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Foggia, già rinata Zemanlandia?

Tornato l’entusiasmo tra i tifosi per le prime imprese di Zeman e la squadra. Domenica il debutto con la Cavese e da Cava fanno sapere che il Foggia «troverà pane per i suoi denti», ma l’avvertimento rientra nelle normali scaramucce da vigilia fra due squadre che negli ultimi due anni hanno sempre duellato per obiettivi comuni. Si parte con due rebus a centrocampo: Salamon-Burrai e Laribi - Regini
Foggia, già rinata Zemanlandia?
E’ già partita la giostra di Zemanlandia? Lecito sospettarlo, dopo l’uno-due del doppio confronto in coppa. Da Cava fanno sapere che il Foggia «troverà pane per i suoi denti», ma l’avvertimento rientra nelle normali scaramucce da vigilia fra due squadre che negli ultimi due anni hanno sempre duellato per obiettivi comuni: dai playoff alla salvezza in Prima divisione. 

Questa volta però c’è Zeman a infiammare i furori cavesi, e poi quei due risultati (1-2 a L’Aquila e 2-0 al Giulianova) che obiettivamente incutono un certo timore nella rinnovata truppa dei metelliani che conta tra le sue file gli ex Quadrini e Troise ed è reduce da un’estate travagliata per l’iscrizione al campionato. Partita dunque di cartello per cominciare degnamente una stagione che si preannuncia a dir poco interessante per i colori rossoneri. Sono ancora vividi negli occhi dei tifosi rossoneri (1942 paganti mercoledì allo stadio Aragona di Vasto) i gol di Sau e Insigne, ma anche le tante triangolazioni proposte tra i due e da una formazione che sembra già ritrovarsi nell’elastico 4-3-3 di stampo zemaniano. E’ nata la nuova coppia dei gemelli del gol come Baiano-Signori di quasi vent’anni fa? Per il momento limitiamoci a contare due reti per parte sulle quattro marcature complessivamente centrate dai rossoneri in gare ufficiali, a conferma della buona reattività dimostrata dai due in zona-gol. Il campionato però è tutta u n’altra cosa per cui si fa presto a scomodare Zemanlandia (quella vera) se prima non possiamo iscrivere di diritto questa alla galleria dei trionfi zemaniani. 

Il Foggia visto all’opera in queste due partite è piaciuto molto di più dei precedenti negli omologhi periodi forse per un semplice motivo: a differenza di quanto accaduto nel passato, questa volta il boemo ha dovuto (per sua ammissione) alleggerire i carichi di lavoro e questo elemento potrebbe aver certamente favorito la partenza spinta del nuovo Foggia di Sau, Insigne e Burrai. Ma la preparazione atletica nelle formazioni di Zeman è tutto, per cui niente di più facile che il tecnico alla prima sosta ne approfitterà per fare un richiamo e riprendere le fila del discorso che ha dovuto in questa fase un po’ fretto - losamente impostare. Di rilievo anche il contributo dei singoli alla nuova causa zemaniana. Contro il Giulianova ha potuto esprimersi per 90’ il mediano di origine polacca Salamon, che non ha fatto per nulla rimpiangere il collega di reparto Burrai che aveva brillato con i suoi lanci nel precedente match contro L’Aquila. Zeman se la ride: magari avesse sempre questo tipo di concorrenza in ogni reparto. 

Ma già domenica per Cava avrà l’imbarazzo della scelta tra chi far debuttare in campionato. Stesso discorso, a quanto si dice, per il portiere: parte titolare Santarelli (o almeno così pare), ma il bulgaro Ivanov non sembra destinato a scaldare la panchina per cui il boemo alla prima occasione (forse in coppa mercoledì contro il Fano) dovrebbe provarlo. Altro dualismo: Laribi-Regini. Mercoledì scorso il boemo ha dato spazio al tunisino, che se l’è giocata alla grande la chance offerta. Ma anche Regini (subentrato nel finale) ha dimostrato di avere i numeri per meritare la maglia da titolare. Come si vede tanti temi sulla plancia di comando del boemo: buon segno in vista di una stagione che a detta di tutti i diretti interessi doveva essere una «scommessa». [m.lev.]

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