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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 09:38

Foggia, è già  calcio champagne

Fuochi d’artificio a Cava dei Tirreni, esplode la gioia di calcio di Zemanlandia. Il campo era ostico per il Foggia che mai da queste parti aveva portato a casa i tre punti. Ma ieri la Cavese dello zonista Marco Rossi davanti ai satanelli ha fatto la figura delle formazioni di boscaioli contro le quali il boemo di solito allena le sue squadre in ritiro
• Incorreggibile Zeman: «Siamo ancora al 50%»
Foggia, è già  calcio champagne
CAVESE - FOGGIA 0-3 

CAVESE: Botticella 6; D’Orsi 5 Troise 5 (24’ st Pepe 5) Sirignano 4.5; Ciano 5 Alfano 6 Bacchiocchi 5.5 Quadrini 4; Schetter 5.5 Bernardo 5 (15’ st Di Napoli 5) Sifonetti 5 (41’ pt Carbonaro 5). A disp. Pane, Lagnena, Siano, Orosz. All. Marco Rossi.
FOGGIA: Ivanov 6; Candrina 6.5 Iozzia 7.5 Romagnoli 7 Tomi 6.5; Kone 6.5 Salamon 7 (35’ st Burrai sv) Laribi 6.5 (22’ st Palermo 6); Varga 7.5 Sau 7 Insigne 6.5 (16’ st Regini 6). A disp. Santarelli, Rigione, Caccetta, Cortese. All. Zeman. 

ARBITRO: Di Francesco di Teramo. RETI: 28’ Iozzia, 45’ Varga, 11’ st Sau. NOTE : spettatori paganti 2659 per un incasso di 29.804 euro. Ammoniti Quadrini, Insigne, Bacchiocchi. Espulso al 33’ Qua - drini per gioco non regolamentare. Angoli 0-5. Tempo rec.: 3-5. 

dal nostro inviato MASSIMO LEVANTACI 

CAVA DEI TIRRENI.Fuochi d’artificio a Cava dei Tirreni, esplode la gioia di calcio di Zemanlandia. Il campo era ostico per il Foggia che mai da queste parti aveva portato a casa i tre punti. Ma ieri la Cavese dello zonista Marco Rossi davanti ai satanelli ha fatto la figura delle formazioni di boscaioli contro le quali il boemo di solito allena le sue squadre in ritiro. Salamon e company puntano tutto sulla concretezza. Ma lo spettacolo non manca: il gol di Iozzia su calcio d’angolo sottolinea una supremazia tecnica e tattica ineccepibile e manda gambe all’aria la Cavese che poi si farà male da sola con l’ing enua espulsione dell’ex Quadrini per aver simulato un fallo da rigore inesistente poco dopo la mezz’ora. Il boemo schiera a sorpresa il debuttante portiere Ivanov (inoperoso) e rimette al centro della difesa Iozzia che insieme a Romagnoli dimostra già un buon affiatamento. Sugli esterni Candrina e Tomi agiscono più che altro in copertura, ma il Foggia è micidiale nelle accelerazioni. 

Salamon e Laribi non perdono tempo nei disimpegni, Kone sulla corsia destra di centrocampo unisce eleganza a senso tattico. L’incornata di Iozzia al 28’ su calcio d’angolo arriva qualche minuto prima che Candrina d’esperienza tolga di testa a Schetter la possibilità di battere a rete dall’interno dell’area piccola. Unica occasione degna di nota dei padroni di casa, insieme a un tiro a fil di palo nella ripresa quando le squadre eranno già sullo 0-3. È stato il Foggia a fare la partita, il vantaggio alla fine poteva essere molto più rotondo se il boemo non avesse ordinato ai suoi di non infierire. Le occasioni più ghiotte erano capitate a Sau (23) che aveva fatto vibrare la porta dell’ex Botticella con un tiro sopra la traversa (splendido il controllo) e ancor prima (22) con un’incursione del folletto Insigne (pescato da Laribi) che Botticella doveva respingere di pugni. 

Il regalo di Quadrini metteva più in soggezione la formazione di Marco Rossi, in ritardo di preparazione più del Foggia.Ma anche in parità numerica il Foggia aveva dato dimostrazione di poterla vincere facile. La situazione di vantaggio faceva però venir meno qualche inibizione tecnico-tattica: si spiega forse così il gran gol di Varga al 45’ che saltava il suo diretto marcatore e scaricava in porta fra palo e portiere. 

All’apparenza tutto troppo facile. Ma nella ripresa il Foggia non perdeva il ritmo nonostante il gran caldo e la fatica per una preparazione ancora approssimativa. Il terzo gol di Sau è un altro capolavoro di abilità balistica, nel quale questa volta il bomber di coppa Insigne (2 reti) diventa suggeritore per il compagno appostato in area che in mezza rovesciata infilava l’incolpevole Botticella. Lo stadio Lamberti che al primo gol di Iozzia aveva contestato l’esultanza del gruppo di dirigenti e accompagnatori rossoneri (Pasquale Casillo ha dovuto vedere il resto del primo tempo protetto dai vetri del settore tv), aveva preparato un tributo a Zeman, salutato con tutti gli onori su uno striscione comparso in curva per «essersi schierato contro il calcio dei potenti». Unametafora della sfida che questo piccolo Foggia rilancia per cominciare a scalare le classifiche a cominciare dalla Lega Pro.

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