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Diritti tv, il Lecce perde i 5 milioni €

LECCE - Il Lecce non potrà disporre dei cinque milioni dei diritti televisivi, oggetto del prelievo forzoso operato dalla Lega alle tre neopromosse (Lecce, Cesena e Brescia) e destinato alla mutualità per la serie B e per le squadre partecipanti alla Europa League. Ieri, infatti, la Corte di Giustizia federale ha respinto il ricorso presentato dai leccesi. Il vicepresidente vicario del Lecce Mario Moroni: «Come si può parlare di competizione ad armi pari se squadre come il Bari, il Cagliari, il Catania, hanno rispetto a noi dai sei ai dieci milioni di euro in più di disponibilità?»
Diritti tv, il Lecce perde i 5 milioni €
LECCE - Il Lecce non potrà disporre dei cinque milioni dei diritti televisivi, oggetto del prelievo forzoso operato dalla Lega alle tre neopromosse e destinato alla mutualità per la serie B e per le squadre partecipanti alla Europa League. Ieri, infatti, la Corte di Giustizia federale ha respinto il ricorso presentato dall'avvocato leccese Gianluigi Pellegrino che difendeva gli interessi del Lecce e delle altre due neopromosse, il Cesena e il Brescia, che non potranno quindi disporre di quella cifra. 

Resta la possibilità di appellarsi al tribunale nazionale di arbitrato dello sport di Losanna, o, in alternativa, chiedere una deroga alla clausola compromissoria e quindi adire la Giustizia ordinaria. Nel primo caso si otterrebbe una pronuncia entro trenta giorni, nel caso si andasse ai tribunali civili, invece, è evidente, che i tempi sarebbero più lunghi. 

Delusione in ambito societario. “E' stata confermata una macroscopica ingiustizia – ha commentato il vicepresidente vicario del Lecce Mario Moroni, presente in aula insieme all'avvocato Pellegrino – si tratta di un atto completamente illegittimo perchè in palese contrasto con la successiva entrata in vigore della legge Melandri, varata per garantire un riequilibrio di risorse fra club grandi e piccoli. Ma, evidentemente, prima ancora che questo avvenisse, tre anni fa, i grossi club hanno pensato di mettersi al sicuro con questo prelievo forzoso che, per altro, fu votato dalla sola assemblea di categoria della serie A, noi all'epoca eravamo in serie B, e neanche ad unanimità, perchè ci furono quattro voti contrari su quindici. Il risultato – prosegue l'avvocato Moroni – è che noi ora prendiamo di meno di quanto avevamo due anni fa quando i diritti venivano venduti individualmente. Il tutto, per pagare l'Europa League alla Juventus, al Napoli e al Palermo. Mi chiedo – conclude Moroni – come si può parlare di competizione ad armi pari se squadre come il Bari, il Cagliari, il Catania, hanno rispetto a noi dai sei ai dieci milioni di euro in più di disponibilità”. 
[m. bar.]

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