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Doppietta Ferrari, ma finalmente Barrichello

Nonostante la scelta sbagliata per le gomme di Rubens, poi vincitore, ed il testacoda di Schumacher che alla Lesmo dopo lo start si è ritrovato nelle retrovie. Ottava doppietta stagionale, prima vittoria dell'anno per Rubinho, 13/a vittoria su 15 corse di un mondiale dominato
MONZA - Una prova di forza, contro tutti, contro se stessi. Perchè la Ferrari che ha trionfato nel Gp di Italia ha dovuto battersi anche contro i propri errori, la scelta sbagliata di Rubens Barrichello, poi vincitore, al via con le gomme intermedie che gli hanno complicato la vita, il testacoda di Michael Schumacher che alla Lesmo dopo lo start si è girato, ritrovandosi nelle retrovie. Alla fine è stata umiliazione per la concorrenza, con l'ottava doppietta stagionale, la prima vittoria dell'anno per Rubinho, la 13/a vittoria su 15 corse di un mondiale dominato.
E' il 180/o successo rosso in 701 Gp di Maranello, nel giorno più difficile, condizionato dalle piogge della mattinata, che hanno messo a repentaglio il patrimonio di superiorità tecnica e strategica della scuderia. Dietro, le Bar di Jenson Button e Takuma Sato, poi la Bmw di Juan Pablo Montoya, la McLaren-Mercedes di David Coulthard, la Williams di Antonio Pizzonia, la Sauber di Giancarlo Fisichella, a punti e primo degli italiani, mentre Jarno Trulli con la Renault si è dovuto accontentare di tagliare decimo il traguardo. Al via Barrichello è stato l'unico ad adottare le gomme intermedie, a differenza degli altri top driver che hanno puntato sull'asciutto, secondo le previsioni meteo di una gara senza pioggia dopo i rovesci della mattinata. Probabilmente la scelta è stata dettata dal minor carico di benzina rispetto agli avversari. Una scelta giusta solo nei primi istanti della corsa, perchè Rubinho è volato via, mantenendo senza problemi la prima posizione e guadagnando in un giro otto secondi su Fernando Alonso, capace di avanzare di due posizioni allo start mettendosi in coda Montoya, Button, Raikkonen, mentre Schumacher - che a fatica aveva mantenuto la terza piazza per tre curve - alla Lesmo si è girato, forse toccandosi con la Toyota di Panis, che si è dovuto ritirare, e si è trovato 15/o.
Però già dal quarto giro la situazione è mutata, rallentando Barrichello che si è ritrovato in coda lo spagnolo e il giro successivo ha subito il sorpasso della Renault. Il brasiliano è andato subito al pit, in 6"9, in cui ha messo anche lui le gomme 'dry', ripartendo dalla nona piazza, davanti a Fisichella e allo stesso Schumi.
Alonso è andato al cambio gomme all'11/o giro in 9"1, al giro successivo Schumacher ha scavalcato il compagno di squadra, facendo il parziale miglior tempo di 1'22"783, per poi abbassarsi a 1'21"973. Intanto si era ritirata la McLaren di Kimi Raikkonen. L'attacco di Schumi alla cima, prima ancora della sosta, è riuscito al 15/o giro, quando ha superato Alonso, metttendosi al secondo posto dietro a Button, ma subito dopo è andato ai box in 9"3, rientrando decimo. In testa si è piazzato Button, che si è fermato alla fine della 14/a tornata, evidentemente più pieno degli altri. Il più carico in assoluto è peraltro risultato David Coulthard, partito dai box e dunque con una tattica del tutto per tutto, una sola sosta.
Barrichello è rientrato nella pit lane al 30/o, in appena 6"3, puntando su una strategia di tre soste che poi si è rivelata straordinaria, e riuscendo subito a fare il giro veloce in 1'21"825, per poi migliorarsi più volte. Poco dopo lo spavento ai box Minardi, dove è andata a fuoco la vettura di Gianmaria Bruni, immpediatamente spenta dagli estintori dei meccanici, col conseguente ritiro.
Con la serie di seconde soste, Schumacher si è trovato provvisoriamente in testa, girando su tempi velocissimi, prima della fermata al 36/o giro in 7"7. A quel punto il primo è diventato Barrichello, davanti a Button, Alonso e lo stesso Schumi, staccato di 20 secondi, ma bravo a superare Sato, così come era stato avvincente il duello di sorpassi e controsorpassi tra Alonso e Montoya, poi ritrovatosi sesto per un fuoripista.
Intanto Rubinho ha legittimato la sua scelta azzardata, spingendo come un matto con giri veloci in serie, arrivando a prendersi un vantaggio di oltre 20 secondi su Button, mentre Alonso, terzo, si è eliminato da solo con un testacoda che lo ha piantato sulla ghiaia. La terza sosta del brasiliano, 5"5, è stata straordinaria e il rientro in pista è avvenuto in prima posizione, con un trionfo Ferrari perchè in quello stesso istante Schumacher ha scavalcato Button, con un bel sorpasso, mettendosi in scia del brasiliano. Un trionfo.
La gara ha assunto aspetti eroici, viste le circostanze negative alla partenza, un atto di imperio della squadra di casa nei confronti di una concorrenza mai così agguerrita, tra Bar, Williams, McLaren, la stessa Renault, eppure mai veramente in grado di resistere a una macchina, la F2004, che con le gomme Bridgestone su un asfalto umido davvero non ha rivali. Dietro si è visto il contatto tra Pizzonia e Coulthard. Si è visto anche Schumacher mettersi nella scia di Barrichello, un po' per proteggerlo, evidentemente, un po' per mostrare che chissà, se avesse voluto, anche oggi avrebbe potuto imporre la legge del più forte. Ma non ce n'era bisogno: che sia lui il più forte non serve una gara per dimostrarlo. Parla una carriera senza possibilità di imitazione. Ma Barrichello, con questo successo in cui ha fatto lo 'Hat Trick' (pole posittion, giro veloce e vittoria) legittima la più bella stagione di sempre cui mancava solo un primo posto in gara. E' arrivato, a Monza, nel modo più bello.

Giampiero Moscato

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