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Gillet combattuto tra Napoli e la storia

Jean Francois Gillet si gusta giorni intensi. Da un lato il campionato e la seconda, intrigante tappa (a Napoli). Dall’a l t ro quel 319 (presenze in maglia biancorossa) che brilla alla sola idea. Lui, belga di Liegi, che diventa il calciatore del Bari con più «gettoni » all’attivo. Un mix di sensazioni abbastanza esplosivo. Ci sarebbe da temere per la concentrazione se non fosse che «Gil» è un mostro di serietà e professionalità. Fosse solo un bravo portiere parleremmo di normalità. E invece questa è davvero una storia speciale
Gillet combattuto tra Napoli e la storia
di ANTONELLO RAIMONDO 

BARI - Jean Francois Gillet si gusta giorni intensi. Da un lato il campionato e la seconda, intrigante tappa (a Napoli). Dall’a l t ro quel 319 (presenze in maglia biancorossa) che brilla alla sola idea. Lui, belga di Liegi, che diventa il calciatore del Bari con più «gettoni » all’attivo. Un mix di sensazioni abbastanza esplosivo. Ci sarebbe da temere per la concentrazione se non fosse che «Gil» è un mostro di serietà e professionalità. Fosse solo un bravo portiere parleremmo di normalità. E invece questa è davvero una storia speciale. 

Allora Gillet, quali sensazioni si porta dentro a poche da un evento particolare? «Un traguardo importante, per me da straniero è un orgoglio aver indossato per così tante partite la maglia del Bari. Quella con il Napoli sarà una gara speciale, è una grande emozione entrare nella storia del club biancorosso». 

Lei supera un’icona del calcio barese, Giovanni Loseto. «E infatti sarebbe un errore dimenticarsi di lui. Giovanni è un grandissimo. Ci incontriamo spesso ma non abbiamo mai parlato del record. Certo lui è un barese vero, posso capirlo.Ma alla fine sono numeri e i record sono fatti per essere battuti». 

Non è che teme di essere messo ko da Loseto proprio prima del possibile record? «È per questo che stiamo facendo sempre allenamento a porte chiuse, per non correre rischi. Bella battuta, comunque. Complimenti... ».

La gara che ricorda con più piacere. «La vittoria dello scorso anno al San Nicola contro la Juventus, personalmente sono poi legato anche al successo per uno a zero ad Ascoli in serie B con rete di Colombo. Disputai davvero una bella partita ». La partita da dimenticare. «Sicuramente la sconfitta con il Lecce prima di Natale, un ko che lasciò il segno». 

La parata più bella. «Scelgo quella dello scorso anno, a Verona contro il Chievo su un colpo di testa di Pellissier». La partita che vorrebbe rigiocare. «Proprio quella dello scorso anno a Napoli. È sempre stata una squadra rognosa, in tanti anni non sono mai riuscito a batterla e vorrei sfatare questo tabù». 

L’attaccante più temuto. «Non posso fare nomi. In serie A ci sono tanti grandissimi attaccanti, è amara». 

Il ricordo più bello. «La promozione in serie A, un anno fantastico, mi vengono ancora i brividi ripensando alla festa con i tifosi». 

C’è stato un momento nel quale ha rischiato di lasciare Bari? «Un momento di confusione c’è stato. Il periodo del contratto, il passaggio da Materazzi a Conte. Era un momento un po’ così dove si faceva fatica a vedere la luce. Poi però per fortuna è rientrato tutto, a Bari sto da Dio e spero davvero di concludere qui la mia carriera». 

Il sogno di Gillet. «Dopo la Nazionale il massimo sarebbe indossare la maglia biancorossa in Europa, poi potrei dire di aver fatto praticamente tutto». Gli allenatori. «Penso a Fascetti, l’a l l e n at o re che mi ha lanciato. E Ventura, uno che insegna calcio». 

Il complimento più bello. «Lo scorso anno da Dino Zoff. Lui, un grandissimo, che mi indicava come miglior portiere. Una bella gratificazione». 

In nazionale com’è andata? «Non ho giocato e abbiamo perso entrambe le partite, peggio di così... Eppure avevamo vinto tre partite, stavamo facendo bene, ma a quanto vedo non bisogna essere solo bravi sul campo, qui serve altro». 

Che Napoli si aspetta? «Una grande squadra, giocano da tanto insieme ed hanno giocatori di qualità. In queste due settimane poi senza gli impegni di Europa League hanno potuto lavorare tranquillamente, li troveremo al massimo della forma. Però nessuna paura, noi crediamo di poter venir via dal San Paolo con un risultato favorevole. In noi c’è ancora rabbia dopo la sconfitta dello scorso anno. Episodi e demeriti nostri ci costarono caro. Senza Quaglierella e con Cavani cambia poco. L’uruguaiano comunque attraversa un ottimo momento di forma, ogni palla che tocca fa gol».

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