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Lecce, un calcio al razzismo

Quasi un vero campionato quello disputato per tre mesi nel campetto in terra dell’ex Opis a Lecce. Diciotto le squadre partecipanti, molte composte da comunità straniere che vivono a Lecce e nel Salento.“Calcio senza confini” è un piccolo progetto che, dal basso, tenta di mettere in relazione varie realtà presenti sul territorio salentino legate al rispetto delle diversità
Lecce, un calcio al razzismo
di DARIO QUARTA 

Chi è razzista non si diverte! Non poteva che essere annunciata con un assioma semplice e diretto la giornata delle finali del torneo di calcio senza confini. Quasi un vero campionato quello disputato per tre mesi nel campetto in terra dell’ex Opis a Lecce. Diciotto le squadre partecipanti, molte composte da comunità straniere che vivono a Lecce e nel Salento: dai senegalesi ai montenegrini, quindi brasiliani, una rappresentativa africana e un’altra di rifugiati politici; altre squadre “sponsorizzate” da associazioni culturali: Knos, Zei, Bfake o da locali pubblici e luoghi d’incontro, il pub Prophet, la lavanderia Jefferson, il Soul food; altre ancora nate così, per gioco: dagli studenti Erasmus agli amici della Dreher fino ai grichi Asteri Rodinò. 

Squadre nate nel segno dell’antirazzismo e scese in campo per dare un calcio ad ogni forma di discriminazione. Per questo “i tipi” dell’agenzia culturale Bfake hanno organizzato, per il secondo anno, il partecipatissimo torneo (così particolare che già fioccano le richieste per l’anno prossimo), occupandosi di tutto, dall’org anizzazione dei gironi alla cura del campo, dall’arbitraggio al rifocillamento di calciatori e pubblico, indossando all’occorrenza, ovviamente, anche calzoncini e scarpette. 
Opis calcio Lecce
«Un pallone, 18 squadre, 300 atleti con pubblico al seguito, corsa, sudore, gol e tante emozioni, possono veramente poco davanti alle scelte politiche e alle leggi che limitano l’inte g razione, l’accoglienza e il rispetto di ogni uomo - scrivono nel loro ringraziamento ai partecipanti i ragazzi di Bfake - ma poco è meglio di niente, in ogni caso, e “Calcio senza confini” è un piccolo progetto che, dal basso, tenta di mettere in relazione varie realtà presenti sul territorio salentino legate al rispetto delle diversità. È un progetto che non parla di integrazione quanto di relazione, che non parla di competizione ma di fair play, e che, mettendo un pallone a centrocampo, lancia la sfida sociale che ci vede impegnati tutti allo stesso modo: senza barriere, senza pregiudizi». 
Opis Lecce calcio
Un punto di vista racchiuso nella frase che annuncia la giornata delle finali in campo, e della festa finale sugli spalti. Una giornata all’insegna del pallone e di festosi e musicali saluti tra chi, per tre mesi, ha condiviso calcio e commenti, sorrisi ma anche incavolature e tensioni, panini con salsiccia e birra, momenti di convivialità e anche di goliardia, come quella racchiusa sulle prime pagine della “Gazzetta dell’Opis”, pubblicate periodicamente on line. 

Fischio di inizio, oggi, alle 17, con la finale per il «Cucchiaio di legno» tra United e Prophet, un trofeo un po’ anomalo, che si contendono le ultime classificate dei due gironi e che “si aggiudica” la perdente. A seguire le finali “canoniche”, e in controtendenza con il calcio che conta, tre squadre su quattro sono italiane: la finale per il terzo posto è tra F.C. KV e Jefferson, la finalissima tra Outsider e i campionissimi del Montenegro. Dopo il triplice fischio, le premiazioni e un arrivederci al prossimo anno, per altri calci al pallone e per un Calcio… senza più confini.

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