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Calcio - Il Chievo ferma il Lecce (2-1)

Un Chievo solido e determinato ha la meglio sul Lecce dei miracoli nell'anticipo giocato a Verona della quinta giornata di serie A
calcio, Chievo-Lecce CHIEVO-LECCE 2-1

(TABELLINO)

CHIEVO: Marchegiani 6; Moro 5.5, Mandelli 6, D'Anna 6, Lanna 6; Semioli 6.5, Brighi 6.5, Baronio 7, Franceschini 6 (42'st Malagò sv); Amauri 6 (25'st Tiribocchi 6.5), Cossato 6.5 (31'st Allegretti sv). In panchina: Marcon, Cariello, Luciano, Cesar. Allenatore: Beretta 6.5
LECCE: Sicignano 6.5; Cassetti 6, Diamoutene 5.5, Stovini 6, Rullo 6; Giacomazzi 5, Ledesma 5.5, Dalla Bona 6; Bojinov 5.5 (8'st Vucinic 6.5), Bjelanovic 6.5 (19'st Eremenko 5.5), Pinardi 5.5. In panchina: Anania, Silvestri, Marianini, Paci, Abruzzese. Allenatore: Zeman 6
ARBITRO: Messina di Bergamo 7 RETI: 3'st Baronio, 33'st Tiribocchi, 47'st Vucinic.
NOTE: Angoli 10-4 per il Chievo. Ammoniti Baronio, Stovini, Dalla Bona, Semioli, Diamoutene. Recupero: 0'; 6'.


VERONA - Un Chievo solido e determinato ha la meglio sul Lecce dei miracoli nell'anticipo giocato a Verona. Colpisce, soprattutto, che la squadra di Zeman con il miglior attacco del campionato abbia rischiato di rimanere a secco (splendido gol al 47' della ripresa di Vucinic) mentre la formazione di Beretta, con Baronio nel primo tempo e Tiribocchi nella ripresa, ha fatto quanto doveva, segnando dopo due gare senza reti, arrivando a quota 9 punti, aumentando i rimpianti per il rigore sbagliato a Messina domenica scorsa. E' la prima sconfitta in questo campionato per i giallorossi svegliatisi nel finale, mentre i veronesi continuano con lo zero nella speciale casella delle sconfitte. Bojinov cerca di far vedere subito che quanto fatto in questo primo scorcio di torneo non è stato frutto del caso.

E' il bulgaro che ravviva la prima parte della gara con due conclusioni da lontano che fanno venire i brividi a Marchegiani ed al pubblico del Bentegodi. Poi non riuscirà ad essere incisivo anche a causa di un lieve malessere che porterà Zeman nella ripresa a sostituirlo con Vucinic. Il Chievo, dopo un avvio discreto, sembra subire l'iniziativa del Lecce che con Ledesma entrato in partita sembra avere una marcia in più. Le fasce della squadra di Beretta soffrono un po', in particolare quella destra del rientrante Moro che fatica a tenere Pinardi mentre Bjelanovic è più mobile del gemello Bojinov. Dall'altro lato, Semioli e Cossato cercano di fare il proprio lavoro e ci riescono anche se Stovini e Diamoutene dietro fanno buona guardia, mentre Baronio e Brighi cercano di filtrare le incursioni di Dalla Bona e Giacomazzi.

Insomma, si tratta di un match molto tattico, non bello ma piacevole con due squadre che applicano il concetto di intensità pur lasciando pressoché inoperosi i due portieri.

La ripresa cambia subito il volto del match perchè Baronio dopo 3' mette una punizione alle spalle di Sicignano ed il Chievo legittima il vantaggio poco dopo quando dai piedi di Baronio è partito l'angolo che ha permesso a Cossato di girare di testa trovando Sicignano e la traversa a negargli il raddoppio. Zeman corre ai ripari cambiando l'assetto tattico d'attacco della sua squadra, con gli inserimenti di Vucinic (positivo) ed Eremenko (meno) ma le sue scelte non portano gli effetti sperati anche perché il Chievo non soltanto gioca bene e non soffre ma perchè la sua squadra sembra aver dimenticato come si verticalizza e come si riparte in velocità. Beretta, da parte sua, mette Tiribocchi per uno stanco Amauri e poco deve rinunciare a Cossato infortunato, ma i suoi al 33' arrivano al raddoppio proprio con l'ex del Torino che mette da due passi tra palo e portiere in maniera un po' fortunosa. Sotto di due gol e senza idee, per il Lecce tutto si è fatto complicato ma fino alla fine i Zeman-boys hanno trovato un bel colpo di Vucinic che è servito soltanto a rendere meno pesante la sconfitta.

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