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Sette arresti per gli incidenti in Taranto-Cavese

Sei teppisti campani ed uno tarantino in manette in seguito agli incidenti accaduti durante la gara del campionato di C2 tra Taranto e Cavese, sospesa al 29' del primo tempo con gli ospiti in vantaggio per 1-0. I sette arrestati fanno parte dell'elenco delle 94 persone denunciate a piede libero. La questura: «Era tutto preordinato»
TARANTO - Sei teppisti campani ed uno tarantino sono stati arrestati dalla polizia e carabinieri in seguito agli incidenti accaduti ieri durante la gara del campionato di C2 tra Taranto e Cavese, sospesa al 29' del primo tempo con gli ospiti in vantaggio per 1-0. I sette arrestati fanno parte dell'elenco delle 94 persone denunciate a piede libero. Queste sono le accuse nei confronti dei sette: lancio di oggetti pericolosi ed atti violenti nei confronti delle forze dell' ordine.
Gli incidenti erano iniziati all'inizio della gara quando i tifosi campani avevano fatto irruzione in gradinata dove erano assiepati i tifosi tarantini, abbandonando il settore a loro riservato. Prima di arrivare allo stadio contro i 150 cavesi erano stati lanciati sassi dapprima alla periferia della città e poi nei pressi dello stadio. L'arbitro all'8' aveva sospeso per tre minuti la partita; al 19' dopo un gol annullato al Taranto, dalla gradinata era stata lanciata una grossa pietra raccolta dal portiere della Cavese. La partita era andata avanti per altri dieci minuti sino al gol della Cavese, al 28'. A quel punto teppisti campani avevano bruciato il contenitore in plastica di un idrante collocato vicino alla rete di recinzione della curva sud e l' arbitro aveva sospeso nuovamente la gara rimandando le squadre negli spogliatoi. Al rientro in campo, trascorsi altri 20', dalla gradinata (rpt dalla gradinata) sono volate ancora pietre ed altri oggetti e l'arbitro ha sospeso definitivamente l'incontro.
Un fitto lancio di pietre c'è stato contro il pullman della Cavese parcheggiato nel cortile antistadio tanto che la polizia è stata costretta a fare uso di lacrimogeni per disperdere i più facinorosi. Il bilancio degli incidenti è stato di quattro contusi (due carabinieri e due spettatori, un campano ed un tarantino).
«Era tutto preordinato da entrambe le parti»: è questa la valutazione dei funzionari della questura di Taranto e degli ufficiali dei carabinieri sugli incidenti registrati ieri in occasione di Taranto-Cavese. Il questore di Taranto, Eugenio Introcaso, insieme al capo di gabinetto, Michelangelo Giusti, ed al maggiore dell'Arma Domenico Punzi, hanno spiegato ai giornalisti come si sia arrivati nelle ultime ore agli arresti ed alla denuncia di 72 cavesi e 15 jonici.
Al termine della partita, quando i tafferugli erano finiti - ha raccontato Giusti- i 150 tifosi della Cavese sono stati condotti in questura a gruppi di 20 e a bordo di bus messi a disposizione dall'Amat, l'azienda dei trasporti urbani. Qui, insieme ai carabinieri e visionando le riprese della polizia scientifica, sono stati identificati; chi non aveva un documento di identità è stato fotosegnalato. Le procedure hanno richiesto molte ore, hanno affermato gli investigatori, anche perché i tifosi campani, per evitare l'identificazione, si erano scambiati maglie e giubbotti e qualcuno persino le scarpe.
Alla fine per sei dei 78 cavesi, già destinatari di una denuncia a piede libero, è scattato l'arresto. Si tratta di Andrea Lodato, di 38 anni, Fioravante Siani, di 31, Giovanni Rispoli, di 33, Giovanni Ragosta di 25, Raffaele Iuliano di 29 ed Eugenio Baldi, tutti già segnalati alle forze dell'ordine proprio perchè protagonisti in passato di altri episodi di teppismo negli stadi. Nello stesso tempo si è arrivati all'arresto di un tarantino, Marco Pepe di 23, responsabile di atti violenti nei confronti delle forze dell'ordine, che è stato prelevato dalla sua abitazione e trasferito in carcere. Proseguono intanto gli accertamenti sugli altri 15 tarantini denunciati a piede libero.
Il questore e gli altri rappresentanti delle forze dell'ordine hanno inoltre posto l'accento sul problema della sicurezza e della gestibilità dello stadio comunale Erasmo Iacovone. La struttura non ha infatti l'agibilità, non avendo ottenuto il parere favorevole della commissione provinciale di vigilanza sui pubblici spettacoli. Ha bisogno di opere urgenti per migliorarne la sicurezza che però non sono state ancora effettuate. Ogni volta che il Taranto deve disputare una gara interna è il sindaco che rilascia l'autorizzazione, assumendosi la responsabilità per l'evento. All'interno dello stadio non c'è il servizio dei vigili del fuoco perché la società non ha i soldi tanto che ieri, prima che la gara venisse definitivamente sospesa, teppisti cavesi hanno bruciato il contenitore in plastica di un idrante vicino alla rete di recinzione e si è dovuto attendere per cinque minuti che le fiamme si autoestinguessero.

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