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Il Bari penalizzato di un punto

Omologato il risultato finale della partita di Cesena (1-1), durante la quale un petardo lanciato in campo dai tifosi biancorossi ha costretto alla sostituzione del portiere romagnolo Indiveri, dimesso stamattina dall'ospedale. Il club di Matarrese pagherà anche 2.000 euro di multa. Squalificato per un turno il tecnico Carboni
MILANO - Un punto di penalizzazione e 2.000 euro di multa è la sanzione inflitta dal giudice sportivo al Bari per il petardo lanciato in campo dai tifosi pugliesi a Cesena che ha costretto alla sostituzione del portiere romagnolo Indiveri. L'1-1 del risultato finale è stato omologato.
Nella mattinata odierna il calciatore è stato dimesso dall'Ospedale «M.Bufalini» dove aveva trascorso la notte per accertamenti. Il giocatore, che aveva riportato un trauma acustico da scoppio, ha sostenuto esami neurologici ed otorinolaringoiatrici che hanno dato esito negativo.
Il Bari presenterà ricorso alla Disciplinare. Il direttore sportivo, Fausto Pari, commenta così la decisione della giustizia sportiva: «C'è molto rammarico per il gesto di uno sconsiderato. Siamo stati penalizzati due volte, anche perché sono convinto che avremmo vinto la partita. Da quel momento, infatti, l'arbitro non ci ha più fischiato una punizione a favore e probabilmente ci avrebbe dato uno dei due rigori che ci spettavano». Pari se la prende anche con Indiveri: «Resto della convinzione che ci sia stata poca sportività da parte di Indiveri, le immagini parlano chiaro: il portiere vede il petardo, lo caccia via, fa due passi indietro, il petardo esplode, lui cade, si rialza, insomma fa una pantomima. Evidentemente qualcuno gli ha consigliato di rimanere giù, forse ha stupidamente creduto di vincere la partita 3-0. I nostri rapporti col Cesena non cambieranno, ma...».
La partita costa al Bari anche la squalifica per una giornata del tecnico Carboni, al quale è stata anche inflitta un'ammenda di 1.000,00 euro per aver offeso un dirigente avversario.
Il dirigente offeso è l'ex arbitro Fiorenzo Treossi, team manager del Cesena, che si è beccato un'inibizione fino al 27 settembre per aver replicato «con un'espressione ingiuriosa» a Carboni.
Per il resto, un solo squalificato in serie B dopo le gare della terza giornata. Il giudice sportivo della Lega calcio, Maurizio Laudi, ha squalificato per un turno l'attaccante del Crotone Fabio Alteri. Altre ammende a società: Catania (6.000,00 euro), Arezzo (5.000,00), Cesena (5.000,00), Catanzaro (2.500,00), Torino (2.500,00), Piacenza (1.000,00), Ternana (1.000,00) e Genoa (750,00).

La recente giurisprudenza sportiva già induceva a ritenere che un risultato a tavolino fosse da scartare riguardo Cesena-Bari. Il cambiamento di rotta avvenne quando si decise di evitare che eventuali simulazioni potessero alterare i risultati conseguiti sul campo.
Ma, ad onor del vero, una sanzione equa il Bari, che paga la responsabilità oggettiva, la meritava, anche se il ds Pari afferma che ci sarà il ricorso. L'ammenda sarebbe stata troppo esigua per quanto accaduto allo stadio Manuzzi, dove Indiveri ha probabilmente pagato, per mano di un imbecille, le dichiarazioni al veleno contro la società biancorossa.
Di contro, dare tre punti al club ospitante sarebbe stato un premio eccessivo per la squadra romagnola, tenuto anche conto che la regolarità della partita non è stata di fatto intaccata. Sarebbe stato diverso, ad esempio, se il Cesena non avesse potuto sostituire il giocatore infortunato.
Merita una sottolineatura anche la squalifica del tecnico Carboni, che, come certificato dalle motivazioni della sentenza del giudice sportivo, ha offeso un dirigente avversario, cioè Fiorenzo Treossi, a sua volta inibito per aver replicato «con un'espressione ingiuriosa».
L'aspetto va rimarcato non tanto per l'effetto disciplinare che ha determinato il botta e risposta, quanto per le cause. Stando alle dichiarazioni dell'allenatore del Bari (la cui sostanza è ripresa anche da Pari), Treossi avrebbe indotto Indiveri, indipendentemente dalle reali condizioni del portiere, a non proseguire la gara. Se fosse vero, sarebbe un ulteriore colpo alla credibilità del sistema perché Treossi, adesso dirigente, è stato per anni un arbitro (peraltro, statisticamente «amico» del Bari).

G. Flavio Campanella

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