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Martedì 26 Settembre 2017 | 14:56

Gallipoli, destino appeso aun filo servono 3 milioni entro fine mese

Le probabilità che il «gallo» possa disputare il campionato di Prima divisione 2010-2011 sembrano più teoriche che pratiche. Tenuto conto della situazione di dissesto nella quale si dibatte il club giallorosso, la strada nella quale sperano i tifosi è quella del fallimento pilotato. Perché un simile percorso possa concretizzarsi, però, occorrerebbe una nuova compagine societaria che paghi i debiti e subentri
Gallipoli, destino appeso aun filo servono 3 milioni entro fine mese
di ANTONIO CALO'

GALLIPOLI - Il futuro del Gallipoli-calcio resta appeso ad un filo esilissimo. Le probabilità che il «gallo» possa disputare il campionato di Prima divisione 2010/2011 sembrano più teoriche che pratiche. Tenuto conto della situazione di dissesto nella quale si dibatte il club giallorosso, la strada nella quale sperano i tifosi è quella del fallimento pilotato che nel recente passato, in pochi casi, ha portato al salvataggio di alcuni sodalizi blasonati. Perché un simile percorso possa concretizzarsi, però, occorrerebbe una nuova compagine societaria che dia ampie garanzie economiche ed organizzative e che abbia le carte in regola per «subentrare » all’attuale proprietà. 

La Figc, infatti, tende a privilegiare il soddisfacimento dei crediti vantati dai tesserati ed in quest’ottica, in presenza di certezze sul piano della solidità finanziaria, potrebbe anche dare il via libera ad una simile sol uzione. Ambienti vicini alla Federazione, però, riferiscono che ad oggi nessuno si è fatto vivo per sondare il terreno e per rendere nota l’esistenza di una cordata capace di fare fronte ai problemi connessi all’o p e r a z i o n e.

Il tutto nonostante entro la fine del mese di giugno siano previsti gli adempimenti connessi all’iscrizione, con tutto il corollario legato all’espletamento delle pratiche connesse. È lecito chiedersi, pertanto, come sia ipotizzabile che il fallimento pilotato possa concretizzarsi se, a poco più di tre settimane dalla scadenza del termine per l’iscrizione, non è stato avviato nemmeno un pour parler con gli organi competenti in ambito federale. 

A Gallipoli, di contro, si spera nell’iniziativa dell’associazione «Il mio Gallipoli», che ha lanciato l’idea dell’azionariato popolare con l’obiettivo di salvare il salvabile, mirando a conservare il titolo di Prima divisione o, in subordine, ad ottenere un posto in serie D o ancora, nella peggiore delle ipotesi, a dare comunque una prospettiva futura al calcio nella «perla dello Jonio». 

In settimana, presso lo studio del notaio Roberto Vinci, l’associazione «Il mio Gallipoli» verrà costituita ufficialmente e sarà possibile sottoscrivere le quote dell’azionariato popolare, ma sembra improbabile che in 23 giorni si trovino i tre milioni di euro che pare occorrano per tentare la pista del salvataggio tramite fallimento pilotato. 

Un risultato, comunque, è già stato portato a casa dall’associazione «Il mio Gallipoli», che ha ottenuto dall’amministrazione comunale la garanzia della ristrutturazione dello stadio «Bianco».

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