Cerca

Serie A - Lecce meglio di Juve e Inter

I salentini superano (2-0, doppietta di Vucinic) il Palermo, finora imbattuto (anche al "Delle Alpi" e al "Meazza"): quarto posto in classifica insieme con il Messina, prossimo avversario in Sicilia domenica prossima • Questi gli altri risultati della 6ª giornata del campionato italiano di calcio di serie A
LECCE-PALERMO 2-0 Calcio Lecce-Palermo
• LECCE (4-3-3): Sicignano 7; Cassetti 6, Diamoutene 6,5, Stovini 6, Rullo 6; Giacomazzi 6,5, Ledesma 6, Dalla Bona 6; Bojinov 5,5 (80' Paci sv), Bjelanovic 6 (85' Eremenko sv), Pinardi 5,5 (30' Vucinic 7,5).
A disposizione: Rosati, Silvestri, Babú, Paci, Eremenko, Marianini.
Allenatore: Zeman, 6,5.
• PALERMO (4-4-1-1): Guardalben 6; Zaccardo 6,5, Biava 6, Barzagli 6,5, Grosso 6; Raimondi 6 (68' Farias 5,5), Barone 6, Corini 6,5, Gonzalez 6 (52' Gasbarroni 5,5); Brienza 6,5; Toni 6. A disposizione: Santoni, Terlizzi, Accardi, Morrone, Mutarelli. Allenatore: Guidolin, 5,5. Arbitro: Dondarini di Finale Emilia 6 (guardalinee: Grilli e Fornasin;
quarto uomo: Carlucci).
• RETI: 48' e 79' Vucinic.
• ESPULSI: Guidolin, allenatore del Palermo, al 71'. Ammoniti: Raimondi (P) al 21', Grosso (P) al 68'.
• NOTE - Spettatori: paganti 11.101, abbonati 7.173 per un totale di 18.274. Incasso complessivo: 209.040 euro.

LECCE - La squadra con il miglior attacco della serie A (insieme con l'Inter, a quota 14) diventa nell'occasione migliore del Palermo anche in difesa (i siciliani avevano subito solo due gol prima della gara). Questo almeno dicono i numeri, che, tra l'altro, proiettano il Lecce nuovamente ai vertici della classifica (quarto posto con 11 punti dietro Juve, Milan e Chievo).
I salentini riescono laddove nemmeno Inter e Juventus (fermati dai rosanero in casa, sempre per 1-1) erano riusciti: superare (2-0) la squadra di Guidolin (imbattuta nelle precedenti partite del campionato) grazie all'eroe (montenegrino) della giornata. Mirko Vucinic, superato un infortunio, aveva ripreso confidenza con il gol nella trasferta di Verona contro il Chievo, persa per 2-1. Stavolta, però, le prodezze valgono tre punti. Entra dopo trenta minuti di gioco e nella ripresa sigla la doppietta che torna a far sognare l'intero Salento.
A dire il vero, il Lecce all'inizio fatica a trovare sbocchi, la difesa del Palermo tiene la linea in modo perfetto (saliscendi, diagonali) bloccando i salentini, grazie anche al supporto dei centrocampisti, sia sulle fasce (solo Cassetti ci riesce al 4', ma il cross è deviato in angolo) sia in mezzo, dove vige la superiorità numerica degli uomini di Guidolin.
I salentini, di contro, dovrebbero subire poco. C'è solo Toni in avanti. Brienza (Zauli non ce la fa, nemmeno va in panchina) ha il compito di appoggiare la punta della Nazionale, ma anche di indietreggiare di 20-30 metri quando i giallorossi attaccano. Eppure a volte basta e avanza per mettere in apprensione gli avversari, specialmente quando la retroguardia del Lecce sbaglia in appoggio (al 5' Brienza se ne va superando in velocità mezza difesa, Toni però non sfrutta l'assist).
In alternativa, ci sono sempre i calci piazzati (il tecnico Guidolin è un maestro) con i quali cercare la torre Toni, sempre pronto a sfruttare anche cross dal fondo (come al 37' e al 38', servito sempre da Raimondi, sostituto degno di Santana). Al 20', su angolo di Corini, la palla attraversa tutta l'area di rigore e arriva fino a Zaccardo, sul cui destro Sicignano, anche stavolta tra i migliori, si supera. Poi ci prova Barone dalla distanza (28').
Il Palermo, insomma, sa come contenere e conosce l'arte del contrattacco, mai sprecando un pallone, sempre trovando l'uomo giusto al posto giusto. Anche la squadra di Zeman dovrebbe aver assimilato i movimenti e migliorato, durante la sosta, la tenuta fisica. Invece, le riesce tutto difficile, soprattutto perché manca la velocità.
Nel primo tempo solo una volta il Lecce può dire di essere arrivato in porta con azione manovrata (al 27' con una combinazione sulla sinistra Rullo-Pinardi-Bjelanovic, cui si oppone Grosso). A pagare è Pinardi: al 30' per lui la gara é già finita (sembra per un leggero infortunio). Lo sostituisce Vucinic, che sarà decisivo. Nell'ultimo quarto d'ora, intanto, il Palermo trova il modo anche di guadagnare metri, accorciare le distanze con il reparto avanzato e permettere sia a Toni sia a Brienza (sinistro al 40') di essere molto pericolosi.
Passati i primi 45', deludenti come quelli contro il Cagliari, la ripresa si apre ancora con un lampo. Stavolta però é il Lecce a passare (allora era stato Esposito a portare in vantaggio i sardi): Barone sbaglia un passaggio filtrante che avrebbe aperto a Brienza un corridoio privo di ostacoli; sullo sviluppo dell'azione Dalla Bona lancia Vucinic (48'), che anticipa Guardalben in uscita con un pallonetto segnando il secondo gol in campionato (poi saranno tre).
Cambia tutto. Adesso è il Palermo che deve forzare i tempi. Tanto che Guidolin decide di richiamare Gonzalez e di inserire Gasbarroni (52'), più capace come cursore di fascia, disponendolo a destra con Raimondi a sinistra. Al 61' Sicignano svirgola un rinvio e causa un calcio d'angolo, che sembra la fotocopia di uno già visto nel primo tempo. Corini dalla bandierina per Zaccardo (appostato sull'altro palo), il cui tiro é salvato sulla linea da Giacomazzi, che bagna così la centesima gara con la maglia del Lecce (di solito segna, ma è come se lo avesse fatto...).
La gara diventa avvincente con continui capovolgimenti di fronte. I siciliani osano di più e figuriamoci se Zeman cambia assetto. Toni ha due opportunità, di cui una favorevolissima al 64' (tiraccio alto dal limite dell'area a portiere battuto). Brienza coglie addirittura una traversa (al 66') con un siluro di sinistro. Guidolin inserisce anche Farias (fuori Raimondi) prima di essere espulso (71') per proteste: ritiene una simulazione quella di Vucinic, a terra per una manata di Grosso (già ammonito, andrebbe in realtà espulso).
Il tecnico del Palermo esce, il Lecce entra più volte nell'area avversaria (vi era già riuscito con Bjelanovic al 65'): Vucinic prima sbaglia l'incredibile (al 74'), poi chiude praticamente la gara al 79': su verticalizzazione di Giacomazzi, salta in dribbling un avversario e piazza il pallone alla sinistra di Guardalben. La doppietta di Vucinic ha un altro pregio: consente di agganciare il Messina, proprio a una settimana dallo scontro diretto in Sicilia.
G. Flavio Campanella

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400