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Comune di Gallipoli disponibile ad adeguare lo stadio Bianco

L’avventura in B è oramai alle spalle. Nell’ultima giornata del campionato cadetto, un Gallipoli imbottito di giovani ha perso a Modena dopo avere sfiorato l’impresa, ma le attenzioni degli appassionati della «città bella» sono concentrate sul futuro. Procede l’iniziativa denominata «Il mio Gallipoli», lanciata dall’imprenditore Caputo, che mira a gettare le basi per una associazione che si fondi sull’azionariato popolare
Comune di Gallipoli disponibile ad adeguare lo stadio Bianco
di Antonio Calò

GALLIPOLI - L’avventura in B è oramai alle spalle. Nell’ultima giornata del campionato cadetto, un Gallipoli imbottito di giovani ha perso a Modena dopo avere sfiorato l’impresa, ma le attenzioni degli appassionati della «città bella» sono concentrate sull’iniziativa denominata «Il mio Gallipoli», lanciata dall’imprenditore Attilio Caputo, che mira a gettare le basi per una associazione che si fondi sull’azionariato popolare con lo scopo di salvare la partecipazione alla Prima divisione, con un fallimento pilotato, oppure, in subordine, a rendere possibile quanto meno la partecipazione al torneo di serie D.

Ieri, presso il palazzo di città, si è svolto un incontro tra una rappresentanza del comitato che sta portando avanti con convinzione il progetto «Il mio Gallipoli», il sindaco Giuseppe Venneri, diversi assessori ed alcuni tecnici comunali. Le parti riferiscono di un incontro proficuo, nel quale gli amministratori hanno invitato ad andare avanti nella direzione della costituzione ufficiale dell’associazione, in maniera tale da avere un interlocutore ben preciso in tutte le operazioni da intraprendere nelle prossime settimane, che saranno certamente febbrili. L’amministrazione comunale pare disposta a procedere al rifacimento del manto erboso dello stadio, alla ristrutturazione ed alla sistemazione della tribuna stampa e dei servizi igienici, nonchè alla realizzazione di una piccola palestra, di una sala medica e di una segreteria nello spazio occupato dal magazzino del settore giovanile.

Infine, ci sarebbe la volontà di predisporre un manto in erba sintetica nello sterrato che, entro le mura di cinta dell’impianto, è stato adibito, sino ad oggi, a parcheggio delle auto di atleti e dirigenti. Sono da stabilire, di contro, le misure da adottare per l’impianto di illuminazione (costo stimato in 400 milioni di euro), che andrebbe adeguato nel caso in cui si riuscisse a salvare la partecipazione alla Prima divisione, ma non nell’ipotesi in cui il torneo di competenza fosse la serie D o un altro. E’ chiaro a tutti, naturalmente, che lo scoglio più grande da superare è quello legato al reperimento della somma necessaria per riuscire a salvare il titolo sportivo tramite il fallimento pilotato. Si stima che servano non meno di due milioni e mezzo o tre milioni di euro, un importo che non può essere raggiunto solo con l’azionariato popolare. La speranza dei componenti dell’associazione <Il mio Gallipoli> è che ci siano altri imprenditori disposti ad affiancare Attilio Caputo, versando i fondi che sono necessari in cambio di un adeguato servizio di carattere pubblicitario.

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