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GP Giappone - Schumi torna a vincere

Primo nella 17ª e penultima prova del mondiale di formula 1 che il tedesco della Ferrari ha già matematicamente conquistato alla fine di agosto. Sul podio anche il fratello Ralf, secondo con la Bmw-Williams, e Jenson Button, terzo con la Bar-Honda
SUZUKA (GIAPPONE) - Michael Schumacher ha vinto il GP del Giappone, 17.a e penultima prova del mondiale di formula 1 che il tedesco della Ferrari ha già matematicamente conquistato alla fine di agosto. Sul podio con Schumi, il fratello Ralf, secondo con la Bmw-Williams, e Jenson Button, terzo con la Bar-Honda.
Seconda gara con la Renault per Jacques Villeneuve, ma anche in Giappone il canadese è rimasto fuori dalla zona punti: decimo. Ai piedi del podio si è fermato Takuma Sato, quarto con la Bar-Honda. Quinto con la Renault si è piazzato Fernando Alonso. La Bar con gli 11 punti conquistati oggi ha ulteriormente consolidato il secondo posto nella classifica costruttori.
Sesto con la McLaren-Mercedes si è piazzato Kimi Raikkonen, che ha preceduto Juan Pablo Montoya (settimo con la Bmw-Williams) e la Sauber-Ferrari di Giancarlo Fisichella, che grazie all'ottavo posto, ha così conquistato il suo 22.o punto mondiale della stagione.

L'imperatore del Giappone è Michael Schumacher. Nella domenica più lunga della storia della formula 1, domina sia le qualifiche sia la gara. Il tifone Ma-On non torna sui suoi passi e così, in una meravigliosa giornata di sole, il tedesco della Ferrari prima conquista la pole position, poi parte al comando e non lo cede neppure per un metro: fa tre pit stop, ma nessuno lo supera neppure quando è fermo a fare rifornimento... Schumi torna a vincere dopo quasi due mesi di astinenza: a Suzuka è la 13/a vittoria della stagione, la 83/a della vita, la sesta su questo tracciato. Ma è anche la prima dell'anno sulle piste-monumento: ha vinto ovunque, quest'anno, ma finora lo avevano battuto proprio a Montecarlo, Spa e Monza... L'ultimo salto sul podio era stato quello di Ferragosto a Budapest, nel giorno in cui la Ferrari conquistava matematicamente il titolo costruttori.
Schumi il settimo mondiale se lo è preso già in Belgio, alla fine di agosto. Ma a Spa era stato secondo, come a Monza. E in Cina era arrivato addirittura 12/o.
Già dicevano che si era rilassato. E Michael ha risposto alla sua maniera: pole (la 63/a della carriera), vittoria, giro più veloce e un dominio totale. Scattato in testa al via, ha scavato un abisso alle spalle. Già più di venti secondi sul fratello Ralf al momento della prima sosta. Negli ultimi due giri ha rallentato vistosamente, magari per godersi il panorama...
Sul podio è tornato Ralf Schumacher. E' stato fermo tre mesi per l'incidente di Indianapolis e in Cina aveva avuto uno screzio con la squadra, ma prima di passare alla Toyota ha fatto un regalino alla Bmw-Williams che, una volta tornata ad una configurazione più tradizionale (sulla macchina non è rimasto nulla del «tricheco» di inizio stagione), in Giappone è stata più competitiva della Bar.
In casa Honda speravano di vincere, si sono limitati a consolidare il secondo posto nella classifica costruttori: 11-4 il parziale inflitto alla Renault. Button e Sato infatti si sono piazzati terzo e quarto, davanti ad Alonso quinto e con Javques Villeneuve ancora lontanissimo dalla zona punti. Flavio Briatore lo ha chiamato per sostituire Jarno Trulli, brutalmente licenziato. Ma il canadese nel finale è stato persino sorpassato di prepotenza da Felipe Massa, per il nono posto...
Trulli, all'esordio con la Toyota dopo essersi dovuto guardare il gp di Cina in tv, è finito dietro al canadese (11/o e secondo dei doppiati), ma i limiti della Toyota sono noti.
Button è salito per l'ennesima volta a brindare con lo champagne, ma da terzo. In compenso l'inglesino conteso (tutto il paddock attende la decisione sui contratti per la prossima stagione, e si dà la Williams leggermente favorita...) ha battuto il compagno di squadra, Takuma Sato. Button, unico tra i piloti di vertice, ha scelto una strategia a due sole soste ed ha avuto ragione, almeno sul giapponese.
Dopo i trionfi di Monza e Shanghai si è invece dovuto fermare Rubens Barrichello. Penalizzato dall'aver fatto le prequalifiche con la pista ancora bagnata, in qualifica il brasiliano ha fatto un'escursione sull'erba e non è andato oltre il 15/o posto in griglia. Ha iniziato la rimonta ed è arrivato a lottare per il quinto posto. Un festival di sorpassi, il suo. Al 23/o giro addirittura un doppio colpo: intuisce che Montoya è lungo alla staccata della chicane, sorpassa il colombiano e poi scavalca anche Trulli.
La corsa del brasiliano però finisce al giro 39, quando attacca David Coulthard per il quinto posto. Lo scozzese chiude brusamente la porta ed è inevitabile il contatto. Sulla Ferrari di Rubinho si spezza la sospensione anteriore sinistra, sulla McLaren dello scozzese salta la gomma posteriore e si rovina l'ala dietro. Risultato: lento rientro ai box e gara finita per entrambi. Ma il mondiale di Barrichello è tutto nell'ultimo appuntamento tra due domeniche a San Paolo. Interlagos: la pista di casa, quella che lo ha fatto piangere troppe volte.

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