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Martedì 24 Ottobre 2017 | 00:42

Ecco Zemanlandia  Il Foggia batte   l’arbitro e i suoi difetti

di MASSIMO LEVANTACI 
Una domenica che rimette in moto Zemanlandia, con il suo carico di emozioni. Questa volta con qualche fuori programma d’eccezione. Passi per l’espulsione di Santarelli, ma il cartellino rosso “esibito” in faccia al boemo di certo è uno di quegli episodi cui si assiste raramente. E’ stata una partita a tratti vibrante, ben giocata dal Foggia che ha saputo tenere testa alle folate rabbiose dei padroni di casa per poi ripartire. Un Foggia, ci è sembrato, molto più guardingo e attento a non scoprirsi in difesa, veloce come al solito nei disimpegni
Ecco Zemanlandia  Il Foggia batte   l’arbitro e i suoi difetti
BARLETTA - FOGGIA 1-2
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di MASSIMO LEVANTACI 

BARLETTA - Una domenica che rimette in moto Zemanlandia, con il suo carico di emozioni. Questa volta con qualche fuori programma d’eccezione. Passi per l’espulsione di Santarelli (i portieri di Zeman, specie agli inizi, sono soliti incorrere in svarioni come quello capitato all’ex laziale ieri), ma il cartellino rosso “esibito” in faccia al boemo di certo è uno di quegli episodi cui si assiste raramente. 

Correva il minuto 26 della ripresa e l’assistente sotto la tribuna, Amati di Brindisi, aveva appena segnalato un fuorigioco di Carbonaro. L’arbitro però capovolgeva la decisione, assegnava la punizione al Barletta e ammoniva il foggiano Caccetta reo di un’entrata non regolamentare sull’attaccante biancorosso lanciato a rete sulla corsia di destra a pochi metri dalla panchina rossonera. Fino a quel punto il boemo aveva assistito alla gara seduto, ogni tanto in piedi per dare disposizioni ai suoi. In questa occasione però Zeman si fiondava sull’arbitro, entrava quasi in campo, e chissà cosa gli ha detto nel suo eloquio serafico. 

Sta di fatto che Colasanti da Siena non perdeva tempo a mandarlo sotto la doccia, mentre il pubblico esultava cose se Margiotta avesse segnato la rete del pareggio. E’ stata una partita a tratti vibrante, ben giocata dal Foggia che ha saputo tenere testa alle folate rabbiose dei padroni di casa per poi ripartire. Un Foggia, ci è sembrato, molto più guardingo e attento a non scoprirsi in difesa, veloce come al solito nei disimpegni anche se più Insigne che Sau (e Varga finchè è stato in campo, al minuto 43’) hanno dato filo da torcere alla difesa biancorossa. Ma paradossalmente il Foggia è salito in cattedra quando è andato in inferiorità numerica, un fattore che dovrebbe d’ora in poi spaventare i tecnici delle squadre avversarie. A fine partita però di questo derby giocato a viso aperto restano più i mugugni che non la soddisfazione di aver ribaltato una tradizione sfavorevole qui allo stadio Puttilli che durava da vent’anni. 

Il Foggia espugna Barletta, ma deve mettere al centro dei suoi discorsi la condotta arbitrale con il timore (sia pure velato) che Colasanti sia lo strumento di una congiura di palazzo. Ipotesi fantasiosa e un po’ forzata? Quelle parole pronunciate dal presidente, Matteo Biancofiore, subito dopo la conclusione de match non lasciano spazio a molte interpretazioni: «Se ci lasceranno giocare questa squadra potrà andare molto lontano». 

Chi dovrà lasciar giocare il Foggia? Naturalmente gli arbitri e la loro voglia di protagonismo (mettiamola così) per tutto quello che la rinascita di Zemanlandia può significare. «Noi non dubitiamo della buna fede della classe arbitrale – precisa subito il massimo dirigente rossonero – però ci sentiamo vittima di diverse sviste che sono facilmente dimostrabili, basta guardare le immagini. Non dico che l’arbitro volesse penalizzare il Foggia, dico soltanto alcune decisioni ci sembrano alquanto discutibili anche dopo averle viste alla tv. Dobbiamo riflettere attentamente perché bastano pochi eposodi a compromettere un progetto di calcio a Foggia nel quale questa società crede fermamente».

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