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Potenza calcio La favola è finita Rossoblù all'inferno

di SANDRO MAIORELLA
POTENZA - È finita. Il Potenza Sport Club lascia il calcio professionistico. La nota del Consigli Federale parla chiaro. La società rossoblù è stata esclusa perchè «non ha allegato al ricorso presentato alcuna documentazione idonea a sanare le carenze contestate in prima istanza dalla Co.Vi.Soc». Insomma è l’addio del Potenza al calcio che conta
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Potenza calcio La favola è finita Rossoblù all'inferno
di SANDRO MAIORELLA

È finita. Il Potenza Sport Club lascia il calcio professionistico. La nota del Consigli Federale parla chiaro. La società rossoblù è stata esclusa perchè «non ha allegato al ricorso presentato alcuna documentazione idonea a sanare le carenze contestate in prima istanza dalla Co.Vi.Soc». Insomma è l’addio del Potenza al calcio che conta. È lo fa in «buona» compagnia considerato che tra formazioni che non si sono iscritte ai campionati di competenza, quelle che non hanno presentato ricorso alla prima esclusione e quelle successivamente escluse dal Consiglio federale sono ben venti le società che hanno lasciato il calcio che conta e dovranno ripartire, nella migliore delle ipotesi dalla serie D. 

Venti società dunque (ventuno se si conta l’Ancona in serie B) segno tangibile della crisi che attanaglia il calcio italiani a questi livelli. Per Gallipoli, Mantova, Perugia, Rimini, Arezzo, Marcianise, Figline in Prima divisione, Itala San Marco, Monopoli, Pescina VdG, Scafatese, Alghero, Cassino, Legnano, Manfredonia, Olbia, Potenza e Pro Vasto, Pro Vercelli e Sangiustese in seconda dunque, non c’è stata alcuna salvezza. 

«E' stato un tributo di sangue - ha detto il presidente della Lega Pro, Mario Macalli, al termine del Consiglio Federale della Figc - La nostra è una situazione che denunciamo da due-tre anni e che non ha avuto ascolto. Il nostro è un mondo debole, che non ha ricavi e con poche risorse. La previsione è che l’anno prossimo sarà peggiore di quest’anno». 

Macalli oggi ha ricevuto una delega per la riforma dei campionati e «farò immediatamente delle proposte per far sì che gli imprenditori non perdano le loro imprese per investire nel nostro mondo». Una presa di posizione netta che in qualche modo porta a pensare ad una riforma secca con, addirittura, la soppressione di un girone in Seconda divisione. Ma questo importa poco. Ora c’è da capire da dove potrà riprendere il Potenza. È la cosa non è semplice. 

IL FUTURO - Le ipotesi sono due, la migliore (si perderebbe solo una categoria) riguarda la ripartenza dalla serie D. L’altra porta dritto dritto ai campionati regionali e non è detto che sia l’Eccellenza. Tra i dirigenti rossoblù c’è comunque ancora un briciolo di fiducia. «Siamo amareggiati per questo epilogo - ha affermato l’amministra - tore unico del club Rocco Galasso - ma la decisione era nell’aria. Va sottolineato comunque, che il nostro ricorso non è stato ritenuto inammissibile, ma solo incompleto perchè mancava la tassa di accompagnamento. Questo ci fa anche pensare di andare avanti su questa strada e magari, dopo un’attenta valutazione, valutare la possibilità rivolgerci al Coni e al Consiglio di Stato. In caso contrario siamo pronti per la serie D. 

A tal proposito, considerato che l’unica realtà che può accedere a questo torneo è quella del Potenza Sport Club sarebbe auspicabile fare quadrato per ottenere l’okay dalla lega Dilettanti». Sembra convinto Galasso ma la realtà del capoluogo non sembra dargli ragione. Proprio per questo diventa fondamentale l’azione delle istituzioni, sindaco in testa, che già da qualche tempo sono pronte ad entrare in azione. «È con dispiacere ed amarezza - ha commentato il primo cittadino Vito Santarsiero - che prendiamo atto della esclusione del Potenza Calcio dal campionato di Lega Pro Prima divisione. Ancora una volta chi di fatto resta penalizzata è la città di Potenza e la sua forte passione per il calcio. La storia calcistica, la competenza e la civile passione per il calcio della comunità potentina non meritano una tale situazione. A tal fine stiamo già lavorando per utilizzare ogni norma federale ed ogni opportunità per evitare che la città non sia più rappresentata da una squadra nel calcio professionistico e ottenere l’ammissione alla serie D». 

Santarsiero ha già inviato una nota al Presidente della FIGC Abete, al Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Tavecchio, al Commissario Straordinario del Comitato Interregionale Lega Nazionale Dilettanti, al Presidente del Comitato regionale Basilicata L.N.D per verificare tutte le possibilità esistenti e già in queste ore sentirà Rocco Galasso del Potenza Sport Club e successivamente i rappresentanti dell’associazione «Il Mio Potenza» per favorire un incontro tendente a dar vita un protagonismo attivo delle forze imprenditive e professionali della città. Il gruppo Donofrio è pronto ma a pèatto che l’azione coinvolga il maggior numero di persone per non veder vanificato il lavoro da porre in essere. 

LIBRO DOSSIER - Riciclaggio di soldi mediante sponsorizzazioni, partite truccate, scommesse clandestine, presidenti prestanome, il grande affare del mondo ultrà, le scuole calcio. Questi i temi di «Le mafie nel pallone – Storie di criminalità e corruzione nel gioco più truccato al mondo. Potenza Calcio: il caso limite», dossier presentato ieri a Roma, anticipazione del libro «Le mafie nel pallone» del giornalista Daniele Poto. Alla conferenza stampa erano presenti, oltre all’autore, Don Luigi Ciotti, Presidente nazionale di Libera, Don Marcello Cozzi, referente di Libera Basilicata, Valerio Piccioni, giornalista della Gazzetta dello Sport. «Il calcio non è un mondo isolato – ha dichiarato Don Marcello Cozzi – ma risente dei problemi del territorio». Nel dossier viene presentato il caso-limite del Potenza Calcio e del suo Presidente Giuseppe Postiglione, che in soli tre anni ha portato la squadra in serie B, salvo poi essere esclusa dal campionato professionistico. Come reagire? Con il coraggio della denuncia e la forza della proposta: queste le esortazioni di Don Ciotti.

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