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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 09:55

A Lecce spunta l’idea di uno stadio tutto nuovo

Il Via del mare sarebbe difficilmente ristrutturabile. L'ad Fenucci: «La società sarebbe pronta ad articolarsi per una eventuale ipotesi di questo genere. La possibilità di realizzare nuovi impianti sarebbe un fattore determinante per la competitività futura. Anzi, si creerebbe un gap fra chi potrà realizzare questi progetti e chi invece non avrà questa possibilità»
A Lecce spunta l’idea di uno stadio tutto nuovo
di Massimo Barbano

LECCE - Fra gli obiettivi da realizzare, una volta riconquista la serie A, ci sarà anche quello di mantenere quel nucleo di entusiasmo e partecipazione che aveva caratterizzato le ultime partite del campionato appena concluso.

Un risultato notevole se si considera che con la retrocessione in serie B il Lecce ha perduto quasi due milioni e mezzo di euro nella voce incassi da stadio: tre milioni e 839mila euro quelli dell’annata 2008-2009 in serie A; appena un milione e 387mila euro quest’anno in serie B. Un decremento del 63,8% come incassi e del 39,3% come spettatori, il che è spiegato dal fatto che in serie A il costo medio dei biglietti era superiore.

Ma anche rispetto al precedente campionato di serie B, quello 2007-2008, si registra una perdita di spettatori (-12,8%) e di relativi incassi (-32,9%).

«Tenderemo a privilegiare i vecchi abbonati e ad incentivare i ragazzi delle scuole calcio a venire allo stadio - dice l’amministratore delegato del Lecce Claudio Fenucci - ma in realtà, un’inversione di tendenza sarebbe possibile soltanto ripensando gli stadi. Per riavvicinare i tifosi occorre contrastare l’offerta televisiva sul piano del comfort, con stadi più comodi e su quello di uno spettacolo integrato, in sostanza una maggiore visibilità, per esempio attraverso telecamere che facciano vedere al pubblico quello che può vedere in televisione o anche di più, per esempio le squadre dietro le quinte, all’uscita dagli spogliatoi e quant’altro. Le esigenze del tifoso di oggi non sono più quelle di trent’anni fa e quindi le strutture andrebbero adeguate per soddisfare la domanda che è cambiata».

La legge sui nuovi stadi è attualmente ferma alla Camera dei Deputati. Se dovesse essere varata si supererebbe l’handicap della mancanza di risorse degli enti locali. E ciò, perchè le società di calcio potrebbero realizzare direttamente gli stadi attraverso imprese alle quali andrebbe un ristoro attraverso superfici commerciali compensative. Mentre, alle società di calcio andrebbe l’intera gestione dei servizi interni allo stadio. Come si vede, un volume d’affari che aprirebbe lo scenario su nuovi introiti per le società di calcio e tutto a costo zero, sia per le stesse società, che per gli enti locali.

«La società del Lecce sarebbe pronta ad articolarsi per una eventuale ipotesi di questo genere» - prosegue l’amministratore delegato rilevando che questa legge sarebbe una svolta epocale. «La possibilità di realizzare nuovi impianti sarebbe un fattore determinante per la competitività futura - prosegue Fenucci - anzi, si creerebbe un gap fra chi potrà realizzare questi progetti e chi invece non avrà questa possibilità».

Ma, a conti fatti, attualmente lo stadio di via del mare sarebbe difficilmente ristrutturabile. Sia perchè il «Crescent» della tribuna Est realizzato successivamente crea una discontinuità strutturale dell’impianto, sia perchè i costi di demolizione sarebbero elevatissimi. Più fattibile sarebbe quindi, la possibilità di realizzare una struttura ex novo in un altro sito. Una struttura, capace di convogliare l’interesse di un nuovo tipo di consumatore del prodotto calcio, quindi anche esercizi commerciali, di ristorazione e di intrattenimento al suo interno.

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