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È sempre Ferrari, in Cina vince Barrichello

Nella terzultima prova del mondiale di formula 1, seconda vittoria consecutiva per il brasiliano. Sul podio con lui salgono Jenson Button, secondo con la Bar-Honda, e Kimi Raikkonen, terzo con la McLarem-Mercedes. Michael Schumacher si è piazzato 12°. Sul podio doccia di champagne per Luca di Montezemolo
SHANGHAI - Rubens Barrichello ha vinto il primo gp di Cina, 16a e terzultima prova del mondiale di formula 1. È la seconda vittoria consecutiva per il brasiliano della Ferrari. Sul podio con lui salgono Jenson Button, secondo con la Bar-Honda, e Kimi Raikkonen, terzo con la McLarem-Mercedes. Michael Schumacher si è piazzato 12°.
Doccia di champagne per Luca di Montezemolo sul podio del gp di Cina. Il presidente di Fiat, Ferrari e Confindustria è andato sul palco della premiazione e dopo gli inni è stato innaffiato senza pietà da Rubens Barrichello, Jenson Button e Kimi Raikkonen.

Il primo imperatore rossi di Cina è Rubens Barrichello. E' il brasiliano della Ferrari a fare lo Schumacher nel primo, storico, gran premio sul circuito di Shanghai. Rubinho domina come due settimane fa a Monza: pole position e vittoria. Il giro più veloce però glielo toglie Michael Schumacher, proprio all'ultima tornata: il tedesco già matematicamente campione del mondo per la settima volta fallisce la grande rimonta, ma lascia comunque il segno. Sul podio con Barrichello, salgono Jenson Button (ed è la nona volta nella stagione) e Kimi Raikkonen (ed è la terza, dopo il secondo posto di Silverstone e la vittoria di Spa: segno che la McLaren continua a crescere).
E' la seconda vittoria stagionale per Rubinho, la nona in carriera. Il brasiliano al via conserva il comando, lo cede per cinque giri a Jenson Button, fra il 29° ed il 34°, in virtù della diversa scelta strategica (due pit stop per l'inglese della Bar-Honda, tre per Rubens e Raikkonen). Quando Button si ferma, Barrichello torna in testa e non ha più problemi, anche se il suo gp non è una passeggiata perché Raikkonen gli sta negli scarichi per almeno metà corsa. D'altronde quando non c'è Schumi davanti a tutti, la sensazione è che tutti siano più vicini alla Ferrari. E non c'è niente da fare: nella prima volta dopo un'era geologica in cui Michael arriva fuori dalla zona punti (a Montecarlo si fermò per la collisione con Montoya), neppure Barrichello può fare lo Schumi.
Allo Schumacher vero non riesce la rimonta. Davanti allo stato maggiore della Fiat (Luca di Montezemolo e John Elkann sono al muretto), il tedesco ci prova: parte per ultimo dalla corsia, si scatena nei primi giri, ma al 12/o si ritrova tra le ruote Klien che prova a «chiudere la porta». L'austriaco della Jaguar è costretto a ritirarsi con la sospensione rotta, Schumi tira dritto ed è decimo. Ma al giro 15 va in testacoda e perde di nuovo due posti. Risorpassa Fisichella e Coulthard, grazie al pit stop ritardato risale al quinto posto virtuale, ma al giro 35 fora la gomma posteriore sinistra: fa mezzo giro su tre ruote, rientra ai garage ma riparte. La rimonta abortisce, a Schumi resta la soddisfazione di aver fatto una quantità industriale di sorpassi, compreso quello inflitto al vecchio rivale Villeneuve al giro 48 (ma poi il tedesco deve fermarsi per il secondo rifornimento, terza sosta complessiva). L'altro campione del mondo in pista non va oltre l'11° posto. La Renault così perde ancora terreno nella classifica costruttori, dove la Bar si consolida al secondo posto. Fernando Alonso infatti è solo quarto e porta cinque punti, mentre la coppia Button-Sato ne conquista 11.
L'imperatore di Cina viene dal Brasile. Le tribune sono rosse. Di bandiere Ferrari.

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