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Martedì 17 Ottobre 2017 | 17:10

Olimpiadi - Ritmo d'argento per Idem e le ginnaste

Josefa seconda nel K1 500 di canoa dopo l'ungherese Janics. Le ragazze della ritmica, tra cui la molfettese Falca, precedute solo dalla Russia nella finale a squadre. Medagliere azzurro: 9 ori, 9 argenti e 11 bronzi. E stasera si giocherà per il titolo nel basket maschile: finale Italia-Argentina (ore 21,15)
Josefa Idem, argento nella canoa SCHINIAS - E' un argento che brilla come un oro, come forse ce ne sono stati tanti, troppi, in questa spedizione italiana ad Atene. Ma quello conquistato da Josefa Idem nella canoa K1 500 metri - alle spalle della forte ungherese Natasa Janics (22 anni) e davanti alla rivale di sempre dentro e fuori dall'acqua, la canadese Caroline Brunet (35) - ha probabilmente più ragione d'esserlo di altri. In quest'ultima giornata di gare della canoa-kayak nel bacino artificiale di Schinias, dove oggi è tornato forte a spirare il tanto temuto e condizionante vento Meltemi, che hanno increspato le acque e disturbato le pagaiate visto il continuo cambio di direzione, per l'Italia si contano anche l'ottavo posto di Antonio Rossi e Beniamino Bonomi nel K2 500, specialità nella quale ieri, sui 1000 metri, avevano vinto l'argento, e il nono di Antonio Facchin nel K1 500.
Ma la copertina è tutta per la Idem, 40 anni tra un mese, capace di dire a fine gara che al ritiro al momento non ci pensa e che sarà una decisione da prendere con lo staff tecnico, ma soprattutto con la famiglia. Che è corsa ad abbracciare, marito e due figli, l'ultimo ancora desideroso di starle a lungo in braccio, nato a maggio del 2003 e che di nome fa Jonas, l'altro Janek (9) che ha subito detto alla calca di giornalisti «questa medaglia ci mancava». E Guglielmo Guerrini, marito dal 1990, dall'89 allenatore di una campionessa per nostra fortuna «importata» che dal '92 ha scelto la cittadinanza italiana abbandonando la nazionale tedesca.
L'azzurra ha risentito più della Janics del forte vento: è partita subito seconda dietro l'ungherese che aveva una marcia in più, e ha mantenuto la posizione con autorità fino al traguardo, chiudendo davanti alla canadese Brunet. Una fantastico risultato per questa campionessa, che ha vinto la sua prima medaglia olimpica a Los Angeles nel 1984: un bronzo per la Germania bissato per l'azzurro ad Atlanta. E poi l'oro di Sydney, che per molti poteva essere l'ultimo atto di una carriera da dieci e lode se si considera che in bacheca ci sono anche cinque Mondiali e una Coppa del Mondo. Dopo aver dominato la semifinale, l'atleta dell'ACK Standiana di Ravenna, dove è anche assessore comunale allo Sport, è partita un po' storta, l'ha pagato ma poi ho trovato il suo ritmo, in una corsia che forse era meno disturbata di altre. Ha mantenuto la posizione fino al traguardo tagliato in 1'49"729 contro l'1'47"741 della Janics. La soddisfazione più importante, però, è stato arrivare davanti la Brunet (1'50"601), che in passato aveva avanzato qualche sospetto di doping sull'azzurra. E' comunque acqua passata, assicura.
Quindici minuti dopo, in acqua sono andati Rossi e Bonomi, che avevano scelto di partecipare a questa distanza per allenarsi al meglio in vista della finale dei 1000. Hanno chiuso in ottava posizione, una gara vinta dalla coppia tedesca Rauhe-Wieskoetter davanti agli austriaci Robinson-Baggaley e ai bielorussi Piatrusjenka-Makhenu.
Andrea Facchin, il primo azzurro in gara stamattina, ha fatto solo una buona esperienza, chiudendo in nona posizione a 3"65 dal vincitore, il canadese Adam van Koeverden (argento all'australiano Baggaley e bronzo al britannico Ian Wynne).
Il tedesco Andreas Dittmer ha vinto invece la medaglia d'oro nel C1 500, imponendosi con il tempo di 1'46"383 e battendo, nell'ordine, lo spagnolo David Cal e il russo Maxim Opalev.
La coppia cinese formata da Meng Guanliang e Yang Wenjun, a sua volta ha vinto la finale del C2 500, secondo posto e argento per i cubani Ibrahim Rojas Blanco e Ledis Frank Balceiro Pajon, mentre sul gradino più basso del podio sono saliti i russi Alexander Kostoglod e Alexander Kovalev.
Tornando alle donne, infine, nel K2 500 oro per le ungheresi Katalin Kovacs e Natasa Janics (che poco prima aveva battuto la Idem), argento per la coppia tedesca (Birgit Fisher e Carolin Leonhardt), mentre il bronzo è andato alla Polonia (Aneta Pastuszka e Beata Sokolowska Kulesza).

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