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Sta per nascere «Il mio Gallipoli» obiettivo giocare in Prima Divisione

Giorni cruciali, per l’associazione, che sta cercando di gettare le basi per salvare, tramite un fallimento pilotato, il titolo sportivo di proprietà del Gallipoli-calcio. L’obiettivo è quello di provare a creare i presupposti per conservare il diritto a disputare il campionato di Prima Divisione dopo la retrocessione dalla B oppure, in subordine, di ottenere l’iscrizione in serie D
Sta per nascere «Il mio Gallipoli» obiettivo giocare in Prima Divisione
GALLIPOLI - Giorni cruciali, per l’associazione «Il mio Gallipoli», che sta cercando di gettare le basi per salvare, tramite un fallimento pilotato, il titolo sportivo di proprietà del Gallipoli-calcio. L’obiettivo è quello di provare a creare i presupposti per conservare il diritto a disputare il campionato di Prima divisione dopo la retrocessione dalla B oppure, in subordine, di ottenere l’iscrizione in serie D. In queste ore si dovrebbe procedere alla costituzione ufficiale dell’associazione «Il mio Gallipoli», nel rispetto di quanto concordato con l’amministrazione comunale che ha chiesto di avere un interlocutore ufficiale, ma anche per potere avviare la raccolta delle quote di azionariato popolare che dovrebbero poi confluire nel capitale del nuovo club che l’imprenditore Attilio Caputo spera di potere mettere sù con il supporto di altri operatori economici della zona.

Nei giorni scorsi, come già riferito, una delegazione della costituenda associazione ha incassato la disponibilità dell’amministrazione a sistemare lo stadio «Bianco» (spesa prevista un milione di euro), per permettere eventualmente alla squadra di disputare in città i match interni. Presso la parrocchia di Sant’Antonio da Padova, nel frattempo, è in fase di sistemazione una «postazione logistica» che servirà da coordinamento delle attività dell’associazione, il cui impegno più arduo sarà naturalmente quello di reperire i circa tre milioni di euro che occorrono per sperare in maniera concreta di salvare una baracca che, in caso contrario, sembra destinata ad andare in rovina.

[a.c.]

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