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Martedì 17 Ottobre 2017 | 01:46

Taranto: dirigenti a giudizio per truffa e falso

La vicenda risale al 2002. Sei persone coinvolte per la modifica di un documento (da 51 a 151 mila euro, poi incassate) attestante il credito vantato dalla societa con la Lega calcio di serie C. Due proposte per evitare il fallimento
Taranto - Nuova brutta vicenda giudiziaria che coinvolge i vertici del Taranto Calcio, già alle prese con le pratiche per evitare il fallimento. Un decreto di citazione in giudizio, firmato dal procuratore della Repubblica di Taranto Aldo Petrucci, è stato fatto notificare nei confronti di sei persone fra dirigenti ed ex dirigenti del Taranto Calcio. Le ipotesi di reato sono truffa e falso in scrittura privata. La prima udienza del processo si svolgerà il 7 febbraio 2005 dinanzi al giudice del tribunale cittadino Martino Rosati. Destinatari del decreto sono Ermanno Pieroni, titolare del pacchetto di maggioranza delle quote societarie (60%), gli ex soci Massimo Giove, Cosimo Tagarelli, Antonio Palma, Cosimo Simonetti e l'ex dirigente Vincenzo Fogliamanzillo.
La vicenda riguarda la presunta falsificazione di documenti della Lega risalente al 18 giugno 2002. Secondo l'accusa, il Taranto Calcio si sarebbe rivolto ad un istituto bancario, la Bnl, per incassare un credito vantato con la Lega Calcio di serie C. L'importo di 51 mila euro che attestava il credito, una volta consegnato alla banca, sarebbe stato modificato in 151mila euro.
Inoltre la società avrebbe allegato una lettera della stessa Lega recante la firma del presidente Mario Macalli, firma che però sarebbe risultata falsa. Fu proprio lo stesso Macalli a denunciare la falsificazione, facendo scattare l'inchiesta.

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