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Lecce, la novità Jeda contro la Fiorentina

LECCE - Contro la Fiorentina potrebbe essere arrivato il momento di Jeda. Le soluzioni d’attacco a questo punto non mancano e il Lecce può vantare una vasta gamma per presentare il suo reparto offensivo. «La concorrenza fa bene - sostiene il brasiliano che assapora la possibilità dell’esordio - tiene tutti sulle corde e obbliga a mantenersi in buone condizioni e a dimostrare di meritarsi il posto in squadra. Sarà l’allenatore poi a decidere chi sta meglio ed offre maggiore affidabilità. Solo con questa mentalità si può arrivare all’obiettivo della salvezza. In questo caso direi che la concorrenza rappresenta quell’elemento che ti può dare qualcosa di più».
Lecce, la novità Jeda contro la Fiorentina
di MASSIMO BARBANO

LECCEContro la Fiorentina potrebbe essere arrivato il momento di Jeda. Le soluzioni d’attacco a questo punto non mancano e il Lecce può vantare una vasta gamma per presentare il suo reparto offensivo. «La concorrenza fa bene - sostiene il brasiliano che assapora la possibilità dell’esordio - tiene tutti sulle corde e obbliga a mantenersi in buone condizioni e a dimostrare di meritarsi il posto in squadra. Sarà l’allenatore poi a decidere chi sta meglio ed offre maggiore affidabilità. Solo con questa mentalità si può arrivare all’obiettivo della salvezza. In questo caso direi che la concorrenza rappresenta quell’elemento che ti può dare qualcosa di più».

Se pure l’anno scorso non ha giocato moltissimo nel Cagliari (ultima partita Cagliari-Palermo 2-2), Jeda è uno che è certamente più che pronto. Vicenza, Siena, Palermo Piacenza, Catania, Crotone, Rimini e, da ultimo Cagliari, da oltre un decennio calca i campi del campionato italiano. Al punto che, la sua ormai sicura proprietà di linguaggio, gli consente di avanzare una candidatura a commentatore sportivo una volta appese le scarpe al chiodo. «Perchè no? - chiosa - ci terrei a restare nel mondo del calcio ed anche il commentatore sarebbe qualcosa che ha a che fare con il calcio. È una possibilità che mi incuriosisce».

Insomma, arriva in Salento con credenziali da veterano ed è come se conoscesse la sua nuova squadra. «Conoscevo praticamente tutti, Olivera, Di Michele, Corvia, Chevanton, tutta gente con la quale ci ho giocato contro».

E l’impatto con la nuova realtà nella quale confrontarsi è stato più che positivo. «Quando arrivo in una squadra quello che guardo prima di tutto è il gruppo - prosegue il brasiliano - direi che la mia fase di ambientamento è stata molto veloce, perchè ho trovato un gruppo umile che ha grande voglia di fare e anche da parte della società c’è molta disponibilità. D’altra parte tutti mi parlavano bene di questo club. Credo che con il lavoro potremo dire la nostra in questo campionato».

Nella curva di difficoltà del massimo torneo nazionale relativa agli ultimi anni, Jeda vede un livello più elevato in questa stagione. «Quando sono arrivato in Italia nel 2000 - dice - il campionato italiano era di altissimo livello, c’erano delle squadre che facevano un torneo a sè e che erano quasi imbattibili. Poi, nel corso degli anni scorsi, si è assistito ad un certo livellamento, ma quest’anno credo che la tendenza si stia nuovamente invertendo con l’arrivo di numerosi fuoriclasse. Rispetto all’anno scorso il tasso tecnico si è elevato sensibilmente».

La prima partita a San Siro contro il Milan ne è stata forse la dimostrazione con il Lecce che ha dovuto pagare un pesante pedaggio al cospetto di un gruppo di campioni. Ma fortunatamente non si incontrerà sempre il Milan. «C’è un gruppo di squadre sul quale faremo la corsa - prosegue l’attaccante brasiliano - ma soprattutto dovremo essere noi a fare il nostro cammino e più punti possibile, altrimenti gli altri risultati non conteranno. Prima pensiamo a guardare a noi stessi e poi speriamo in un aiuto da parte di qualcun altro».

E dopo il Milan, anche la Fiorentina, stimata di fascia medio-alta, non sarà un avversario diretto. «Sì, ma non c’è niente di impossibile - prosegue - giocheremo in casa davanti al nostro pubblico e cercheremo di sfruttare la spinta dei nostri tifosi. L’importante per conquistarsi la fiducia della gente è dare sempre battaglia in campo. Lo spirito della squadra che si vuole salvare deve essere quello di non lasciare niente al caso. Senza presunzione, ma aiutandosi tutti e facendo gruppo, si possono ottenere imprese sulla carta difficilissime come potrebbe essere quella di battere la Fiorentina».

Jeda è pronto in rampa di lancio e presenta la sua candidatura in un posto qualunque del reparto avanzato: «Ho giocato come punta esterna, come attaccante centrale e come trequartista, insomma, in tutte le posizioni dell’attacco. L’importante è stare in forma e avere la predisposizione per i ruoli avanzati, poi si può giocare in qualsiasi posto. Se il mister lo ritiene non mi tiro indietro, posso andare in campo subito».

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