’ho fatto. Se avessi visto che le cose non andavano in una certa maniera, o l’incapacità di non poter reggere al cospetto dei miei compagni, avrei mollato anch’io. Ma penso che lavorando bene, potrò continuare e migliorare. Potrebbe essere una occasione in più per allungare la carriera».

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