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Lecce, Semeraro coccola i giovani terribili

Il presidente del Lecce orgoglioso: «Da tanti anni la nostra politica è sempre la stessa, puntiamo sui giovani e sul gioco». Nelle prime due giornate, i giallorossi hanno raccolto 4 punti e segnato 6 reti. La punta di diamante del tecnico Zeman è il bulgaro Bojinov, vice capocannoniere della serie A
LECCE - «Da tanti anni la nostra politica è sempre la stessa, puntiamo sui giovani e sul gioco», così il presidente del Lecce, Rico Semeraro, spiega ai microfoni di Radio Anch'io Sport il momento del club talentino, che nelle prime due giornate ha raccolto 4 punti e segnato 6 reti. Il Lecce è la squadra con il migliore attacco del campionato, ma la vera forza dei giallorossi è da sempre nel settore giovanile. «E in questo campo siamo una grande - continua orgoglioso Semeraro -, abbiamo vinto due scudetti, una Supercoppa una Coppa Italia. Per ottenere risultati sportivi ed economici. l'unica strada percorribile è quella dei giovani e noi, nel nostro vivaio, abbiamo certamente del valore umano di grande qualità e avevamo bisogno di un tecnico che sfruttasse queste potenzialità. Zeman era il migliore sulla piazza per il nostro progetto, lo ha accettato con grande entusiasmo così come il nostro pubblico».
Un Lecce che diverte e che fa risultato. «La nostra è una squadra votata all'attacco, lo è sempre stata, dopo due giornate siamo la squadra più prolifica e abbiamo il vice-capocannoniere del torneo (Bojinov con 3 reti, ndr). Per adesso è tutto troppo bello, ma bisogna aspettare. Certo il segnale è positivo, la squadra fisicamente e tatticamente sta bene e segue le indicazioni di Zeman». Semeraro sembra entusiasta di Zeman, assicura che l'ambiente lo ha già eletto a proprio beniamino, ma qualche problema con il boemo c'è già stato per le forti dichiarazioni rilasciate da Zeman la scorsa settimana su doping, Juve, Lippi e Federcalcio.
Zeman è un allenatore che per una società può diventare scomodo, il suo modo di essere può avere ripercussioni sul club. «Una ripercussione l'abbiamo già avuta - riconosce Semeraro -, Zeman è stato deferito per le sue dichiarazioni, nelle sue frasi venivano tirate in ballo Figc e Lega, siamo stati deferiti anche noi per responsabilità oggettiva. Zeman ha il diritto di parlare di tutti gli argomenti del calcio, uno sport che non è solo fatto di partite, gol e cose tecniche, ma deve farlo però nel rispetto degli altri e della sua società».
Prima senza squadra, poi in B alla guida dell'Avellino, Zeman era rimasto ai margini del grande calcio, aveva probabilmente pagato il suo atteggiamento mai conciliante e sempre coerente con il suo personaggio. «Non credo che subiremo torti a causa del nostro allenatore e non credo che sia stato allontanato dal calcio, ha fatto delle scelte particolari, sentimentali. Oggi ha scelto una società che lo ha accolto a braccia aperte e nessuno ci ha detto di non prenderlo. I nostri tifosi lo apprezzano per quello che produce in campo, ovvero un calcio di grande livello».
Il nome nuovo del Lecce e, perché no, del calcio italiano è il bulgaro Bojinov. «Ormai è un giocatore leccese, lo abbiamo preso a 12 anni e lo abbiamo adottato a tutti gli effetti, ha imparato a giocare a calcio in Italia, è cresciuto a Lecce. Noi cerchiamo la qualità, non ci interessa da dove viene il giocatore. Zeman ha portato avanti tante battaglie, ma quella che gli sta più a cuore è contro il doping. «Ormai credo che il calcio abbia preso una direzione particolare, quella giusta - spiega Semeraro -. Bisogna sempre condannare il doping ed è importante farlo anche tra i ragazzi, bisogna instaurare in loro la consapevolezza che l'uso di sostanze dopanti è pericolosissimo per la salute. Detto questo, però, vorrei sottolineare che ci sono alcune sostanze che vengono considerate dopanti, ma non lo sono. Anni fa un mio giocatore, Pavone, era caduto dal motore e per non dire nulla visto che il regolamento lo vietava, decise di curarsi le ferite con una pomata per escoriazioni e risultò positivo al doping».
Ma questo Lecce che in due partite ha fatto 4 punti e sei gol, dove vuole arrivare? «Nel mio cuore l'obiettivo rimane la salvezza, il sogno è un piazzamento magari come quello dell'anno scorso chiuso con uno splendido decimo posto, il vero traguardo però è il quart'ultimo posto che significa salvezza. Corriamo per rimanere in A, un lusso per questa città». Il format a 20 squadre piace a Semeraro. «Secondo me è più facile per noi piccole, ma più difficile per le grandi che hanno sì rose più lunghe, ma anche tanti impegni internazionali». Si chiude con la cessione di Chevanton al Monaco. «La sua partenza era già nell'aria da tempo, anche perchè dietro di lui stavano nascendo giocatori importanti come Konan, Bojinov, o come Vucinic che fra poco vedrete in campo e che vi lascerà a bocca aperta».

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