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Lecce, Cacia un caso da tre milioni di euro

C’è da ritenere che anche quest’anno agiterà l’estate di mercato del Lecce. Così come lo è stato due anni fa, quando dopo una lunghissima trattativa, il club salentino si assicurò la comproprietà versando tre milioni di euro al Piacenza (che a sua volta lo aveva riscattato dalla Fiorentina per due milioni e novecento mila)
Lecce, Cacia un caso da tre milioni di euro
di Massimo Barbano

LECCE - Una patata bollente da tre milioni di euro. C’è da ritenere che anche quest’anno il caso-Cacia agiterà l’estate di mercato del Lecce. Così come lo è stato due anni fa, quando dopo una lunghissima trattativa, il club salentino si assicurò la comproprietà versando tre milioni di euro al Piacenza (che a sua volta lo aveva riscattato dalla Fiorentina per due milioni e novecento mila). E così come lo è stato l’anno scorso per un’estate caratterizzata da aspre polemiche fra lui, l’allenatore e la società.

Cacia torna a Lecce per fine prestito dalla Reggina e se non dovesse rientrare nei piani del club, non sarà per niente facile dirottarlo. Le soluzioni della comproprietà sono tre. Solo se il Piacenza dovesse riscattarlo, il Lecce si libererebbe dall’onere. Ma questa è un’ipotesi molto remota, perchè il club presieduto da Fabrizio Garilli ha grossissimi problemi di liquidità per ripianare le perdite della passata stagione e mai potrebbe accollarsi una cifra del genere. Anzi, il Piacenza sta mettendo sul mercato tutti i suoi pezzi migliori, compreso Moscardelli. Negli altri due casi, riscatto del Lecce o rinnovo della comproprietà, il giocatore andrebbe nella squadra dove ha giocato per ultimo, cioè il Lecce. Ma qui, come detto, potrebbe non far parte dei piani dell’allenatore. E girarlo ad un’altra squadra, anche in prestito come l’anno scorso alla Reggina, sarebbe oltremodo problematico, sia per l’onerosità del suo ingaggio (un milione di euro l’anno), sia per le credenziali del calciatore che sono precipitate dopo una stagione molto opaca a Reggio. Al momento, Cacia non ha mercato in serie A, perchè non ci sono richieste, nè potrebbe averne in serie B a causa della sua onerosità.

Insomma, un vicolo cieco il cui primo atto sarà quello di definire entro il 25 giugno la compartecipazione con il Piacenza. E l’accordo non sarà facile, tutto fa pensare che si possa andare a finire alle buste. E c’è anche l’esigenza di fare attenzione a non disperdere un patrimonio della società che è costato molto e che ancora non ha fruttato. Il contratto di Cacia scadrà nel giugno 2012 e a quel punto, se si svincolasse, sia il Lecce che il Piacenza non ne ricaverebbero più il becco di un quattrino.

Nel frattempo la posizione del diretto interessato sembra aver smussato i toni spigolosi dello scorso anno. «Credo che l’anno scorso molte delle mie esternazioni siano state equivocate. Io non ho mai parlato male del Lecce come qualcuno ha detto, ma ho solo detto in un certo momento che stavo attraversando dei problemi di ambientamento».

Sulla possibilità di una permanenza a Lecce, dove, gioco forza dovrà transitare, Cacia si dice possibilista. «Non ho nulla in contrario su questa possibilità - prosegue - è una situazione che devono risolvere Piacenza e Lecce. Io sono in stand by e aspetto notizie».

Poi, anche un atto di ammissione delle sue responsabilità sulla rottura. «Ci sono state delle incomprensioni da entrambe le parti - prosegue - io ammetto di aver commesso qualche errore, ho valutato nel modo sbagliato qualche situazione. Sto cercando di essere obiettivo, cosa posso dire di più...».

D’altra parte, con le sue quotazioni che hanno subìto quest’anno una brusca frenata, Cacia deve guardare le prospettive ad ampio raggio, senza scartare neanche l’ipotesi della serie B con il Piacenza, o quella di essere riscattato dal Lecce e poi girato altrove.

«Considero anche la possibilità di andare a Piacenza - dice - dopo due anni così non sono nella situazione di poter porre condizioni. Il prossimo sarà un anno fondamentale per la mia carriera. Devo ritrovare fiducia e tranquillità e soprattutto devo tornare a segnare dei gol. Non posso consentirmi di sbagliare un’altra stagione».

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