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Andria, minacce dai tifosi i due presidenti lasciano

ANDRIA - Doveva essere la stagione della rinascita, con un progetto triennale che prevedeva il ritorno in serie B. La sconfitta interna di domenica scorsa con la Juve Stabia aveva scatenato una vivace contestazione (con successive minacce) nei confronti della dirigenza ed in particolar modo del presidente Nicola Canonico. Le conseguenze sono state le dimissioni di Canonico e di Fusiello ratificate nel cda ieri sera
Andria, minacce dai tifosi i due presidenti lasciano
di Aldo Losito

ANDRIA - Il calcio ad Andria è condannato a soffrire. Non c’è stagione tranquilla da oltre dieci anni. Dopo un’estate di grandi progetti ci si era illusi che quest’anno potesse essere quello della rinascita. Ed invece le belle parole di agosto si sono frantumate dopo la veemente contestazione avvenuta dopo la partita con la Juve Stabia. Critiche che hanno indotto i due presidenti Nicola Canonico e Riccardo Fusiello a dimmettersi irrevocabilmente. 

«Mi vergogno di essere andriese dopo quanto successo domenica scorsa - commenta Riccardo Fusiello - la contestazione era diretta a Canonico ma non posso tollerare quanto accaduto all’altro socio. Non è possibile arrivare alle minacce solo perché si è in disaccordo con una persona. Due anni fa avevo già avuto avvisaglie di come ad Andria era difficile fare calcio. Ho pensato di continuare, ma adesso mi sono pentito e lascio tutto. Se qualcuno ha pensato che da solo sia in grado di portare avanti la società, si sbaglia di grosso».

Grande è la rabbia di Riccardo Fusiello che adesso si ritrova ad un punto di non ritorno. «Ho preso in mano questa società dalla serie D e l’ho portata in prima divisione - aggiunge l’imprenditore andriese -. Tanti sono i sacrifici fatti finora dal sottoscritto e da qualche altro sponsor amico che ha voluto sposare questo progetto solo per la mia persona. Ho avuto la riprova che Andria è una piazza che non ricambia i sacrifici fatti, ma pretende soltanto. Come si fa a pretendere quando allo stadio vengono solo duemila persone di cui mille entrano gratis? Come si fa a pretendere quando a tirare fuori i soldi sono sempre le solite e poche persone? Dico basta perché questo non è più sport. I familiari mi hanno spinto a prendere questa difficile decisione: non possono vivere situazioni di minacce o aggressioni verbali per il calcio».

Difficile dare una spiegazione a quanto avvenuto dopo la sconfitta con la Juve Stabia. «Ipotizzo una premeditazione da parte dei tifosi - dice Fusiello - ma evidentemente non hanno apprezzato il progetto che abbiamo stilato la scorsa estate. Ringrazio tutti coloro che ci sono stati vicino perché amavano il calcio e volevano il bene dell’Andria. Sono orgoglioso di aver fatto il presidente di questa società, ma se la città si esprime così non si può più andare avanti. E non parlo solo dei tifosi, ma dell’intera città».

Futuro a tinte fosche per la squadra che avrà il futuro assicurato fino a gennaio. «D’intesa con l’altro presidente Canonico - precisa Fusiello - assicureremo la copertura finanziaria fino a gennaio. In pratica fino al mercato di riparazione, quando i calciatori ed i tecnici potranno decidere di accasarsi altrove. Attenzione, però, perché non abbiamo intenzione di regalare gli altri stipendi fino a gennaio. 

I calciatori dovranno assicurare comunque massimo impegno e professionalità, altrimenti non percepiranno quattrini. Fino a quando ci saremo noi, la società andrà avanti, poi da febbraio passerà in autogestione fino ad arrivare alla liquidazione. Le cose potrebbero cambiare se ci fossero dei compratori. Le nostre quote, infatti, sono in vendita fin da ora. Da parte mia ho chiuso con il calcio. Per restare in questo mondo bisogna essere delinquenti e io non lo sono. Per questo ho anche deciso che non andrò più ad assistere ad altre partite dell’Andria, sia in casa che esterne».

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