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Lunedì 25 Settembre 2017 | 19:11

Partì dal Cnr di Bari  la «crociata»  contro i gol fantasma

BARI - Il sistema per «smascherare» il gol non-gol messo a punto a Udine nel 2005 dall’Istituto studi sistemi intelligenti per le automazioni (Issia) del Cnr «è infallibile». Lo ha detto il direttore dell’Istituto Cnr di Bari, Arcangelo Distante, che ha ripercorso le «tappe» della sperimentazione realizzata allo stadio «Friuli» e partita appunto dall'istituto barese e poi lasciata cadere dalla Fifa. Il prototipo è ancora funzionante allo stadio del capoluogo friulano
Partì dal Cnr di Bari  la «crociata»  contro i gol fantasma
Il sistema per «smascherare» il gol non-gol messo a punto a Udine nel 2005 dall’Istituto studi sistemi intelligenti per le automazioni (Issia) del Cnr «è infallibile». Lo ha detto il direttore dell’Istituto Cnr di Bari, Arcangelo Distante, che ha ripercorso le «tappe» della sperimentazione realizzata allo stadio «Friuli» e partita appunto dall'istituto barese e poi lasciata cadere dalla Fifa. Il prototipo, ancora funzionante allo stadio del capoluogo friulano, consta di quattro telecamere posizionate sulle rispettive linee di porta, in posizione esterna al campo di gioco. Queste registrano 200 immagini al secondo e, in tempo reale, le visionano e le sezionano inviando dopo due secondi un impulso all’arbitro e agli assistenti che così sono in grado - senza visionare alcunchè - di decidere. «Praticamente senza errore - ha spiegato Distante - perchè il sistema legge esattamente quello che accade quando il pallone entra nel campo visivo delle telecamere». 

Il prototipo venne commissionato dall’Udinese calcio e allora costò circa 60mila euro. «Con le tecnologie di oggi - ha però detto Distante - quei costi possono essere ancora abbattuti, mentre le performance dell’occhio tecnologico possono essere ancora più perfette». Il prototipo venne «accolto » favorevolmente dalla Federazione italiana che di fatto lo propose alla Fifa. L'organizzazione mondiale del calcio affrontò il problema in una riunione dell’Ifab (organo consultivo del quale fanno parte il presidente Blatter, quattro delegati della Federazione e il rappresentante mondiale della classe arbitrale) a Lucerna il 4 marzo del 2006. 

«Mi ricordo - ha detto Distante - che il nostro prototipo venne accostato ad un altro sistema che prevedeva il chip nel pallone. Quel sistema venne sperimentato in un torneo in Giappone ma fallì - ha spiegato Distante - mentre del nostro sistema non si seppe più nulla. Non so se per inerzia della Figc o per volontà della Fifa di favorire il sistema che fu presentato da un consorzio anglo- tedesco». 

Distante ha anche detto che la Fifa era propensa a sperimentare la nostra tecnologia anche per «il fuorigioco e per i falli al limite dell’area. Ma anche in questo caso non si fece nulla. Il sistema installato a Udine - ha poi aggiunto il professore dell’Issia - viene pienamente incontro alle esigenze della Federazione internazionale che non vuole moviole in campo. Infatti il nostro sistema, pur registrando tutte le fasi dell’azione incriminata, non prevede “immagini” a supporto delle decisioni dell’ar - bitro che viene “infor mato” direttamente se il pallone ha o non ha varcato la linea di porta. Insomma un sistema infallibile. Non so - ha concluso Distante - perchè non è stato attuato».

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