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Martedì 26 Settembre 2017 | 16:43

Lecce, segnali di crescita  va meglio in attacco

LECCE - Piccoli segnali di crescita. È quello che è emerso dalla partita con il Parma che ha portato un punto nelle «casse» del Lecce, ma ha dato l’impressione che i punti potevano essere tre se soltanto ci fosse stata un minimo di sicurezza in sè stessi. Gridano vendetta alcune favorevolissime occasioni gettate al vento nel primo tempo sul risultato di uno a zero e che avrebbero potuto spegnere definitivamente le possibilità del Parma di riprendere il risultato.
Lecce, segnali di crescita  va meglio in attacco
di Massimo Barbano

LECCE - Piccoli segnali di crescita. È quello che è emerso dalla partita con il Parma che ha portato un punto nelle «casse» del Lecce, ma ha dato l’impressione che i punti potevano essere tre se soltanto ci fosse stata un minimo di sicurezza in sè stessi. Gridano vendetta alcune favorevolissime occasioni gettate al vento nel primo tempo sul risultato di uno a zero e che avrebbero potuto spegnere definitivamente le possibilità del Parma di riprendere il risultato.

Insomma, ancora una volta la fase realizzativa, non quella dell’ultimo passaggio che, in questo caso ha ben funzionato.

I numeri di Lecce-Brescia evidenziano qualche dato positivo, a parte i tiri in porta e le occasiuoni mancate che prima d’ora si erano viste con il contagocce. Il Lecce ha accorciato meglio le distanze fra i reparti ed ha anche prodotto più gioco di manovra creando maggiore incisività nella metà campo avvesaria. Sicuramente ha fatto meno gioco del Parma, ma per certi apsetti è sembrato più efficace a creare pericoli. Nonostante la squadra di Marino abbia fatto più manovra (482 passaggi contro i 291 del Lecce), il dato di quelli andati a buon fine è superiore per Giacomazzi e compagni: i passaggi utili dei giallorossi sono stati l’82,8% contro il 79,4% del Parma.

E un altro dato, quello dei contrasti vinti, evidenzia anche un maggiore reattività nel gioco individuale: il Lecce ne conta 21, il Parma 16.

Ciò, nonostante, la squadra di de canio abbia subìto quasi costantemente la supremazia avversaria in fatto di possesso palla (38,4% del Lecce contro il 61,6% del Parma). Un dato schiacciante ma che non inficia la crescita della squadra in termini di pericolosità. Si sa, che il possesso palla non è stato mai una caratteristica del Lecce anche nello scorso campionato.

Viceversa, il Lecce ha anche tirato di più in porta: 14 conclusioni, di cui 6 nello specchio della porta, il 42,8%; per il Parma i tiri totali sono stati 11, ma solo 3, per appena il 27,2% è andato ad impensierire Rosati.

In definitiva è un Lecce che sta lentamente prendendo forma. Nonostante la mancata vittoria, si è vista una squadra più quadrata e produttività di quella che aveva battuto la Fiorentina nella prima partita interna al «Via del mare». Allora, a veicolare il successo del Lecce, fu una paperissima di Montolivo che innescò l’astuzia di Di Michele, ma dopo quell’episodio, quasi mai il Lecce riuscì a farsi pericoloso. Un analogo canovaccio si è ripetuto mercoledì sera contro il Parmaquando ancora una volta un’opportunità sfruttata da Di Michele ha dato il via al vantaggio dei leccesi. Ma questa volta, il vantaggio ha dato una grossa spinta emotiva ed agonistica al Lecce che in quella fase della partita ha vissuto il suo periodo migliore riuscendo a creare numerose occasioni da rete poi, purtroppo non sfruttate.

D’altra parte, c’era da mettere in conto che il processo di acclimatamento e di quadratura della squara non avrebbe avuto tempi brevi, per via del sostanziale rinnovamento dell’organico effettuato nel corso del mercato estivo e per la disomogeneità delle etnìe che la compongono.

In definitiva, quattro punti nelle prime quattro partite non sono da gettare, anche in considerazione che si sono affrontati avversari del calibro del Milan e della Fiorentina. Quest’ultima, affrontata quando sarà al completo, sicuramente avrebbe riservato difficoltà maggiori e per questo quei tre punti vanno considerati come oro colato. Quattro punti così come negli ultimi due campionati, quello di serie A in cui si retrocesse, ma anche quello di serie B iniziato in sordina e poi vinto trionfalmente.

E quando le esperienze si consolideranno, il Lecce è destinato certamente a crescere ancora. Facendo però attenzione ad un problema: 28 giocatori in rosa sono un numero molto elevato. De Canio dovrà fare molta attenzione a tenere tutti sulla corda senza demotivarne nessuno, ma cercando di tirare fuori le maggiori risorse di ognuno quando ne avrà bisogno. Fa stupore uno Chevanton lasciato in tribuna contro il Parma, e, vista l’entità della rosa, questo caso non sarà l’unico nel prosieguo del torneo.

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