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Il Bari a Villareal per sfida impegnativa

Disteso e abbronzato. Ma già concentrato. E fisicamente tirato a lucido, come a Ventura piace raccontare per cancellare quella fastidiosissima etichetta di allenatore «vecchio» che proprio non manda giù. La prova dell’addominale «tirato» è sempre di moda e il Giampi non si tira indietro. Lui, d’altronde, allena per libidine. E lascia che, a volte, il «piacere» sia anche degli altri
Il Bari a Villareal per sfida impegnativa
dal nostro inviato ANTONELLO RAIMONDO 

VILLAREAL - Disteso e abbronzato. Ma già concentrato. E fisicamente tirato a lucido, come a Ventura piace raccontare per cancellare quella fastidiosissima etichetta di allenatore «vecchio» che proprio non manda giù. La prova dell’addominale «tirato» è sempre di moda e il Giampi non si tira indietro. Lui, d’altronde, allena per libidine. E lascia che, a volte, il «piacere» sia anche degli altri. 

Ventura, da Andria alla Spagna. Pronto a rimuovere il cartello lavori in corso? «Quando abbiamo programmato la preparazione estiva ho subito chiesto alla società un paio di amichevoli di un certo spessore. Non avendo impegni ufficiali, visto che in Coppa Italia quest’anno siamo un turno avanti, ho la necessità che la squadra si confronti con squadre in grado di impegnarci». 

Sulla carta l’impegno di Andria non sembrava essere l’ideale per mettere alla frusta i suoi ragazzi. Poi... «Poi, per fortuna, è accaduto quello che mi auguravo. E cioè che l’Andria ha disputato un’ottima partita. Nella prima mezz’ora addirittura straordinaria per ritmo e intensità. Quelle difficoltà hanno accresciuto le mie certezze perché ho molto apprezzato la capacità del Bari nella lettura della gara. Se nella ripresa l’Andria non ha quasi mai più superato la metà campo penso che molto sia dipeso dal nostro cambio di atteggiamento e di mentalità». 

Ora c’è questa amichevole in Spagna. Cosa chiede alla sfida con la squadra B del Villareal? «Diciamo che sono animato da grande curiosità. Affrontriamo un avversario di qualità. Il fatto che sia la squadra B del Villareal non deve portare a credere che il Bari possa fare una passeggiata. Io dico che le cose andranno molto diversamente». 

Cosa sa degli spagnoli? «Ho fatto una proficua chiacchierata con Marco Giampaolo, visto che il Catania ha già affrontato in amichevole il Villareal. Mi ha detto quello che mi aspettavo, e cioè che si tratta di un avversario vero. Gli spagnoli, per un’ora, hanno letteralmente nascosto il pallone ai siciliani, che pure non mi sembrano una squadra di sprovveduti. Alla fine ha vinto 4-2 il Catania ma è stato costretto ad un’af fannosa rimonta visto che era sotto 1-2 e che fino a pochi minuti dalla fine la partita era in parità». 

Il Villareal come se lo aspetta sul piano tattico? «La classica sqadra spagnola. Come modo di giocare diciamo che sono abbastanza simili alla filosofia del Barcellona. Due tocchi al massimo e grande possesso palla. Ecco, voglio vedere la capacità del Bari di chiudere gli spazi contro un avversario che può contare su una fase offensiva molto curata».

Conoscendola immaginiamo si aspetti altro dai suoi ragazzi. «Ho parlato della fase di non possesso, evidentemente. Quando il pallone ce l’avremo noi voglio rivedere l’intensità della passata stagione». 

La preoccupa il digiuno dei suoi attaccanti? «Assolutamente no. Sono gli stessi che nell’ultimo campionato hanno fatto ottime cose. Il mio Bari ha sempre creato tantissime occasioni. Mi aspetto sia così anche quest’anno». 

Allora ha proprio deciso, Ghezzal farà l’esterno «Non credo sia un mio capriccio. A Siena l’ho visto giocare spesso sulla fascia e mi risulta che anche a Crotone giocasse largo. Solo in nazionale gioca da punta. Non è un problema, mi creda. Ghezzal ha le caratteristiche giuste per essere un esterno in grado di dare alla squadra qualità e cambio di passo». 

Come procede l’inserimento dei nuovi? «Dobbiamo dare tempo a questi ragazzi. Erano tutti abituati a un calcio diverso. Però vedo in loro grande applicazione». 

Chi si è meglio adeguato alla sua filosofia di gioco? «Senza dubbio Pulzetti. L’ho già avuto con me a Verona. Credo proprio che il Bari abbia fatto un ottimo acquisto». 

Che campionato si aspetta? «Più difficile di quello dell’anno scorso. Riconfermarsi è sempre più complesso». 

Teme una sorta di sindrome da appagamento? «A volte è inconscia. Ma da questo punto di vista l’avere due soluzioni per ogni ruolo mi lascia tranquillissimo. Dovessi acorgermi che qualcuno mi dà meno garanzie sul piano della "fame"... si cambierebbe senza pensarci due volte». 

Rispetto all’anno scorso il Bari è più avanti? «Beh, ora ho molte più certezze. E ho anche il vantaggio di conoscere vita, morte e miracoli di quasi tutti i miei ragazzi. Pregi e limiti, credo sia molto importante per un allenatore». 

I tifosi le chiedono di sognare già contro la Juve «Il risultato non posso anticiparlo. Ma faremo una grande prestazione, di questo ne sono certo». 

Un avvio da brivido «No. L’anno scorso ero felice di aver trovato l’Inter, oggi dico va bene la Juve. A patto che il Bari faccia... il Bari». 

E via sull’aereo della libidine...

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