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Sabato 21 Ottobre 2017 | 08:44

Non paghi lo stadio? Ti pignoro i giocatori

Sono esattamente 26 anni che il Bari non paga alcuni debiti contratti con il Comune per l’uso degli stadi cittadini, il Della Vittoria prima e il San Nicola poi. La somma è ormai arrivata a toccare i 2 milioni di euro, ed in un quarto di secolo Palazzo di Città le ha tentate veramente tutte per avere i soldi. Provando, due anni fa, a pignorare i soldi dello sponsor e pure i cartellini dei calciatori
Non paghi lo stadio? Ti pignoro i giocatori
BARI - Sono esattamente 26 anni che il Bari non paga alcuni debiti contratti con il Comune per l’uso degli stadi cittadini, il Della Vittoria prima e il San Nicola poi. La somma è ormai arrivata a toccare i 2 milioni di euro, ed in un quarto di secolo Palazzo di Città le ha tentate veramente tutte per avere i soldi. Provando, due anni fa, a pignorare i soldi dello sponsor e pure i cartellini dei calciatori.

È avvenuto nel 2008, quando la squadra era in serie B. Il Comune ha notificato un precetto (primo atto per ottenere il pignoramento) presso la Lega Calcio di Milano, provando ad aggredire i cartellini dei calciatori per recuperare 161mila euro più interessi. L’azione non è andata a buon fine, anche per un motivo strategico: a parte la difficoltà di portare avanti il pignoramento di un calciatore (l’ufficiale giudiziario, infatti, avrebbe dovuto metterlo all’asta...), si sarebbe rischiato di privare la squadra del diritto a utilizzare uno o più calciatori, danneggiandola sul campo. E così il Comune ha lasciato perdere. Ma ha voluto lanciare un segnale: quei soldi sono dovuti.

Le cause civili pendenti tra Bari e Comune sono tre. Una riguarda il Della Vittoria (la Corte d’appello ha appena stabilito che i Matarrese devono pagare 397mila euro più interessi), le altre due il San Nicola: 720mila euro per i fitti dal 1990 al 1994 e 542mila euro per la manutenzione dal 1990 al 1991. A sua volta, il Bari reclama i circa 800mila euro spesi dal 2008 al 2009 per gli adeguamenti alla legge Pisanu (tornelli e aree di pre-filtraggio). Ma ora, dopo che è stata respinta una proposta di transazione, il Comune potrebbe ripartire con i decreti ingiuntivi.

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