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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 20:19

Il nigeriano Ofere stregato dal Lecce

di MARCO SECLI'
LECCE - Si ispira a Drogba e a Ibrahimovic. E sul piano fisico ha poco da invidiare sia all’asso del Chelsea che al neo milanista. In più, con Zlatan ha in comune il passaggio dal Malmoe. Ma Edward Ofere, l’ultimo arrivato in casa giallorossa, ha già capito che il la serie A non è il campionato svedese. «Sono qui - sottolinea l’attaccante nigeriano con passaporto svedese, 24 anni - per fare un salto di qualità e sfruttare una grande occasione per mettermi in mostra, anche per conquistare un posto fisso nella mia nazionale. So che devo migliorare dal punto di vista tecnico-tattico, spero di farlo con l’aiuto dell’allenatore e dei compagni e di dare un contributo al Lecce»
Il nigeriano Ofere stregato dal Lecce
di Marco Seclì

LECCE - Si ispira a Drogba e a Ibrahimovic. E sul piano fisico ha poco da invidiare sia all’asso del Chelsea che al neo milanista. In più, con Zlatan ha in comune il passaggio dal Malmoe. Ma Edward Ofere, l’ultimo arrivato in casa giallorossa, ha già capito che il la serie A non è il campionato svedese. «Sono qui - sottolinea l’attaccante nigeriano con passaporto svedese, 24 anni - per fare un salto di qualità e sfruttare una grande occasione per mettermi in mostra, anche per conquistare un posto fisso nella mia nazionale. So che devo migliorare dal punto di vista tecnico-tattico, spero di farlo con l’aiuto dell’allenatore e dei compagni e di dare un contributo al Lecce».

Alto un metro e 90 per 80 chili, Ofere, spiega l’amministratore delegato Claudio Fenucci durante la presentazione ufficiale, ieri pomeriggio al Via del Mare, «ha caratteristiche diverse dagli attaccanti che avevamo in rosa». «Con lui - specifica - aumenta il tasso di fisicità del nostro reparto avanzato. È un giocatore che può far valere la sua corporatura, tenendo palla per far salire la squadra, e che è abile nel gioco aereo. Ha ottime potenzialità, è chiaro che ha bisogno di tempo per inserirsi nel gruppo e adeguarsi al calcio italiano».

Nato a Enugu, in Nigeria, dove ancora vive la sua famiglia, Ofere ha mosso i primi passi nel settore giovanile della squadra della sua città, gli Enugu Rangers. Quasi due stagioni nella serie A nigeriana, dal gennaio del 2003 all’agosto del 2005, con 77 presenze e 18 reti, prima di trasferirsi in Svezia.

«Gli osservatori internazionali - spiega il centravanti - mi notarono mentre giocavo alcune gare della Coppa dei campioni africana. E il Malmoe mi ha tesserato». Nell’ex club di Ibra (che però non ha incrociato, perché al suo arrivo l’ex Barcellona aveva già lasciato la Svezia), Ofere ha militato per cinque anni. Con un bilancio complessivo di 91 presenze e 27 gol nel massimo campionato svedese. Il 2009 la sua annata migliore, con 28 presenze e 13 gol. «Questi cinque anni e mezzo sono stati un’esperienza molto importante», commenta la giovane punta, che però non ha avuto esitazioni a lasciare la capolista Malmoe per trasferirsi nel Salento a lottare per la salvezza.

«Volevo giocare in un campionato di prestigio - dice - il Lecce mi ha dato questa possibilità e io l’ho colta al volo. La serie A è un torneo con uno standard elevatissimo, un campionato molto difficile che però dà la possibilità di metterti in evidenza. E io spero di farlo anche in funzione della mia nazionale, dove finora ho segnato tre presenze».

Fa sapere di essere il classico attaccante da area di rigore e che le sue condizioni fisiche sono ottime (il 27 luglio l’ultima partita giocata in Svezia).

Non ha ancora avuto modo di parlare con mister De Canio. Intanto come numero di maglia ha scelto il 15.

Il Lecce ha monitorato Ofere per due anni. «Ricevendo sempre relazioni positive. Ma solo adesso - rivela Fenucci - il trasferimento è stato possibile, perché il Malmoe ha abbassato le pretese in quanto il giocatore sarebbe andato in scadenza di contratto. In precedenza, le richieste del club svedese avevano scoraggiato anche le società inglesi che seguivano con interesse il ragazzo (Fulham, West Ham, Newcastle e Middlesbrough, ndr)». Il Lecce lo ha prelevato con meno di 500mila euro. L’amministratore delegato ribadisce poi le difficoltà di operare in un mercato paralizzato dalla crisi del sistema-calcio europeo. «Il Lecce - specifica - ha chiuso il mercato con un saldo negativo vicino ai 5 milioni di euro, anche per l’assenza, in questa campagna trasferimenti, di cessioni che avrebbero diminuito l’esborso». Con l’aggiunta delle spese per stipendi e altre incombenze, la previsione di spesa raggiunge i 25 milioni di euro, superiore a quanto programmato.

«Ci aspetta un duro lavoro - è il monito di Fenucci - alla società, come all’allenatore e ai giocatori. Ma ci auguriamo di colmare coi risultati del campo il gap economico che oggi ci rende meno competitivi. Per questo, ci vorrà l’aiuto decisivo dei nostri tifosi, che speriamo, tessera del tifoso o no, tornino numerosi allo stadio per sostenere la squadra».

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