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Martedì 17 Ottobre 2017 | 01:56

Motomondiale - La Honda gode, Rossi anche

I giapponesi piazzano tre piloti nei primi posti delle tre classi del GP del Pacifico. Tamada vince nella MotoGP, gara caratterizzata da una caduta che ha messo fuori causa, tra gli altri, Biaggi. Rossi, secondo, incrementa il vantaggio in classifica generale. Nella 250, s'impone Pedrosa, vicino al titolo, così come Dovizioso nella 125
Valentino Rossi in SpagnaMOTEGI (GIAPPONE) - L'inchino di sberleffo è rimasto nelle intenzioni, come la vittoria mancata nella tana del lupo. Perché la Honda è riuscita a centrare un insperato terno secco sulla ruota di Motegi, tempio sacro del colosso di Tokio, e a pescare anche il jolly nella MotoGP col samurai Makoto Tamada. Così si è aggiudicata la sfida che più pungeva l'orgoglio: quella di battere Valentino Rossi perlomeno in casa. Complice il fattore campo e soprattutto quello delle gomme, con la Bridgestone che ha battuto la Michelin in quanto a prestazioni, il re folletto s'è accontentato di mettere in valigia un secondo posto prezioso. Il pesarese e la sua Yamaha blu hanno perso l'occasione di sbeffeggiare la Honda e i suoi sette samurai, ma hanno accumulato altri punti pesanti.
Con un Gibernau in evidente stato di crisi, non solo tecnica, è stato sin troppo facile per Rossi far lievitare di altre dieci lunghezze il divario in classifica dallo spagnolo della Honda, ormai salito a quota 39 punti a quattro gare dal termine. Sarebbero stati molti di più se un incidente al via della corsa non avesse subito tolto di scena ben sei piloti.
John Hopkins è scattato velocissimo dalla prima fila della griglia di partenza e ha chiuso un po' troppo presto la linea alla prima curva, Loris Capirossi ci si è infilato un po' troppo a palla. Lo statunitense e l'imolese, pur a pastiglie piantate nei dischi della sua Ducati, si sono sportellati innescando un botto stellare. Oltre ai due, ne hanno fatto le spese gli incolpevoli Max Biaggi, Nicky Hayden e Colin Edwards sul fronte Honda, Kenny Roberts su quello della Suzuki. Tra cocci di carenature e polvere sono così svanite le possibilità di Biaggi, il pilota che, con Valentino, aveva dimostrato di avere il miglior passo in assetto da gara, addirittura il migliore di tutti nel warm-up del mattino. Per il romano un altro zero, dopo quello amaro dell'Estoril, e la conferma che le ultime speranze iridate sono definitivamente sfumate.
Nella carambola Capirossi ha riportato un lieve trauma cranico e una frattura parcellare al quarto metatarso e cuboide del piede destro. Roberts s'è invece rialzato con la spalla sinistra lussata mentre Hopkins s'è fratturato due costole.
La decimazione ha comportato una gara senza mordente. Di grip, invece, ne ha palesato di più la giapponese Bridgestone che ha messo le ali al suo kamikaze Tamada. Il pokemon e la sua Honda color canarino hanno speso solo cinque tornate alle spalle di Valentino e della sua Yamaha blu per poi prendere il volo scaricando grinta sulla mescola più tenace di quella di cui disponevano le Michelin di Rossi.
Il pesarese ha tentato di non far fuggire Makoto per poi preferire i punti del secondo posto al rischio da affrontare per sbeffeggiare la Honda. Voleva alzarsi in piedi sulle pedane e inchinarsi platealmente davanti alle tribune del management capitanato da Fukui e Kanazawa: ha spento il pizzicorino pensando al titolo. Valentino ha perso una battaglia ma presto vincerà la guerra. Anche perché sul fronte Honda continua lo sbando e la dispersione di punti. Vuoi per la fortuna del folletto, vuoi per le troppe moto e le ben poche idee della concorrenza. Se non in Malesia, tra due gare esatte, salterà in Australia il tappo dello champagne del sesto titolo iridato della carriera.
Che le gomme giapponesi abbiano giocato un ruolo determinante a Motegi lo testimonia anche il terzo posto ottenuto dalla Kawasaki di Shinya Nakano. La moto verde, al suo primo podio dopo un ventennio, e il pilota di Chiba difficilmente avrebbero avuto tanta gloria in condizioni normali. Quarto s'è piazzato il brasiliano Alexandre Barros, quinto un Marco Melandri in vena di scintille ma arrivato quasi sulle tele. Solo sesto, Gibernau dovrebbe fare un salto al vicino tempio di Kamakura per ringraziare gli dei in kimono che non gli hanno ancora spento le candeline della speranza di poter riagguantare, se non proprio battere, Rossi nel mondiale. Lumini ormai davvero fiochi.
Sempre più vicino al titolo iridato della minima cilindrata, Andrea Dovizioso è tornato a vincere in Giappone dopo che una vite gli aveva negato quello che stava costruendo in Portogallo. Un successo, il quarto dell'annata per il forlivese del Team Kopron-Scot, coronato da uno storico podio tutto tricolore. Alle spalle del forlivese si sono infatti piazzati il lombardo Fabrizio Lai (Gilera) e il romano Simone Corsi (Honda). Quarto il ternano Mirko Giansanti (Aprilia).
Erano 22 anni, dal GP d'Olanda disputato ad Assen il 27 giugno 1992, che latitava un podio tutto azzurro e dalla stessa data quattro piloti italiani non occupavano le prime quattro posizioni all'arrivo.
La corsa della 125 è stata spezzata in due tronconi dallo stop imposto per prestare soccorso ad Andrea Ballerini, caduto a inizio rettifilo principale, e a Imre Toth che ha tamponato a palla la moto del fiorentino. Entrambi i piloti se la sono cavata con danni modesti. Nel mondiale Dovizioso è ormai a un passo dal titolo: Andrea ha infatti incrementato il suo vantaggio in classifica, 208 punti contro i 163 del bergamasco Roberto Locatelli, scivolato nel finale mentre era secondo e poi solamente quattordicesimo al traguardo. Sesto s'è piazzato il romagnolo Marco Simoncelli.
Nella 250 è sempre più vicino all'iride anche lo spagnolo della Honda Daniel Pedrosa che ha conquistato a Motegi la sua quinta vittoria stagionale precedendo il connazionale dell'Aprilia Toni Elias e il giapponese Hiroshi Aoyama. Pedrosa è salito a quota 234 punti mentre il francese Randy De Puniet, finito nella sabbia e poi solamente undicesimo sotto la bandiera a scacchi ne ha ora 187. Sesto s'è classificato il sammarinese Alex De Angelis, davanti al torinese Roberto Rolfo, nono il bresciano Franco Battaini.

Ordine d'arrivo del gp del Giappone di classe Motogp, 12ª prova del mondiale (24 giri, km. 115,224)

1) Makoto Tamada (Gia/Honda) in 43'43"220 alla media oraria di km. 158,128
2) Valentino Rossi (Ita/Yamaha) a 6"168
3) Shinya Nakano (Gia/Kawasaki) a 13"396
4) Alex Barros (Bra/Honda) a 15"435
5) Marco Melandri (Ita/Yamaha) a 23"577
6) Sete Gibernau (Spa/Honda) a 27"378
7) Carlos Checa (Spa/Yamaha) a 35"834
8) Neil Hodgson (Gbr/Ducati) a 47"976
9) Ruben Xaus (Spa/Ducati) a 49"881
10) Alex Hoffmann (Ger/Kawasaki) a 56"107
11) Olivier Jacque (Fra/Moriwaki) a 1'21"237
12) Jeremy McWilliams (Gbr/Aprilia) a 1'27"683
13) Shane Byrne (Gbr/Aprilia) a un giro
14) Nobuatsu Aoki (Gia/Proton) a un giro
15) Youichi Ui (Gia/Harris WCM) a un giro

Classifica mondiale:

1) Valentino Rossi (Ita) 229 punti
2) Sete Gibernau (Spa) 190
3) Max Biaggi (Ita) 158
4) Alex Barros (Bra) 115
5) Makoto Tamada (Gia) 114
6) Colin Edwards (Usa) 111
7) Carlos Checa (Spa) 102
8) Loris Capirossi (Ita) 84
9) Nicky Hayden (Usa) 83
10) Marco Melandri (Ita) 75

Ordine d'arrivo del gp del Giappone cklasse 250, 12ª prova del mondiale (23 giri, km. 110,423)

1) Daniel Pedrosa (Spa/Honda) in 43'36"798 alla media oraria di km. 151,911
2) Toni Elias (Spa/Honda) a 3"174
3) Hiroshi Aoyama (Gia/Honda) a 15"991
4) Sebastian Porto (Arg/Aprilia) a 20"075
5) Yuki Takahashi (Gia/Honda) a 25"450
6) Alex De Angelis (Rsm/Aprilia) a 33"451
7) Roberto Rolfo (Ita/Honda) a 43"084
8) Shuhei Aoyama (Gia/Honda) a 43"270
9) Franco Battaini (Ita/Aprilia) a 48"773
10) Alex Debon (Spa/Honda) a 52"000
11) Randy De Puniet (Fra/Aprilia) a 1'00"707

Classifica mondiale

1) Daniel Pedrosa (Spa) 234 punti
2) Randy De Puniet (Fra) 187
3) Sebastian Porto (Arg) 186
4) Toni Elias (Spa) 142
5) Alex De Angelis (Rsm) 114
6) Hiroshi Aoyama (Gia) 103
7) Fonsi Nieto (Spa) 94
8) Roberto Rolfo (Ita) 92
9) Anthony West (Aus) 88
10) Manuel Poggiali (Rsm) 79
18) Alex Baldolini (Ita) 19

Ordine d'arrivo del gp del Giappone classe 125, 12ª prova del mondiale (gara divisa in due parti per incidente, decisiva la seconda di 13 giri pari a km. 62,413)

1) Andrea Dovizioso (Ita/Honda) in 25'52"175 alla media oraria di km. 144,756
2) Frabrizio Lai (Ita/Gilera) a 11"082
3) Simone Corsi (Ita/Honda) a 11"101
4) Mirko Giansanti (Ita/Aprilia) a 11"341
5) Steve Jenkner (Ger/Aprilia) a 11"519
6) Marco Simoncelli (Ita/Aprilia) a 14"491
7) Jorge Lorenzo (Spa/Derbi) a 25"279
8) Gabor Talmacsi (Ung/Malaguti) a 25"320
9) Tomoyoshi Koyama (Gia/Yamaha) a 25"863
10) Toshihisa Kuzuhara (Gia/Honda) a 30"172
11) Gino Borsoi (Ita/Aprilia) a 30"432
14) Roberto Locatelli (Ita/Aprilia) a 32"971
16) Gioele Pellino (Ita/Aprilia) a 42"058
21) Lorenzo Zanetti (Ita/Aprilia) a 1'11"829
22) Manuel Manna (Ita/Malaguti) a 1'13"894

Classifica mondiale

1) Andrea Dovizioso (Ita) 208 punti
2) Hector Barbera (Spa) 163
3) Roberto Locatelli (Ita) 156
4) Jorge Lorenzo (Spa) 134
5) Pablo Nieto (Spa) 114
6) Casey Stoner (Aus) 104
7) Steve Jenkner (Ger) 94
8) Mirko Giansanti (Ita) 92
9) Marco Simoncelli (Ita) 79
10) Alvaro Bautista (Spa) 74

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