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Il Football club Matera nella bufera

Dopo la sconfitta di domenica e le proteste dei tifosi si dimette il direttore generale. Il presidente conferma: squadra e giocatori in vendita. L'appello dei tifosi
MATERA - Si fa sempre più complessa la situazione del Football club Matera (serie D, girone G) dopo che oggi sono arrivate le dimissioni del direttore generale Salvatore Bellomo e di alcuni dirigenti. La squadra era già stata messa in vendita dal presidente Vitantonio Ripoli e ai tifosi non rimane che rivolgere un appello alla città affinché il calcio a Matera non scompaia.
Bellomo insieme ai suoi collaboratori abbandona la squadra in seguito alla sconfitta per due a uno nell'ultima giornata di campionato ad Ariano Irpino e alla comparsa di scritte ingiuriose sui muri della tribuna annessa agli spogliatoi dello stadio.«Lascio la società nelle mani del presidente Ripoli, spero che altri si facciano avanti.- ha dichiarato Bellomo - Lascio alla vigilia di un incontro fissato per il prossimo 20 ottobre che avrebbe dovuto regolarizzare il trasferimento delle quote societarie dal presidente Ripoli alla B&B, che rappresento. Inoltre, ha precisato di aver disdetto i contratti con alberghi e ristoranti per i giocatori, che sono stati finora retribuiti, e che verranno posti in lista di svincolo da fine mese: «Chi vorrà potrà continuare ad allenarsi per attaccamento alla squadra». Bellomo ha dichiarato che non essendo state avviate le procedure di esonero, Vito Chimenti resta allenatore del Matera.
Dal canto suo il presidente della società, Vitantonio Ripoli, ha confermato la volontà di restare lontano dalle vicende della squadra e di procedere alla sua vendita: «Il Matera per me è un discorso chiuso che non si riapre. Ho chiuso con il disimpegno del 30 giugno scorso - ha aggiunto - dopo aver dato sette anni di impegno e di risorse. Il Matera è in vendita, se c'è qualcuno interessato a comprarlo e a continuare l'esperienza calcistica materana si faccia avanti».
In seguito alle dichiarazioni della dirigenza, i tifosi, con una nota indirizzata al sindaco Michele Porcari, invitano gli imprenditori e gli enti locali ad assumersi la responsabilità di risolvere concretamente la crisi della società.

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