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Giovedì 21 Settembre 2017 | 01:51

Il Lecce resta imbattuto: 2-2 in casa della Roma

Zeman impartisce una lezione di calcio alla squadra di Voeller, protagonista di un inizio di stagione nero. Salentini due volte in vantaggio e poi ripresi: gol al 42' diCassetti, al 54' di Cassano, al 59' di Boijnov e al 71' di Mancini. Totti sullo 0-1 ha sbagliato un rigore, facendosi parare un tiro «a cucchiaio» da Sicignano
ROMA-LECCE 2-2 (0-1)

Roma (4-3-3): Pelizzoli 6, Panucci 5 (36' st Candela sv), Mexes 6, Ferrari 5.5, Cufrè 7, Perrotta 6, De Rossi 6, Aquilani 5 (19' st Mancini 6), Totti 5.5, Montella 6 (12' st Mido 6), Cassano 6.5. (1 Curci, 11 Corvia, 24 Delvecchio, 31 Dellas). All. Voeller 6.
Lecce (4-3-3): Sicignano 6.5, Cassetti 7 (43' st Silvestri sv), Diamoutene 6, Stovini 6, Rullo 6, Giacomazzi 6.5, Ledesma 6, Dalla Bona 6.5, Boijnov 7 (25' st Konan 6), Bjelanovic 6.5 (35' st Eremenko sv), Pinardi 6. (27 Anania, 23 Marianini, 26 Paci, 81 Abruzzese). All. Zeman 7.
Arbitro: Bertini di Arezzo 6.5.
Reti: nel pt 42' Cassetti; nel st 9' Cassano, 14' Boijnov, 26' Mancini.
Angoli: 8-4 per il Lecce. Recupero: 2' e 5'.
Ammoniti: Pinardi per comportamento antiregolamentare, Rullo e Giacomazzi per gioco scorretto.
Spettatori: 45.000.
Note: al 45' pt Totti ha sbagliato un rigore, facendosi parare un tiro 'a cucchiaiò da Sicignano.

ROMA - Altro che Roma, qui è ancora tempo di Zemanlandia. Nello stadio che fu suo, e in cui ha lasciato tanti nostalgici che lo hanno accolto con affetto, il boemo impartisce una lezione di calcio alla squadra di Voeller, protagonista di un inizio di stagione nero, successo con la Fiorentina a parte, e che anche stasera si conferma protagonista in negativo. La Roma si salva dall'ira dei tifosi, e dal pericolo di contestazioni, grazie ad un'invenzione di Mido trasformata in gol da Mancini, che frutta un pareggio raccolto più con il cuore che grazie a un gioco degno di questo nome, arma che invece non manca a un Lecce ancora imbattuto.
I giallorossi si rispecchiano nel momento no del loro capitano Francesco Totti, sceso in campo in non perfette condizioni fisiche ma imperdonabile per il modo in cui ha calciato il rigore concesso da Bertini in chiusura di primo tempo, per un fallo di Ledesma su Cassano: ne è venuto fuori uno sbilenco tiro a cucchiaio, per nulla simile a quello in Italia-Olanda negli Europei del 2000, sul quale Sicignano non ha avuto alcuna difficoltà ad intervenire: l'impressione è che Totti abbia preso più il terreno che il pallone. Così molto più del numero 10 romanista è apparso da Pallone d'Oro il talento bulgaro Bojinov, non ancora ventenne ma destinato a lasciare un segno, e anche oggi elemento decisivo.
Ma i problemi di questa Roma che non ingrana e che ha di nuovo avuto improvvise, quanto pericolose (vedi Ferrari), amnesie nel settore difensivo, sono evidenziati anche dal comportamento di Antonio Cassano, tra i padroni di casa quello che si è battuto con più grinta: segna un gol, lui che è barese, nel suo personale derby contro il Lecce ma poi non esulta, ed anzi sorride amaro verso Montella che corre ad abbracciarlo. Continuano quindi i silenzi e i musi lunghi di un ragazzo alla ricerca di se stesso, nonostante l'ottimo Europeo giocato in Portogallo, e il gol di stasera.
Sembra quasi un omaggio al ritorno di Zeman, ma all'inizio anche la Roma si schiera con il tridente offensivo e quindi il 4-3-3 caro all'uomo di Praga. Il modulo però non frutta gioco, perché muoversi meglio ed avere più occasioni è il Lecce, che è privo di timori reverenziali e sfiora il gol dopo quattro minuti, quando un tiro di Bojinov colpisce in pieno il palo. Una grande occasione da gol sprecata dal Lecce sarà la caratteristica anche d'inizio ripresa, quando tre minuti dopo l'intervallo Bjelanovic fugge palla al piede agganciando il rinvio del suo portiere, poi centra con un tiro la traversa di Pelizzoli.
Il Lecce sembra voler ripetere l'impresa di quello di 18 anni fa, di Barbas, Di Chiara e Pasculli, che violando l'Olimpico fece perdere uno scudetto alla Roma, i padroni di casa replicano con Totti che sfiora il gol su assist di Perrotta: ma il suo tiro è deviato e termina fuori di un soffio. Poi c'è un rigore reclamato per intervento di Rullo su Montella, il Lecce riprende a spingere (in evidenza Giacomazzi), ma si oppone molto bene un Cufrè ancora migliore in campo tra i suoi, dato che, visti i potenziali campioni a disposizione di Voeller, deve far riflettere. Il gol è maturo, lo ottiene Cassetti al 42' su azione personale favorita dall'inerzia della difesa avversaria. Una manciata di minuti dopo, al 45', Totti ha l'occasione di pareggiare perchè Ledesma stende in area Cassano: è rigore, ma ne viene fuori un cucchiaio a dir poco osceno, simile a quello calciato da Simone Inzaghi, dopo litigio con Crespo, in un Lazio-Reggina.
La musica non cambia nella ripresa: il Lecce gioca e la Roma sta a guardare cercando di limitare i danni e di affidarsi alle doti dei suoi uomini migliori. Così Cassano segna, lanciato da Montella, a brillare però è Bojinov, che replica al talento di Bari segnando un gol con un pallonetto che scavalca l'incerto Pelizzoli. Al suo quarto gol in questo campionato, il ragazzo-meraviglia bulgaro corre verso la panchina e va a depositare un bacio sulla testa di Zeman, maestro burbero che lo sgrida invece di esultare. La Roma accusa il colpo, perde anche Panucci per infortunio mentre Montella deve lasciare il posto a Mido. Proprio da un'iniziativa dell'egiziano sulla sinistra, dove semina gli avversari, nasce il gol di un pareggio che quasi nessuno si aspetta visto come sta giocando la Roma in quel momento. Invece Mancini trasforma l'assist e limita i danni ad un ambiente già fin troppo nervoso. Il resto è accademia, è Totti che cerca in tutti i modi di farsi perdonare il rigore sbagliato, ma non incide, e Cassano che di testa manda fuori, a tempo scaduto, l'assist anche questo di testa, di Mexes.
La Juve fugge guidata da Capello in panchina ed Emerson in campo, il Lecce si fa ammirare messo perfettamente in campo da Zeman: per la Roma è un inizio di stagione dominato da nostalgia e rimpianti, anche quelli di chi come Totti sta forse capendo che forse era meglio trasferirsi da un'altra parte, magari la Spagna.

«Onestà e lealtà, ciao mister Zeman». Per il ritorno a quella che è stata la sua casa per anni, anche se su sponde diverse, l'Olimpico ha preparato un'accoglienza regale per il tecnico boemo. Il suo Lecce è riuscito a strappare un punto sul campo della Roma, ma i tifosi giallorossi lo hanno salutato con affetto. Durante la lettura delle formazioni lo stadio non ha potuto non tributare all'x rimasto nei cuori di molti tifosi un grande applauso. Poi la partita e il pareggio della Roma. «La cosa più bella di questa serata è stato tornare a Roma e non aver fatto una brutta figura». Zeman cerca di nascondere la sua emozione nel tornare all' Olimpiaco dietro alle sue solite battute: «Come ho trovato l'Olimpico? A me questo stadio è sempre piaciuto, sono contento di esserci tornato e mi auguro di poterlo fare ancora per qualche anno». Forse di fronte non si è trovato proprio una Roma irresistibile. «Dalla Roma mi aspettavo di tutto, il problema è che non hanno trovato ancora il modulo giusto. Devono trovare le distanze e i giusti spazi. Ma è normale che siano ancora a questo punto perché hanno cambiato allenatore e perché molto giocatori sono stati con le loro Nazionali».
Questo non significa per Zeman che la Roma non potrà tornare ai vertici. «Hanno giocatori di qualità e quando troveranno il modulo se la giocheranno alla pari con le grandi». Sempre un grande appassionato di Francesco Totti, Zeman non può non difenderlo anche questa sera che ha sbagliato un rigore, provando il cucchiaio: «E' stato bravo Sicignano, perché è rimasto fermo, poi è normale che quando non fai un rigore a cucchiaio se ne parli per un mese. Ma a me i cucchiai piacciono perché mi piacciono le cose originali. Poi un rigore si può sbagliare, che lo tiri a cucchiaio o di piatto e teso». Analizzando la gara il tecnico del Lecce commenta: «E' stata una partita piena di errori, soprattutto in difesa, nostra e loro. Si vedeva che era una gara in cui sarebbero stati segnati diversi gol. La Roma voleva vincere e ci ha lasciato molti spazi, e abbiamo cercato di approfittarne, ma anche loro hanno avuto molte occasioni».
Qualcuno gli chiede se con il Lecce Zeman vorrà ripetere la storia scritta con il Foggia: «Spero che riusciremo anche a migliorarci - risponde - questa squadra ha una grande voglia di fare, deve solo trovare la mentalità giusta e la convinzione per fare bene». Il calcio del sud sembra si stia riscattando visti gli ultimi risultati: «E' presto parlare solo dopo tre giornate - commenta Zeman - alla fine il Palermo non è neanche più una squadra del sud visto che c' è Zamparini. Tutti sono stati contenti che sono tornati in A? Non direi proprio tutti, diciamo che da molti sono stato accettato».

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