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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 07:41

In campo alle 12:30 La partita? All’ora  solita dell’aperitivo

Al San Nicola arrivano più o meno in ventimila, nonostante l’orario inconsueto, addirittura inedito su questi schermi. L’affluenza, insomma, è discreta. A molti, però, questo antipasto per esigenze televisive davvero non piace. «Sono un abbonato e in un certo senso sono stato costretto a venire. Per fortuna si tratta di un’eccezione»
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In campo alle 12:30 La partita? All’ora  solita dell’aperitivo
Bari-Cagliari all’ora dell’aperitivo. Bianco o rosso? Biancorosso, c’est plus facile. L’idea di presentarsi allo stadio con la divisa da gioco, lanciata dal sito solobari.it, ha pieno successo: non tutti indossano la maglia ufficiale, ma i due colori sono prevalenti in tutti i settori dello stadio. Al San Nicola arrivano più o meno in ventimila, nonostante l’orario inconsueto, addirittura inedito su questi schermi. L’affluenza, insomma, è discreta. A molti, però, questo antipasto per esigenze televisive davvero non piace.

«Cambia completamente le abitudini - sostiene Giuseppe Lamanna, 67 anni - soprattutto per chi viene da fuori città. Insomma, non si tratta semplicemente di saltare il pranzo o di posticiparlo. Sono un abbonato e in un certo senso sono stato costretto a venire. Per fortuna si tratta di un’eccezione. Speriamo almeno di vedere una bella partita». 
Il primo tempo è più che noioso. Il menù stavolta è povero. Panini (per chi se li è portati) e un poco di Acquafresca. Poi, complice il caldo asfissiante, l’attaccante dei sardi è costretto a uscire. È l’unico a non aver mangiato pasta prima dell’impegno. Insomma, il Cagliari avrà pure Canini, ma, sebbene mantenga il controllo del gioco, gli attaccanti non mordono. 

A Nicola Di Ceglie, 37 anni, un tost è bastato. «Lavoro a Ponza - spiega - Sono venuto apposta per la partita. Certo, l’orario non è dei migliori, ma bisogna adeguarsi. Ci sono anche aspetti positivi. È un modo per riunire allo stadio tutta la famiglia». 
Lia De Giosa, per esempio, ha raggiunto la Curva Nord con figli e nipoti. Pur di non perdersi la partita, ha lasciato lasciato la casa in disordine. «Però è un’assurdità costringere la gente a venire allo stadio così presto. Ho dovuto delegare. Cucineranno altri al posto mio». 

Il secondo (tempo) è più gustoso del primo, soprattutto dal momento dell’inserimento di Almiron. Con l’argentino il Bari diventa frizzante, ma i biancorossi hanno talmente fame da divorarsi almeno un paio di reti. Prima Parisi sfiora il palo, poi è proprio Almiron a mancare il gol del vantaggio. Quando pure Ghezzal calcia fuori dallo specchio della porta, si capisce che la scorpacciata non ci sarà. Ne esce infatti un misero zero a zero. Domenico Iannone, 39 anni, di Bari, è deluso. Con una vittoria il Bari sarebbe volato in testa alla classifica. «Peccato. Però, non mi lamento. Anzi, dico che sarei pronto a venire allo stadio anche alle 6 del mattino pur di seguire il Bari». 

Giuseppe Laudadio, 24 anni, di Noicattaro, è uno dei pochi a valutare positivamente l’anticipo a mezzogiorno. «Domenica scorsa ho guardato Brescia-Palermo, una gara che altrimenti non avrei visto. Ora torno a casa e vado a vedermi Noicattaro- Valenzano/Japigia del campionato di Promozione». Se non è un’abbuffata, poco ci manca. [g.f.c.]

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