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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 12:53

Il tecnico Di Pinto e la Calabria amore a prima vista con Vibo

Un binomio tutto meridionale è quello che si è costituito ai vertici della Tonno Callipo Vibo Valentia, formazione che insieme al Castellana Grotte rappresenterà nella prossima stagione di serie A1 la pallavolo maschile del Sud d’Italia. Un vertice di meridionalisti convinti, poiché Pippo Callipo e Vincenzo Di Pinto fanno del Sud la loro bandiera
Il tecnico Di Pinto e la Calabria amore a prima vista con Vibo
di Luigi Mongelli

TURI - Un binomio tutto meridionale è quello che si è costituito ai vertici della Tonno Callipo Vibo Valentia, formazione che insieme al Castellana Grotte rappresenterà nella prossima stagione di serie A1 la pallavolo maschile del Sud d’Italia.

Un vertice di meridionalisti convinti, poiché Pippo Callipo e Vincenzo Di Pinto fanno del Sud la loro bandiera. Il primo: «Imprenditore di grande esperienza («Re» del tonno Callipo) - è scritto nella sua biografia, già presidente della Confindustria calabrese e candidato presidente alle ultime regionali per l’Idv - che ha saputo valorizzare una ricchezza del suo territorio senza piegarsi alla ‘Ndrangheta». L’altro, invece, artefice della crescita esponenziale del movimento pallavolistico pugliese, passato per ben due volte da Gioia del Colle e Taranto, sempre pronto a raccogliere le grandi sfide, come quella propostagli da Pippo Callipo. Tutto ciò dopo aver conquistato col Perugia la Challenger Cup e soprattutto l’accordo in camera di conciliazione con i suoi dirigenti: «Dove determinante - ammette Di Pinto - è stato l’apporto professionale del mio legale Paolo D’Aprile e l’ottima mediazione compiuta dall’ufficio legale della Lega».

Qual è stato il primo impatto cha ha avuto con la società di Pippo Callipo?

«Quello di trovarmi in famiglia. Infatti, è emerso immediatamente il grande affetto dimostratomi non solo dal presidente Callipo e dall’intero staff dirigenziale vibonese, ma soprattutto l’entusiasmo con il quale sono stato accolto dai tifosi, i quali avevano presagito che prima o poi sarei stato l’allenatore della loro squadra».

Qual è la prima cosa le ha chiesto Callipo?

«Di inculcare da subito agli atleti che comporranno l’organico di questa squadra una chiara mentalità vincente. Perché quello che si aspetta quest’anno da me è un salto di qualità, sia in termini tecnici che di risultati».

Cosa prova a margine dell’attuale momento pallavolistico pugliese, ridotto ai minimi storici?

«La stessa amarezza che provai all’indomani del mio ritorno da Macerata, che mi indusse a rituffarmi a capofitto per rigenerare nuovamente la pallavolo di casa nostra. Tutto ciò grazie alla collaborazione di tanti addetti ai lavori, su tutti Giuseppe Manfredi, attuale presidente regionale Fipav, Pinuccio Gallo, Antonio Bongiovanni, Michele Miccolis e Vito Primavera. Momento storico che fece lievitare nuovamente il nostro movimento, sia sotto il profilo tecnico che dirigenziale».

Da uomo del Sud, quali sono gli errori che non devono continuare a commettere le società e i dirigenti del nostro territorio?

«Quello di non rinunciare, per i propri egoismi, al rispetto e al confronto corretto, perché spesso si finisce per cadere nel pettegolezzo e questo non ci aiuta a migliorare».

Cosa si aspetta dall’Italvolley al termine del mondiale italiano?

«È inutile negarlo, un risultato da podio, visto che abbiamo tecnici e atleti in grado di centrarlo».

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