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Cassano sposo, ma Barivecchia lo ignora Foto: gli sposi - Il video

Le amiche di mamma Giovanna: «Lei meritava questa festa». Mentre alle bancarelle fanno capolino le prime vuvuzelas, nel borgo antico poca gente a passeggio e nessuna voglia di parlare. Gli ultras: «È uno di noi, nel bene e nel male. Speriamo le nozze lo aiutino a fare l’ultimo salto di maturità. Lo aspettiamo»
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Cassano sposo, ma Barivecchia lo ignora Foto: gli sposi - Il video
Il giorno dopo quello in cui Antonio Cassano da Barivecchia ha detto «sì», in giro per le vie del borgo non c’è praticamente nessuno. Una domenica mattina sonnacchiosa, che passa lenta nell’attesa della partita della Nazionale, con un paio di coppie di turisti che si fanno fotografare davanti al castello o sulle scale della cattedrale. Negli anni della lontananza, è un po’ venuto meno il rapporto con i luoghi e le persone, non il vincolo affettivo quasi viscerale con le sue radici. Un rapporto che Antonio ha sottolineato in occasione delle due partite di questa stagione tra il Bari e la Sampdoria, con la sciarpa biancorossa al collo il giorno della festa grande per la conquista del posto in Champions League, con la scelta del colore, ancora e sempre biancorosso, per le scarpette da calcio che portano la sua firma. 

Che non sarebbero mai arrivati troppi inviti alle blindatissime nozze a Portofino, era scontato. Nessuno si aspettava una cosa diversa. Nessun charter, nessuna carovana: sei di numero, i tre amici del cuore che hanno fatto da testimoni (una scelta fortemente simbolica, quasi a dire: con voi ho sofferto e stretto i denti, voi non mi avete scelto perché sono Cassano ma perché sono Antonio), la sorella di mamma Giovanna, un cugino con la moglie. Punto e basta. 

Con i fratellastri non c’è mai stato un rapporto particolare, gli altri semplicemente sono stati rimossi anche per evitare fastidiosi equivoci, diciamo così. E le uniche voci che si sentono circolare in strada San Bartolomeo e dintorni sono proprio quelle delle vecchie amiche di mamma Giovanna: «Se lo meritava, un giorno così. Lo ha cresciuto e lo ha difeso tutto da sola. E adesso magari è pronta anche a prendersi cura dei nipotini che verranno...». 

«Il minimo che possiamo dire - aggiunge Roberto Sblendorio, punto di riferimento degli Ultras - è che l’intera curva nord lo abbraccia e gli fa gli auguri più affettuosi che si possano immaginare. Il nostro legame con lui non è mai venuto meno ed anzi si è andato rafforzando negli anni. La speranza è che la stabilità del matrimonio possa consentirgli l’ultimo definitivo salto di qualità, quello della maturità del campione che è. Ecco, dopo aver visto la partita di ieri della Nazionale, il minimo che possiamo augurargli ed augurarci è che sia lui a prenderci per mano ed a condurci verso i prossimi obiettivi. Antonio merita di lasciare un segno anche in maglia azzurra. Lui è un simbolo forte della nostra identità, nel bene e nel male, come gli abbiamo scritto nello striscione. Noi gli vogliamo bene proprio per questo». 

A mezzogiorno, quando il cielo si oscura e comincia a scendere la pioggia, in giro non c’è davvero più anima viva. Il ricco menu domenicale e la partita in tv, previo pennichella postprandiale, sono un richiamo troppo forte. Spuntano agli angoli del borgo gli ambulanti con bandiere, sciarpe, magliette, trombe e vuvuzelas d’ordinanza. Antonio è già in viaggio di nozze verso le isole Fiji. [r.cro.]

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