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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 13:49

Le società in coro: «La B a 22 squadre non si tocca»

Assemblea di Lega (Vincenzo Matarrese eletto consigliere): i club «ribadiscono all'unanimità che il torneo si dovrà giocare come previsto dai regolamenti federali e che le controversie vanno risolte nell'ambito dell'ordinamento sportivo». Introdotti i playoff. Vendita collettiva dei diritti tv
MILANO - Blindati, all'unanimità. O saranno in 22 e allora giocheranno regolarmente dal 12 settembre il campionato di serie B, o attueranno una serrata che avrebbe lo scopo di far capire ai giudici e ai tribunali che le regole dello sport le fa lo sport. Una posizione, quella uscita dall'assemblea dei presidenti di serie B che è un tentativo di mettere una diga al caos dopo l'esperienza dello scorso anno che rischierebbe di ripetersi con le richieste di Napoli e Ancona (o meglio dei tribunali delle due città) di allargare ancora a 24 il campionato cadetto.
E poi l'elezione di Enrico Preziosi a vicepresidente per la serie B, di quattro consiglieri, e il congelamento di tutte le cariche fino a ottobre, l'introduzione dei play off e play out fin dal prossimo campionato - ma solo a certe condizioni di classifica - e uno spiraglio di accordo per i diritti tv che adesso il neo vicepresidente si appresta a negoziare con Sky.
Questo il sommario dei lavori odierni dell'assemblea straordinaria della serie B in Lega calcio con la prossima assemblea, stavolta generale, convocata per il 7 settembre, a pochi giorni dall'inizio dei campionati.
SERIE B A 22 SQUADRE - «Le società di serie B non inizieranno alcun campionato che non sia quello già programmato a 22 squadre, invitando nel contempo le società della serie A a condividere tale orientamento», è scritto in un comunicato approvato all'unanimità. «Chiederemo alla serie A di condividere questo orientamento - spiega Galliani -. Non so gli altri, ma il Milan condivide perché è impensabile che i calendari li faccia un giudice». E il presidente vicario Antonio Matarrese ribadisce che si tratta «di una scelta di dignità». «Né il Napoli né l'Ancona - dice - hanno titolo per giocare in B. Se si accetta la loro posizione il calcio lo gestiscono i magistrati». Da parte sua Enrico Preziosi è esplicito: «Se la B sarà allargata i campionati non partiranno, nemmeno quello di A. Almeno questa è la nostra richiesta che faremo alla prossima assemblea. Sarebbe brutto vedere che mentre la B fa una battaglia per tutti la A gioca». Adesso non resta che vedere se l'unanimità dei 22, di fronte al caso concreto di una qualche decisione dei magistrati contraria ai loro intendimenti, si trasformerà il 7 settembre in una minaccia di totale serrata del calcio professionistico.
PLAY OFF E PLAY OUT - I play off si giocheranno se tra la terza e la quarta squadra classificata ci saranno meno di 10 punti di distacco. In questo caso si giocherebbe un mini torneo a quattro (terza contro sesta e quarta contro quinta e finale tra le due vincitrici) con gare di andata e ritorno. I play out invece si giocheranno (sempre con gare di andata e ritorno) tra la quart'ultima e la quint'ultima se la differenza in classifica è inferiore a cinque punti.
PREZIOSI VICEPRESIDENTE - Il presidente del Genoa Enrico Preziosi è stato eletto vicepresidente per la serie B della Lega calcio. L'assemblea ha anche provveduto a eleggere quattro consiglieri, Roberto Benigni (Ascoli), Franco Dal Cin (Venezia), Pietro Lo Monaco (Catania) e Vincenzo Matarrese (Bari) che affiancano così Maurizio Riccardi (Piacenza) nel consiglio di Lega per la serie B.
DIRITTI TV, ACCORDO PER LA RIPARTIZIONE - La serie B venderà collettivamente i diritti tv che pure restano soggettivi. I proventi verranno ripartiti secondo un criterio messo a punto da un gruppo di lavoro guidato dal vicepresidente vicario Antonio Matarrese e dal neovicepresidente Preziosi. «Si tratta - ha spiegato Preziosi - di un meccanismo che speriamo in futuro venga adottato anche dalla serie A, e che va nel senso solidaristico auspicato anche dal Presidente della Repubblica Ciampi». Si tratterebbe di negoziare con Sky la vendita in blocco e poi ripartire in parti uguali il 60% dei proventi. Il restante 40% andrebbe diviso con criteri che per la metà tengono conto della posizione di classifica e per il restante 20% di parametri adottati in base al bacino di utenza, agli abbonati allo stadio e ai contratti già in vigore.

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