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Martedì 24 Ottobre 2017 | 00:42

Angela come il vento Da Barletta alla  conquista del mondo

È come un motore diesel. Quando parte, non si ferma più. Angela Gargano, barlettana, nasconde dietro il sorriso spontaneo e genuino, una ferrea forza di volontà. Che la spinge sempre più lontano. «Vado lì, dove mi portano le gambe e il cuore», dice. L'ultima volta, ad Antibes, in Francia, è andata avanti per sei giorni su un anello di 1200 metri. Giorno e notte, notte e giorno con le scarpette ai piedi. Ha corso per 144 ore. «Mi aiuta la dieta mediterranea, il mare della mia città. Quando ho più tempo vado nei dintorni di Canne della Battaglia, perché amo immergermi nella grande storia»
Angela come il vento Da Barletta alla  conquista del mondo
di GAETANO CAMPIONE 

È come un motore diesel. Quando parte, non si ferma più. Angela Gargano, barlettana, nasconde dietro il sorriso spontaneo e genuino, una ferrea forza di volontà. Che la spinge sempre più lontano. «Vado lì, dove mi portano le gambe e il cuore», dice. L'ultima volta, ad Antibes, in Francia, è andata avanti per sei giorni su un anello di 1200 metri. Giorno e notte, notte e giorno con le scarpette ai piedi. Ha corso per 144 ore. Non si è arresa al sole cocente, non ha rallentato davanti alle raffiche implacabili del vento, non si è fermata quando sono arrivate le inevitabili crisi. Alla fine è stato record italiano: Angela Gargano ha frantumato i 522,835 km del primato precedente, che apparteneva ad un'altra pugliese, fermandosi a 562,330 km. 

«Non lo rifarò», ha giurato a se stessa la barlettana dopo aver tagliato il traguardo. Sapendo che le promesse del popolo della corsa sono come quelle dei marinai. Non si mantengono mai. Così, la domenica successiva si è presentata alla maratona del Gargano, poi alla 50 km Pistoia- Abetone. È appena tornata da una vacanza di relax (incredibile, ma vero) sul Volga, da San Pietroburgo a Mosca. 

Angela non è nuova a queste imprese sportive. Nel 2002 inscrisse il suo nome nel Guinness dei record per aver corso 100 maratone. L'anno dopo il curriculum è cresciuto in quantità e qualità: 18 le maratone portate a termine, 23 le ultramaratone ( di cui 6 gare di 100 km e 4 gare 24 ore ) concluse. E siamo, in totale a quota 482 gare (altro record). In Italia, nessuna ha corso come lei. Nella classifica del club supermaratoneti tricolori, la lombarda Maria Rita Zanaboni, al secondo posto, è distanziata di 200 gare. Nella graduatoria combinata maschile e femminile, la Gargano è quarta assoluta. 

Una rivista tedesca specializzata nel settore la colloca al terzo posto femminile nel mondo. C'è chi è convinto che abbia rivoluzionata la fisiologia umana, visto il numero incredibile di chilometri percorsi. 
«Non seguo trattati - spiega -. E neppure diete. Noi pugliesi non ne abbiamo bisogno: non c'è niente di meglio della dieta mediterranea». 
Si allena a Barletta: «Di solito, lungo il mare della litoranea di Ponente. Quando ho più tempo corro nei dintorni di Canne della Battaglia, un po' per potenziare le gambe con le salite, un po' per la gradevolezza del luogo e perché amo immergermi nella grande storia». 

Angela Gargano, maratoneta barlettanaSempre in giro per il mondo. Meglio vincere o partecipare? «Partecipare è bello, vincere è bellissimo. Mi è molto piaciuta la Baltic Run, una corsa di 325 km in cinque tappe. Si dormiva nel sacco a pelo sul pavimento di palestre scolastiche. La partenza è avvenuta a Berlino dall' Alexanderplatz per concludersi sulle spiagge del Mare Baltico». 

A chi ti dice: chi te lo fare, cosa rispondi? «Li invito a correre. La corsa ti trasmette energia, ti consente di affrontare al meglio i problemi della vita, ti assicura serenità. E poi,costa poco, non hai bisogno di un compagno come nel tennis. Basta un paio di scarpette e via». 

A proposito di scarpe, quante ne consumi in un anno? «Tre, quattro al massimo. Alle scarpe ti affezioni, non vorresti buttarle mai. Sono la tua seconda pelle». Insomma, tutti possono cor rere? «La mia esperienza è l'esempio lampante. Prima di sposarmi, camminavo. Vedevo la gente che correva e mi chiedevo: Cosa ci troveranno? Adesso la corsa è diventata una specie di droga. Non posso più farne a meno». 

Un cruccio? «La Spartathlon, la mitica ultramaratona di 247 km che da Atene conduce a Sparta. L'anno scorso mi sono ritirata al km 112 km. Ci riprovo l'anno prossimo».

Michele Rizzitelli è tuo marito, ma anche il tuo inseparabile compagno di avventura. Quanto è importante il suo contributo? «Dietro una grande donna c'è sempre un grandissimo uomo». 

La gara che tutti dovrebbero disputare? «A seconda delle distanze, la maratona di Roma, la 24 ore di Bergamo, la 100 km Trapani-Palermo. Sono imperdibili. Ho corso la marathon des Sabbles nel deserto, la 1000 miglia sull'Himalaya. Ma il Belpaese è sempre il più affascinante». 

L'impresa più incredibile? «Due maratone in un giorno, la mattina a Pisa, il pomeriggio a Rimini, spostandoci in treno, arrivando 15 minuti prima della partenza». 

Adesso? «Voglio tutti i record italiani sulle lunghissime distanze: 6 ore, 24 ore, 48 ore. Più corro, più ottengo».

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