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L'azzurro Bonucci stopper «predestinato»

Uomo mercato, «azzurro» con Lippi e come se non bastasse anche un gol, giovedì sera, nell’amichevole disputata dalla Nazionale di calcio contro il Messico. Il difensore del Bari è uno di quelli che ha deciso di non farsi mancare nulla, perfino all’interno della stessa partita. Perché il gol che ammorbidisce una brutta sconfitta arriva dopo la «gaffe» commessa in occasione del vantaggio messicano
L'azzurro Bonucci stopper «predestinato»
BARI - La strada è tracciata, Leonardo Bonucci sembra un predestinato. Forse, lo è e basta. Uomo mercato, «azzurro» con Lippi e come se non bastasse anche un gol, giovedì sera, nell’amichevole disputata dalla Nazionale con Belgio contro il Messico. È uno di quelli che ha deciso di non farsi mancare nulla, perfino all’interno della stessa partita. Perché il gol che ammorbidisce una brutta sconfitta, arriva dopo la «gaffe» commessa in occasione del vantaggio dei messicani.

Tutto in un anno e, forse, il bello deve ancora arrivare per lo stopper viterbese che il Bari e Ventura hanno saputo scegliere e lanciare nel calcio che conta. Prima gli affanni, gli imbarazzi, le difficoltà. A Treviso le cose si mettono male, va peggio ancora a Pisa dove sbarca a gennaio e si ritrova retrocesso all’ultimo minuto dell’ultima partita di campionato. Ma il buio dura lo spazio di un attimo. Il Bari va a caccia di un difensore sul quale investire, c’è già in piedi una trattativa con il Genoa per Meggiorini. Ventura non si fa sfuggire l’occasione e indica la strada: Leonardo Bonucci, 22 anni, fisico da granatiere e personalità da vendere.

«Direi che Ventura è stato fondamentale per il sottoscritto - ha sempre riconosciuto Bonucci - . Ha avuto il coraggio di scommettere su un giovane come me. Però non dimentico la società che ha fatto un investimento di un certo peso (1,75 milioni di euro, ndr). Con i tempi che corrono diciamo che è stato un bel gesto di fiducia. Ventura è un vero maestro di calcio».

La Nazionale una ciliegina sulla torta, il gol al Messico un’emozione in più da custodire gelosamente nell’album dei ricordi. «L’azzurro . ha spesso ripetuto - trasmette una sensazione fantastica. Qualcuno mi aveva avvisato che il commissario tecnico era interessato a me. Credo Lippi mi abbia fatto seguire in più di una circostanza. Evidentemente devo essergli piaciuto».

Italia che si poggia anche su Bonucci per difendere il titolo mondiale conquistato quattro anni fa. Una bella eredità sulle spalle del giovane viterbese. Chiamato in azzurro anche perché nella patria del gioco di rimessa, difesa e contropiede, cominciano a scarseggiare i difensori di un certo spessore: «Questo, indubbiamente, mi ha agevolato - è stata l’onesta tesi di Bonucci -. Se penso che qualche anno fa in nazionale c’era gente come Cannavaro,. Nesta e Maldini...».

La convocazione e il gol, i baresi gonfiano il petto davanti alle gesta di questo... ex sconosciuto che ha saputo prendersi la maglia azzurra. Una maglia che a Bari sentono sempre più famigliare.

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