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Altamura ritrova la serie D in campo la Fortis Murgia

Quattro anni di attesa, quattro anni di campionati regionali con alti e bassi. Persa a suo tempo la serie D e ad aprile anche l’Eccellenza con la retrocessione del Real Altamura, il pubblico murgiano è passato nel giro di poche settimane dal doversi accontentare del torneo di Promozione con due formazioni in lizza (Leonessa Altamura e lo stesso Real) al nuovo ritorno alla ribalta di un campionato nazionale
Altamura ritrova la serie D in campo la Fortis Murgia
di Ivan Commisso

ALTAMURA -  Quattro anni di attesa, quattro anni di campionati regionali con alti e bassi. Persa a suo tempo la serie D e ad aprile anche l’Eccellenza con la retrocessione del Real Altamura, il pubblico murgiano è passato nel giro di poche settimane dal doversi accontentare del torneo di Promozione con due formazioni in lizza (la Leonessa Altamura e lo stesso Real) al nuovo ritorno alla ribalta di un campionato nazionale. Dall’anonimato pugliese agli aggiornamenti in tempo reale del televideo: una specie di salto triplo reso possibile dallo sbarco ad Altamura della Fortis Murgia, formazione che ha vinto il campionato lucano di Eccellenza.

La Fortis ha sede legale ad Irsina ma «dna» pugliese, con proprietà, dirigenza, quadri tecnici e calciatori in buona parte altamurani: Donato Digirolamo e Gianni Patella dietro la scrivania, Pasquale Squicciarini in panchina, Martimucci e compagni in campo. Ad essere precisi, la Fortis Murgia ad Irsina l’hanno vista ben poco, considerato che la formazione ha disputato le gare interne di campionato a Matera (l’impianto irsinese era già occupato da altre formazioni locali), mentre ad Altamura il team è un elemento usuale del panorama sportivo (il club ha da tempo una propria sede in città e spesso qui ha disputato amichevoli e allenamenti).

C’è di più, a rimarcare come Fortis Murgia e Altamura vadano a braccetto. L’ultima gara di campionato contro il Viggiano, a promozione già matematica, i lucani l’hanno disputata proprio ad Altamura, di fronte a 1500 spettatori, una cornice di pubblico che negli ultimi anni non si è mai scomodata per le partite delle formazioni locali.

Insomma, il feeling c’è, frutto di un percorso costruito con pazienza, con obiettivo finale proprio l’approdo ad Altamura, agevolato dalla mancanza di un impianto idoneo per la serie D disponibile nei paraggi (Irsina e Gravina ne sono sprovvisti mentre il XXI Settembre di Matera è già occupato) e dalla decisione della Leonessa Altamura di disputare le proprie gare interne a Gravina, liberando così un posto nello stadio D’Angelo.

Dunque tutto scorre, a quattro anni dalla retrocessione dalla quarta serie della Leonessa e a dieci da quella dell’Altamura del compianto Franco Tafuni. Procede spedito anche il progetto di allargare la dirigenza della Fortis a nuovi contributi con una riunione di imprenditori convocata alle 18 di oggi in una sala convegni cittadina così da modificare la ragione sociale da associazione sportiva a una più robusta società di capitali. Intanto, il gagliardetto del club, in omaggio alla nuova sede di gioco, è stato già rivisto: spazio maggiore al falco grillaio, mascotte ufficiale e simbolo altamurano, e colori che cambiano dal rosanero al verde azzurro, in onore ai prati e al cielo della Murgia.

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