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Sabato 21 Ottobre 2017 | 10:44

Fantantonio è in Nazionale

ROMA – Dopo aver vanamente sperato di poter dare il suo contributo al (tragicomico) mondiale giocato dalla Nazionale in Africa, finalmente il fantasista barese Antonio Cassano è stato convocato. Il nuovo allenatore degli azzurri, Cesare Prandelli, ha chiamato sia lui, sia Mario Balotelli. Giocheranno l'amichevole dell'Italia con la Costa d'Avorio, il prossimo 10 agosto, a Londra
Fantantonio è in Nazionale
ROMA - Rivoluzione azzurra. Un fatto di età, l'esigenza di aprire un nuovo ciclo, ma anche convinzioni tecnico-tattiche e un modo diverso di intendere il calcio. Il passaggio del testimone tra Marcello Lippi e Cesare Prandelli si completa oggi. Il neo ct, un mese e mezzo dopo la presentazione alla stampa, ha diramato le prime convocazioni e costruito la sua prima Italia pescando tra i grandi esclusi di Lippi (da Cassano al debuttante Balotelli), aprendo le porte ad un solo oriundo (Amauri), chiamando 8 giocatori che la maglia azzurra non l’hanno mai vestita (oltre a Balotelli e Amauri, Viviano, Antonini, Astori, Lucchini, Molinaro e Lazzari) e confermando 9 reduci dal fallimentare Mondiale sudafricano. 

Un solo eroe di Berlino tra i 23 di Prandelli: Daniele De Rossi. Indosserà lui la fascia da capitano della prima Nazionale del tecnico di Orzinuovi. Non ci sono Buffon (infortunato) e Pirlo (da poco aggregato al gruppo rossonero), altri due campioni del mondo che faranno sicuramente parte della nuova Italia. 

Sorprende, ma neanche tanto, l'esclusione di Alberto Gilardino. Prandelli lo ha allenato al Parma, lo ha fortemente voluto alla Fiorentina costruendogli la squadra intorno, ma per l’amichevole di martedì 10 contro la Costa D’Avorio lo ha lasciato a casa. Del resto il «Gila» lo conosce come le sue tasche, meglio vedere da vicino altra gente che ha visto all’opera solo da avversari. Tra questi Borriello, attaccante del Milan che Lippi portò al Sestriere, ma non in Sudafrica. 

Torna in azzurro anche Giuseppe Rossi che ha vissuto lo stesso destino del rossonero ed è tra i 23 anche Fabio Quagliarella, la punta del Napoli che l’ex ct mandò in campo soltanto nella ripresa dell’ultima sfida contro la Slovacchia, quando ormai non c'era più niente da fare, ma in tempo per capire che lo scugnizzo di Castellammare di Stabia meritava molto più spazio. Proprio in attacco c'è il senso della rivoluzione prandelliana. 

Il «mago di Orz» non teme che il gruppo non «digerisca» il genio di due ribelli come Antonio Cassano e Mario Balotelli. Il primo torna in Nazionale due anni e due mesi dopo l’ultima volta. Non veste l'azzurro dal 22 giugno del 2008, data del quarto di finale perso ai rigori contro la Spagna che poi vinse quegli Europei. È un ritorno previsto, ma anche atteso e lo sa bene Lippi che il fantasma del barese lo ha sofferto. Non c'era partita in cui i tifosi non rinfacciavano al ct l’esclusione dell’attaccante che alla Sampdoria si è ritrovato, mettendo anche a posto il carattere, l’unico vero limite di un campione che sul campo ha pochi rivali. Merito di Carolina, la moglie. Ne è convinto Prandelli che non ha esitato ad inserire il genio blucerchiato nella sua prima lista. 

Nessun dubbio neanche su Mario Balotelli, altro grande escluso ai Mondiali sudafricani. Un altro genio ribelle, un altro potenziale campione, ma che a differenza di Cassano, finalmente maturo, ha tutto il diritto di crescere visto che non ha ancora 20 anni. Sospeso tra Inter e Manchester City, Balotelli non perda ancora tempo, ha una grande occasione per conquistare un posto da titolare in questa Italia e un posto anche nel cuore dei tifosi italiani. 

Non ha nulla di ribelle Carvalho De Oliveira Amauri. Impeccabile nei comportamenti, ma come i due colleghi escluso da Lippi per l'ultimo Mondiale. Nessuno scandalo in questo caso. Il campionato dello juventino era stato disastroso e la convocazione non la meritava. Se ne era parlato tantissimo però. Mesi e mesi di chiacchiere, di domande: «preferisci il Brasile o l’Italia?», di risposte diplomatiche, di interrogativi sulle pratiche per ottenere il passaporto. Tutto inutile, Lippi lo ignorò, Prandelli, invece, punta su di lui. 

Gli piace la sua forza atletica abbinata ad una buona tecnica, lui ha finalmente realizzato il suo sogno, anche se quello da bambino era di colore verde-oro e non azzurro. «Da 10 anni che vivo qui, da 10 anni pago le tasse qui, ho pagato più tasse qua che dove sono nato, io mi sento un cittadino italiano e se ci sarà la convocazione io risponderò da cittadino italiano». Ed eccola, accontentato. 

Contenti lo sono anche Viviano (Bologna), Antonini (Milan), Astori (Cagliari), Lucchini (Sampdoria), Molinaro (Stoccarda) e Lazzari (Cagliari), tutti alla prima convocazione. Nove i reduci dai Mondiali: Marchetti, Bonucci, Chiellini, De Rossi, Marchisio, Montolivo, Palombo, Pepe e Quagliarella. Poi ci sono Sirigu, Cassani, Rossi e Borriello, convocati per il ritiro pre-Sudafrica del Sestriere, ma poi tagliati così come Cossu che, invece, Prandelli ha lasciato a casa. La Juventus la squadra più rappresentata con 6 giocatori, poi Samp e Cagliari con 3, Palermo e Milan con 2, presenti con un tesserato Bologna, Roma, Fiorentina, Inter e Napoli oltre a Villarreal (Rossi) e Stoccarda (Molinaro). 

Oggi le prime convocazioni, martedì il debutto a Londra contro la Costa D’Avorio per la nuova Italia di Prandelli.

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