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Sabato 21 Ottobre 2017 | 14:09

Cesena batte  il Lecce 1-0 e vola in testa

CESENA - Veloce nelle gambe, forte nellamentalità, mai in affanno anche se per 45 minuti si è trovato a giocare senza capitan Colucci per una topica dell’arbitro Rocchi che lo ha espulso per un fallo che non aveva commesso. Il Cesena contro il Lecce è stato più forte di tutto, dimostrando una compattezza e una tranquillità impressionanti e meritando uno storico primo posto in vetta al campionato insieme all’ Inter. Per i salentini, invece, un vistoso passo indietro dopo la vittoria con la Fiorentina: imprecisi in difesa e leziosi davanti, neanche l’uomo in più è servito a dare una sveglia all’undici di De Canio.
Cesena batte  il Lecce 1-0 e vola in testa
CESENA - Veloce nelle gambe, forte nellamentalità, mai in affanno anche se per 45 minuti si è trovato a giocare senza capitan Colucci per una topica dell’arbitro Rocchi che lo ha espulso per un fallo che non aveva commesso. Il Cesena contro il Lecce è stato più forte di tutto, dimostrando una compattezza e una tranquillità impressionanti e meritando uno storico primo posto in vetta al campionato insieme all’ Inter. Per i salentini, invece, un vistoso passo indietro dopo la vittoria con la Fiorentina: imprecisi in difesa e leziosi davanti, neanche l’uomo in più è servito a dare una sveglia all’undici di De Canio. 

Proprio l’episodio del 38' del primo tempo poteva segnare la partita: Rocchi ha ammonito e poi di conseguenza espulso, per doppio giallo, Colucci per un fallo ai danni di Munari, in realtà commesso dal giapponese Nagatomo. Uno scambio di persona clamoroso che a fine partita il direttore di gara ha ammesso, chiedendo scusa al giocatore e dicendogli che farà in modo che non venga squalificato: se invece dovesse succedere, il Cesena presenterà ricorso. Ma contro un Lecce imbrigliato nella testa e nei piedi, i romagnoli (che non perdono dal 23 aprile con l'Empoli) non hanno mai accusato l’inferiorità numerica, sono sempre arrivati primi su ogni pallone, capaci di difendersi per poi ripartire tutti insieme. Insomma, un elastico continuo, una forza di convinzione dichiarata per un gruppo tonico nei muscoli e nella testa. 

Il Cesena ha avuto quindi il merito di non perdere mai la testa, grazie a un 4-3-3 che diventa poi 4-5-1 in fase di difesa, pronto sia a chiudere che a ripartire nel nome della coralità più assoluta. La firma sul match l’ha messa di nuovo Bogdani, che ha ripetuto la prodezza di otto giorni fa con il Milan. Era il 10' della ripresa quando da un lancio di Von Bergen, l’attaccante albanese ha acchiappato palla al limite dell’area e, defilato, ha lavorato la sfera con grande abilità e caparbietà, gonfiando il sacco di destro in diagonale. Proprio Bogdani, dopo soli tre minuti del primo tempo, aveva avuto un’occasione clamorosa divorandosela. 

Schelotto aveva rovesciato l’azione con la solita potenza, verticalizzando per l'attaccante che, partito come una furia ha dribblato l’uscita disperata di Rosati ma si è allargato troppo a porta vuota permettendo il salvataggio sulla linea di Ferrario. Il Lecce non può recriminare nulla contro un avversario a velocità (anche di idee) superiore, che due volte con Giaccherini e anche nel finale con Nagatomo e Malonga (lesto Rosati) ha cercato con ossessione il raddoppio sfiorandolo di un palmo. 

De Canio ci ha provato cambiando nella ripresa tutto l’attacco, inserendo Di Michele e Corvia, a sorpresa lasciati in panchina. L’espulsione di Munari a 11 minuti dalla fine ha, però, di fatto chiuso il match. Così, nonostante l’ultimo brivido firmato Corvia (colpo di testa alto al 92'), il Manuzzi è impazzito, quando sono usciti (sostituiti) Bogdani, Schelotto e Giaccherini: per loro è stata standing ovation. Cori anche per il giapponese Nagatomo, ma soprattutto un inedito (per i cesenati in serie A): “Salutate la capolista”.

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