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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 02:16

Lecce, una vittoria che solleva il morale

LECCE - De Canio ama stupire. Lo aveva fatto a Milano, schierando una formazione abbastanza cervellotica che aveva sollevato più di una perplessità. I successivi 'bottì di mercato avevano ridato fiducia all’ambiente, ma contro la Fiorentina, all’esordio casalingo, l'allenatore lucano ha preferito affidarsi alla vecchia guardia: solo Gustavo, Grossmuller e Piatti, tra i nuovi arrivati, hanno provato l’ebbrezza del debutto casalingo dal primo minuto.
Lecce, una vittoria che solleva il morale
LECCE - De Canio ama stupire. Lo aveva fatto a Milano, schierando una formazione abbastanza cervellotica che aveva sollevato più di una perplessità. I successivi 'bottì di mercato avevano ridato fiducia all’ambiente, ma contro la Fiorentina, all’esordio casalingo, l'allenatore lucano ha preferito affidarsi alla vecchia guardia: solo Gustavo, Grossmuller e Piatti, tra i nuovi arrivati, hanno provato l’ebbrezza del debutto casalingo dal primo minuto.
Sul fronte viola Mihajlovic ha confermato le previsioni della vigilia: Cerci rileva lo squalificato Vargas a destra, Marchionni a sinistra e Ljajic per l’infortunato Jovetic. Il cronometro segna l’ottavo minuto ed il Lecce passa. Punizione dalla trequarti di Giuliatto, la testa di Gilardino corregge ed un distratto Montolivo, forse con il pensiero rivolto al rinnovo del contratto, controlla maldestramente, facendosi beffare da Di Michele che, sbucato alle sue spalle, insacca per il vantaggio giallorosso.
Chi si aspettava la riscossa viola resta profondamente deluso. Distratta in difesa, arruffona a centrocampo ed inconcludente davanti, con Gilardino più di una volta pescato in fuorigioco, la Fiorentina resta in balia di un Lecce che non sembra credere ai propri occhi. La squadra di De Canio conduce le danze, ma l’occasione più grossa per il pareggio se la procura Gilardino: solo davanti a Rosati riesce a farsi ipnotizzare dall’estremo difensore salentino, per il suo unico intervento del primo tempo.
La ripresa comincia con i giallorossi che continuano a dettare i ritmi del gioco. Mihajlovic cerca di cambiare impronta alla gara: fuori un evanescente Zanetti, dentro Ljajic. Ma Grossmuller, Corvia e Munari fanno correre un brivido a Frey, mentre Kroldrup riesce a pareggiare ma Orsato, su segnalazione dell’assistente Cariolato, annulla per un fuorigioco apparso assai discutibile. Ljaiic divora poi letteralmente il pareggio solo davanti a Rosati, e intanto il gioco della Fiorentina cresce. De Canio cerca di porre un freno alla manovra viola: in campo Coppola, che rileva uno stremato Di Michele, e Mesbah per l'infortunato Grossmuller. L’allenatore viola gioca le carte Babacar per Cerci e Donadel per D’Agostino.
La formazione ospite continua a pressare, ma in maniera disordinata: per i salentini, nelle cui fila Piatti gestisce il gioco con il passo del veterano, è gioco facile controllare la gara. Gli ultimi minuti sono un assalto all’arma bianca dei viola, ma il Lecce, seppur con qualche affanno, riesce a portare a casa la vittoria. Per l’alchimista De Canio un successo che sa di rivincita per gli scettici, per Mihajlovic uno stop che dovrà necessariamente far riflettere.


LECCE-FIORENTINA 1-0

LECCE (4-3-2-1): Rosati 6; Vives 6, Ferrario 6.5, Gustavo 6, Giuliatto 6; Munari 6.5, Giacomazzi 6 (38'st Fabiano sv), Grossmuller 6.5 (28'st Mesbah sv); Piatti 7, Di Michele 6.5 (19'st Coppola 6); Corvia 6. In panchina: Benassi, Sini, Jeda, Chevanton. Allenatore: De Canio 6.5. 

FIORENTINA (4-2-3-1): Frey 6; De Silvestri 5.5, Kroldrup 6, Felipe 6, Pasqual 6; Zanetti 5.5 (11'st Ljaic 5), Montolivo 5.5; Cerci 5.5 (28'st Babacar sv), D’Agostino 7 (35'st Donadel sv), Marchionni 5.5; Gilardino 6. In panchina: Boruc, Comotto, Papa Waigo, Bolatti. Allenatore: Mihajlovic 5.5.

ARBITRO: Orsato di Schio 5. 
RETE: 9'pt Di Michele. 
NOTE: Giornata soleggiata, terreno in buone condizioni, spettatori 12 mila circa. Ammoniti: Ferrario, Ljaic. Angoli: 3-3. Recupero: 0', 4'. 

COMMENTO 
Sulla scia di Cesena e Brescia, il Lecce completa la grande giornata delle neopromosse, battendo la Fiorentina al «Via del mare» con un gol di Di Michele e riaccendendo l’entusiasmo di una tifoseria delusa dopo il 4-0 subito dal Milan due settimane fa. I viola di Mihajlovic rimediano la prima sconfitta stagionale, fanno un passo indietro sul piano del gioco rispetto all’esordio contro il Napoli, soprattutto nel primo tempo, ma recriminano per un gol regolare annullato a Kroldrup nella ripresa. La gara si sblocca subito, al 9', con Di Michele abile a sfruttare uno svarione di Montolivo sotto porta sugli sviluppi di un calcio di punizione e battere l’incolpevole Frey. 

La reazione della Fiorentina si concretizza in un paio di cross interessanti di D’Agostino: sul primo il colpo di testa di Kroldrup è debole e centrale, sul secondo Rosati anticipa Gilardino sventando la minaccia. Il 4-2-3-1 dei viola ha difficoltà a fare girare palla, soprattutto per merito dell’aggressività del Lecce, che riesce a tenere alto il pressing. L’unica punta (Gilardino) è spesso isolata, e sulla trequarti l’unico a farsi vedere è D’Agostino, mentre Cerci e Marchionni appaiono in affanno. Al 26' sono proprio i giallorossi a rendersi insidiosi, con una girata di sinistro di Ferrario troppo centrale però per impensierire seriamente Frey. 

L’'albero di Natalè schierato da De Canio, con Corvia unica punta e il duo Piatti-Di Michele alle sue spalle, è più vivace in avvio, ma appena rifiata un pò dopo mezz'ora di grande pressing, subisce il ritorno della Fiorentina. Al 29' Gilardino salta Gustavo e si presenta solo davanti a Rosati, ma il portiere è bravo in uscita a non farsi superare dall’attaccante. Tre minuti dopo su un cross basso di D’Agostino Cerci manda a lato da ottima posizione. Segnali di crescita di una Fiorentina più intraprendente dopo le difficoltà iniziali. Segnali che però si spengono in avvio di ripresa, quando è ancora il Lecce a condurre le operazioni, e ad andare al tiro al 7' (conclusione da fuori area di Grossmuller che finisce a lato). 
Nei primi dieci minuti i padroni di casa mostrano anche un efficace possesso palla che neutralizza sul nascere i timidi propositi di rimonta dei viola. Mihajlovic corre ai ripari inserendo il 19enne Ljaic al posto di Zanetti, passando a un più offensivo 4-3-1-2. Al 13' la Fiorentina ha di che lamentarsi: Kroldrup pareggia di testa su cross da destra, ma la rete viene annullata per un fuorigioco che non c'è. 

Due minuti dopo la risposta del Lecce, con una girata di Corvia in area che finisce alta. Al 16' Munari impegna di testa Frey, ma sul capovolgimento di fronte e Ljaic a divorarsi il gol del pari: cross di Pasqual da sinistra e l’attaccante serbo, tutto solo di testa manda incredibilmente a lato. Adesso la Fiorentina fa girare meglio il pallone, con un D’Agostino in grande spolvero, e mette più in apprensione i giallorossi, sfondando soprattutto sulla fascia destra, ma a mancare è la concretezza in area. 

Negli ultimi minuti nonostante l’inserimento di Babacar viene meno anche l'intensità nel pressing viola, e il Lecce riesce a controllare la situazione senza particolari affanni (se si escludono un paio di mischie su palla inattiva e alcune conclusioni inoffensive da fuori area) e festeggia la sua prima vittoria dopo il ritorno in A, mentre la Fiorentina scrive un altro capitolo della «maledizione» di questa seconda giornata per le grandi.

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